Scadente.
Il compito di Pozioni era stato un fallimento, non diverso da come Astra se lo aspettava. Il professor Lumacorno le aveva consegnato il foglio con il voto piuttosto deluso.
"Sarò costretto a parlare con il professor Silente per farti esimere dal compito di controllare i corridoi di notte, i tuoi voti stanno deteriorando" aveva commentato sempre mantenendo il suo fare paterno.
Pensò che quello tutto era fuorché una punizione. Si sarebbe volentieri fatta bocciare quell'anno pur di non dover più continuare a fare la ronda con Malfoy. D'altra parte sapeva che era una semplice illusione, nonostante tutto suo nonno si fidava di lei e non avrebbe saputo a chi altro affidare quel compito (anche perché Potter era troppo impegnato nello scoprire come arginare Voldemort).
Per il resto aveva passata l'intera giornata chiusa nella sua stanza, l'unica presenza che aveva dovuto sopportare era Daphne Greengrass che, nel suo trambusto fatto di smalti e nastri per capelli, entrava e usciva dalla camera in continuazione. Non ci parlava però, quindi niente male.
Chi più di tutti voleva evitare era però Theodore Nott. Dopo averlo abbandonato ai Tre Manici di scopa lo scorso pomeriggio credeva che il loro rapporto fosse naufragato ancora prima di iniziare.
Quel bacio scambiato casualmente con Malfoy era stato di troppo per i suoi nervi già ridotti allo stremo. Si sentiva gravare addosso il peso delle sue minacce oltre che quello dei sospetti infondati di Silente e Potter. Avrebbe voluto dare nuovo ordine alla sua vita, uscire dall'anonimato e dalla pressione che la costringeva a passare intere giornate distesa a letto.
Avrebbe potuto proporsi come nuova paladina della giustizia: se effettivamente Malfoy stava tramando qualcosa, non le sarebbe stato difficile intrufolarsi nelle sue abitudini, studiare i suoi comportamenti durante gli orari di ronda per trarre delle conclusioni più accurate di quelle di Potter. Nonostante ciò, però, non voleva farlo. Non voleva collaborare con quel potere che le aveva appena voltato le spalle accusandola di coprire il nemico. A quel punto era meglio il silenzio finché non si fosse schiarita le idee.
***
00:00, orario di coprifuoco. Nessuno studente deve trovarsi nei corridoi dopo la mezzanotte.
Punto e a capo. Se l'attentato a Silente non aveva funzionato per Draco non restava altro che ricominciare a dedicarsi all'armadio svanitore. Era sempre un patimento: mille incantesimi intricati, ingranaggi e pezzi mancanti, continue prove che non andavano mai a buon fine. Per non parlare dell'ansia costante di venire scoperto, quella era la parte peggiore. Stare in piedi difronte a quel muro pensando intensamente all'oggetto proibito. Era un procedimento lungo ed estenuante, soprattutto il trovare la concentrazione quando ogni singolo rumore o scricchiolio lo interrompeva e bisognava ricominciare da capo. Ancora e ancora.
Arrivò come ogni notte difronte alla porta dell'ufficio del preside. Non sapeva perché ci facesse tappa ogni notte, la Moore era sempre in ritardo e l'aveva aspettata solo rare volte. Forse era una fissazione, il suo essere fottutamente metodico che agiva per lui.
Avanzando attraverso il buio confortevole della sua zona i suoi occhi si posarono senza volerlo in quel punto del pavimento dove la notte prima erano stati seduti lui e la ragazza. Un posto esattamente come gli altri, nulla di rilevante, ma ora era intriso di un'energia che non sapeva spiegarsi. Gli tornarono in mente le sue labbra, quel gesto avventato che non riusciva ancora a perdonarsi. Aveva rischiato e si era bruciato, ora doveva prendersi cura di se stesso e cercare di guarire la scottatura. Non era bravo a farlo però: spesso si trattava come uno straccio, aveva tanto riguardo del suo aspetto esteriore, ma guardarsi dentro lo spaventava.
Aveva una strana fissazione per il dolore, sia verso se stesso che nel vederlo sugli altri. Lo definiva la più nobile delle passioni. Passava ore e ore delle sue giornate a studiarne la sintomatologia. Poteva assumere mille forme diverse: psicologico, fisico, traumatico, luttuoso, falso, latente o mortale. Poteva protrarsi per anni o essere un unico attacco spiazzante. A volte era ben visibile da un volto, altre volte bisognava scavare all'interno della psiche per scovarlo. In tutte le forme, però, una cosa rimaneva costante: era potente. Così viscerale da portare chi ne fosse affetto ad interrogarsi sul vero senso della vita e arrivare persino a conoscerlo nella sua interezza.
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Under Control (DRACO MALFOY)
Hayran Kurgu"00:00, orario di coprifuoco. Nessuno studente deve trovarsi nei corridoi dopo la mezzanotte" Astra Moore, serpeverde, viene incaricata di controllare i corridoi di Hogwarts da mezzanotte alle cinque del mattino perché è la nipote di Albus Silente...
