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Sentiva l'odore del sangue secco che si mischiava al salso del mare. Era un connubio terribile e nauseante che la faceva sentire come una preda braccata dai cacciatori. Solo che lei era ferma, ormai incastrata e accerchiata dai nemici.
Alcuni indossavano delle maschere, altri avevano il volto scoperto, ma per lei erano tutti dei fantasmi vestiti di nero che volevano divorarla pezzo per pezzo.
Astra non sapeva cosa quei Ghermidori stessero aspettando per colpirla, forse una sua reazione per darle l'ulteriore sofferenza dell'essersi illusa sulla possibilità di sopravvivere.
"Cosa ci fate qui?" la voce le uscì mischiata a una piccola nuvola di condensa.
Uno di loro rispose tendendo il braccio nella sua direzione. "Siamo venuti a prenderti Moore, le ragazzine come te non dovrebbero stare da sole tanto a lungo".
Lei si ritrasse a piccoli passi, disgustata, facendo attenzione a non muoversi in modo sospetto.
"Andatevene! Sto aiutando Voldemort da qui, non ve lo ha comunicato?" mentì.
L'uomo davanti a lei rise, aveva il volto scoperto, la maschera calata intorno al collo. "Piccola puttana"- inveì infine tra i singhiozzi con voce dura e impastata- "pensavi davvero di poterci ingannare così? Credi che non ci sia già stato ordinato cosa fare? Dobbiamo riportarti da lui. Viva".
"Non illesa- aggiunse un altro dal fondo della comitiva- viva".
Astra capì di essere spacciata. Presto la avrebbero presa intaccando la sua zona personale trascinandola di nuovo in quel mondo oscuro. Aveva paura, tremava al solo pensiero delle dita ossute di Voldemort che lanciavano incantesimi contro la sua schiena.
Non poteva arrendersi così, non senza combattere.
Afferrò più saldamente la bacchetta studiando in modo sommario la cerchia per trovare un punto debole dove il suo colpo sarebbe stato più efficace. Individuò uno degli uomini mascherati sulla destra. Era il più indifeso e il meno preparato a un contrattacco. Giocava con la bacchetta lungo il corpo, la risata si infrangeva contro la parete della maschera dando un suono cupo e distorto.
Astra passò velocemente in rassegna tutti gli incantesimi che conosceva alla ricerca del migliore per colpirlo. Non c'erano dubbi sul fatto che per la prima volta avrebbe dovuto usare il più pericoloso degli incantesimi mortali. Si fece coraggio e in una frazione di secondo ruoto il busto e spiegò la bacchetta.
Lanciò l'incantesimo in modo non verbale per aumentare il fattore dell'imprevedibilità.
Un fascio di luce blu andò ad infrangersi alle spalle dell'uomo sfiorandogli il collo. Lui, accortosi troppo tardi dell'offensiva, temette per la sua incolumità molto più del normale. Perciò lasciò ragionare l'istinto e lanciò di rimando, mentre scivolava all'indietro, un'incantesimo che lei non potè in alcun modo intercettare.
Astra cadde a terra, premendosi la coscia con la mano, nel punto esatto dove il fascio di luce magica aveva impattato. Gridò agonizzante, mentre il nero della sua tuta diventava più scuro e bagnato, i palmi delle mani si coloravano di rosso.
"Sei impazzito, cazzo?"- inveì il capo dei Ghermidori contro quello che aveva appena lanciato l'incantesimo- "Potrebbe morire da un momento all'altro!".
Astra non sentiva nulla se non un immenso dolore che dalla gamba colonizzava ogni centimetro del suo corpo. Premeva contro la coscia per fermare l'emorragia, mentre brividi di freddo e terrore la scuotevano sulla sabbia.
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Under Control (DRACO MALFOY)
Fanfiction"00:00, orario di coprifuoco. Nessuno studente deve trovarsi nei corridoi dopo la mezzanotte" Astra Moore, serpeverde, viene incaricata di controllare i corridoi di Hogwarts da mezzanotte alle cinque del mattino perché è la nipote di Albus Silente...
