Seconda notte

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La giornata appena trascorsa era stata terribile. Astra aveva deciso di non perdersi le lezioni, aveva partecipato a tutte nonostante la stanchezza e tre ore di sonno alle spalle. Aveva recuperato un po' di energie concedendosi un riposino nell'ora di cena.
Si presentò difronte alla porta del preside per il turno di ronda, con una tazza di caffè fumante in mano, fisicamente e mentalmente distrutta.

Draco con la scusa di poter saltare le lezioni si era rintanato per la maggior parte del tempo nella stanza delle necessità. Stava ultimando la riparazione dell'armadio svanitore, si sentiva quasi realizzato; non felice, forse fiero o era tutta un'illusione. Iniziò il primo giro di ricognizione e lei era in ritardo. Non la aspettò.

***
00:32

Astra completò il giro piuttosto velocemente. Aveva controllato ogni stanza, ma lo aveva fatto svogliatamente e in modo approssimativo. Non vedeva l'ora di sedersi con la schiena al muro e socchiudere gli occhi.

"Non vi sarà concesso addormentarvi, dovete restare vigili"

Le parole di Silente risuonavano come un ammonimento nelle sue orecchie. Se fosse successo qualcosa al castello mentre era addormentata avrebbe dovuto addossarsi l'intera colpa. Più passava il tempo, però, più si sentiva stanca e affaticata, il pavimento le appariva come il letto più morbido del mondo.

Raggiunse uno dei punti più illuminati del corridoio principale dell'ala destra, difronte a un'enorme finestra. La luce lunare le accarezzava il volto mentre si accasciava debolmente a terra. Continuava a ripetersi di tenere gli occhi aperti, ma era una sfida sempre più difficile.

Si ricordò dell'appuntamento con Malfoy solo quando sentì i tacchi dei suoi mocassini battere ritmicamente sul pavimento di pietra, diretti nella sua direzione. In pochi attimi era ritto difronte a lei, faceva roteare la bacchetta tra le dita mentre la squadrava con aria di sufficienza. Il bagliore della luna proiettava la sua figura sul muro adombrando Astra. Sembrava più alto di quanto non lo fosse in realtà. I capelli biondi erano perfettamente ordinati, nel viso pallido apparivano due occhiaie scure testimoni del fatto che anche per lui quella notte non sarebbe stata una passeggiata.

"Alzati" le ordinò perentorio. Non un saluto, non un cenno del capo, solo un'affermazione statica senza possibilità di discussione.

"Non ce la faccio, sono troppo stanca" ammise lei abbandonando la testa tra le ginocchia piegate.

"È un ordine, non ti sto chiedendo se ti va di farlo" sottolineò puntando la bacchetta contro l'esile corpo della ragazza.
Draco non era abituato alla disobbedienza, aveva una visione del mondo marcatamente gerarchica: c'era chi stava sotto e chi stava sopra, fine. Lui generalmente faceva parte di quelli che stavano sopra, tranne nei confronti del padre e di lord Voldemort, in quel caso faceva la parte dell'obbediente.

Astra si issò sulle gambe facendosi forza per tenersi in piedi con le braccia sul muro.

"Non ho le forze..." ansimò, ma lo sguardo del serpeverde era fermo e risoluto.

"Impùlsus!" pronunciò Draco contro la ragazza che, non riuscendosi a proteggere in tempo, fu spinta violentemente contro il muro alle sue spalle accasciandosi a terra.

Represse in gola un grido di dolore per non allarmare nessuno, le sembrava di aver ricevuto un pugno in pieno petto. Le costole le facevano male, piccole gocce di sudore freddo le imperlavano la fronte. Puntò gli occhi scuri contro il viso del suo avversario: non si era scomposto di un millimetro, teneva ancora la bacchetta puntata pronto a difendersi dalla prossima mossa. Non scherzava, voleva combattere.

Under Control (DRACO MALFOY)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora