Lui inizia a far vagare le sue mani sul mio corpo, le fa scorrere lungo la schiena e mi afferra vigorosamente il sedere, premendomi ancora di più contro il suo corpo.
"Ti voglio." Mi sussurra all'orecchio.
Una scarica di brividi percorre il mio corpo, lo voglio anche io.
Ne sento il bisogno.
"Mi fai impazzire, cazzo." Geme nella mia bocca e non resisto più.
Gli salto in braccio mentre l'acqua tiepida cinge i nostri corpi e finiamo per fare l'amore, qui nell'idromassaggio, non sappiamo resisterci.
Ci sediamo a mangiare in morbidi accappatoi bianchi, alla fine non si sono raffreddate troppo le pietanze.
Parliamo del più del meno, della sua nuova vita e della mia, ma entrambi evitiamo di parlare di Noi, del periodo buio che abbiamo affrontato insieme ma divisi, ognuno nella propria quotidianità.
Io non sono pronta a parlarne, ci son cose che non deve sapere e viceversa.
Finiamo di cenare e c'è un momento in cui le nostre mani si intrecciano e i nostri sguardi le seguono a ruota.
"Eva, dobbiamo parlare, è inutile continuare a rimandare."
Annuncia lui spezzando quel magico silenzio e quella bellissima atmosfera che si è venuta a creare.
"Non voglio." Rispondo io secca, togliendo la mano dalla sua e alzandomi in piedi.
Sono stanca, non voglio affrontare il discorso, ci sono stata troppo male, adesso voglio solo andare nel mio letto da sola.
"Sei una cazzo di bambina, affronta i problemi, dove vai? Sai solo scappare" dice lui, ma il suo tono è calmo.
Sentendo queste parole, però, mi riportano indietro e mi sale una rabbia indescrivibile.
"Da che pulpito vien la predica, non sono io quella che è sparita nel nulla. Sei stato una merda, sei un senza palle! Non te lo potrò mai perdonare, nemmeno con tutte le parole belle che mi dici! Io domani mattina posso alzarmi e non trovarti più, sparito chissà dove. Magari sei tornato a casa tua, magari domani non ne vuoi più sapere di me."
Sto urlando, sono arrabbiata , non avrà più la meglio su di me.
Passa da essere il ragazzo perfetto per me, che mi fa star bene, al gran pezzo di merda che non vorrei più vedere in vita mia.
"Ho avuto le mie ragioni per farlo, te ne parlerò se mi darai un'altra occasione. Non ti credere che io me ne sia andato a cuor leggero. Ho passato un anno di merda anch'io, non sei la sola ad aver sofferto. Le persone che ti vogliono bene, non mi volevano intorno a te! Sono arrivati a minacciarmi, a offrirmi soldi!"
Urla con le lacrime agli occhi.
Le mie orecchie non credono a quello che stanno sentendo.
Minacciato? Offerto soldi? Ma chi?
Rimango pietrificata qualche istante prima che il mio cervello possa creare una frase di senso compiuto.
"Ora mi devi dire tutto." Sentenzio con la voce e le mani tremanti. Non so se effettivamente voglio sentirla la risposta.
"Sono stati Gionata e tua madre. Ma tu non devi dirglielo che te l'ho detto." Dice con un filo di voce.
"Cosa?! Come cazzo ti hanno minacciato? Che ti hanno detto?" Urlo piangendo.
Non ci credo che siano arrivati a tanto. Perché poi? Cosa aveva di sbagliato Luca per me? Sì okay, è un tipo un po' strano, ma perché sono arrivati perfino a minacciarlo?
"Eva, per favore..." dice allungando una mano verso di me, ma mi sposto subito.
"E tu hai accettato cazzo! Per essere sparito per un anno hai ceduto alle loro minacce e accettato i loro soldi! Avremmo trovato un cazzo di modo!"
Ormai le lacrime non riescono a fermarsi, mi sento ferita e delusa due volte. Prima da mia madre e Gionata e poi da lui per non essersi ribellato.
Non ero così importante a questo punto.
Ci ricasco ogni volta, è un rapporto tossico quello tra me e Luca, l'ho sempre saputo, ma non ne ho mai potuto far a meno.
Più ci avviciniamo e ci amiamo, più ci feriamo e distruggiamo.
"Ora sono qui, mi sono riscattato e sono venuto a Milano, per te, per portarti via."
Mentre lo dice sembra sincero, ha gli occhi imploranti, io non so se fidarmi però.
"Ciò non toglie che tu sia andato via. Io sono rientrata nel circolo della coca, ho tentato il suicidio 2 volte, sono stata chiusa in una comunità per sei mesi. Sei mesi, cazzo. Mi hai rovinata, te ne rendi conto? Tu hai trasformato il tuo dolore in riscatto e in un bell'album. Tu sei un ragazzo speciale, io no. Non ce la faccio a sopportare tutto."
Dico in preda alla disperazione mentre mi accascio a terra continuando a piangere.
"Non me ne vado più, te lo prometto." Corre da me e mi abbraccia.
Ho la testa poggiata sul suo petto e non posso smettere di sentire il suo profumo, è sempre lo stesso, inconfondibile.
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Dimmi di noi.||Capoplaza
FanfictionDue ragazzi provenienti da realtà diverse. Eva, figlia di un ricco imprenditore Milanese è costretta a trasferirsi a Salerno, città natale della madre. Ed è proprio qui che incontrerà un ragazzo, Luca, che è più incasinato di quanto crede.
