Trentaquattresima notte

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"Dove sono?" Draco era appena tornato con Ron dalla perlustrazione, era sera e la squadra degli altri serpeverde non era ancora tornata. "Ho bisogno di saperlo!"

"Calmati" Harry gli pose la mano sulla spalla, ma lui la scansò con rabbia.

"Va tutto a puttane" sbuffò continuando a camminare per la sala da pranzo. "Se scoprono qualcosa li ammazzano, senza pensarci due volte"

"Moore è in gamba, riporterà indietro gli altri sani e salvi" aggiunse Hermione aiutando Ron a liberarsi della giacca con cui era uscito.

"Le vostre stupide supposizioni non sono abbastanza"

"Malfoy, potrebbero aver cambiato idea ed essere rimasti al Manor per continuare sulla linea di Voldemort. Non possiamo permetterci di andare a salvarli se poi è possibile che ci voltino le spalle" continuò Harry che in cuor suo sperava di sbagliarsi.

"Che cazzo hai detto, Potter?" ringhiò Draco, più simile a un insulto che ha una domanda "Ripetilo, fottutissimo salvatore del mondo".

Il serpeverde si scagliò contro Harry afferrandolo per il colletto della camicia, pronto a sferrargli un pugno se necessario. Lo vedeva come una minaccia ora, aveva perso il controllo. Le vene del collo gli pulsavano messe più in evidenza dall'ustione. Il grifondoro si mantenne saldo, convinto che Draco non avrebbe fatto nulla.

"Ripetilo!".

"Malfoy basta! Lascialo stare!" Ron prese il controllo e si intromise tra i due per allontanarli. Fece pressione sui loro petti. Draco si lasciò scansare respirando pesantemente, le narici larghe.

"Si può sapere cosa cazzo ti sia preso?" domandò Harry risistemandosi il colletto della camicia.

"Tu e le tue stupide insinuazioni contro Moore. Non ne posso più di sentire le tue stronzate, cazzo"

"Forse Harry non intendeva-" si intromise Hermione.

"Divertente. State combattendo contro la persecuzione razziale di Voldemort e poi siete i primi ad avere pregiudizi."

Draco mostrò un sorriso sarcastico sul volto mentre si allontanava verso la porta. "Incoerenti del cazzo".

Uscì dall'abitazione senza aspettare la risposta all'accusa che aveva appena lanciato. Ora aveva due strade davanti. Nelle vicinanze del cottage c'era una macchia di vegetazione più folta dove aveva nascosto la parte più grossa di fiale di pozione che prendeva per mantenersi calmo, probabilmente doveva esserci anche una piccola scorta di erba babbana e alcol. Quella era la prima strada.

L'altra era utilizzare la metropolvere che aveva in tasca e materializzarsi all'interno del Manor per andare a salvarla, anche se sapeva che Moore non aveva bisogno di essere salvata. Astra avrebbe potuto salvarsi contando su di sé, lui doveva solo darle il suo supporto.

Perché ora lei non era più sola e nemmeno lui. Neanche Draco, mangiamorte, quasi assassino e amante tossico era più solo.

***

"Si è svegliata!" la voce di Pansy echeggiò nell' ex-camera di Draco come un grido di speranza.

Astra si guardò intorno confusa, la testa le rimbombava terribilmente e le forme si confondevano nelle sue iridi le une con le altre. Il braccio era la parte che tra tutte le faceva più male. Era un bruciore sottocutaneo insopportabile, ma sapeva a cosa fosse dovuto e non voleva accertarsene.

Under Control (DRACO MALFOY)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora