"Angelo, certo che no. Come potrei mandarti via? Sei la mia luce in mezzo a tutta questa oscurità. Ti prego entra, sei gelata"
Velvet non se lo fece ripetere due volte e oltrepassò la soglia sfiorando col braccio il petto di Richard che si era fatto da parte per lasciarla passare. Quel singolo, semplice contatto le fece correre un brivido lungo la schiena, ma non era una sensazione dovuta al freddo: Velvet si sentiva piena di una strana smania di volersi stringere a lui, di plasmarglisi contro fino a non lasciare nemmeno uno spiraglio tra loro, fino a diventare un cuore e un corpo solo.
Anche se era strano a dirsi, Velvet si lasciò guidare da Richard che le fece strada verso la sua camera. Era ancora come lei la ricordava: ordinata, essenziale e impregnata del suo profumo. Richard la fece girare verso di sé, le prese il viso a coppa tra i suoi palmi e avvicinò il viso al suo. Non le disse nemmeno una parola, ma la baciò in un modo così dolce da farle tremare le ginocchia e proprio quando la testa di Velvet smise di pensare, il cuore prese a battere come un forsennato: il ritmo del bacio era cambiato e non aveva più nulla di gentile; sembrava che anche Richard si fosse lasciato andare e avesse liberato la voglia che fino a quel momento aveva tenuto nascosta.
Le mani scesero dal viso ai fianchi di Velvet provocandole la pelle d'oca. Quando lui avvertì il suo fiato corto, staccò delicatamente le labbra dalle sue e passò al suo collo permettendole di riprendere fiato. Inspirò un paio di volte il suo odore prima di lasciarle un bacio a labbra aperte in quella zona così morbida che la fece fremere. Anche Velvet sprofondò nel calore della sua pelle, come se vi ci si volesse sommergere e sentì che in parte il peso che aveva sul cuore si stesse sciogliendo.
Le mani di Richard applicarono una leggera pressione ai suoi fianchi prima che le dita si muovessero a sollevare il tessuto della felpa e del pigiama e toccare la sua pelle tiepida. Velvet rilasciò un sospiro tremante sulla pelle di Richard che rabbrividì a sua volta.
"Questa la togliamo" le disse accostando le labbra al suo orecchio e Velvet sentì gli occhi che le si inumidivano pensando alla premura che Richard continuava ad avere per lei. Annuì leggermente e dopo qualche istante sollevò diligente le braccia per sfilare il tessuto.
L'aria fresca le colpì il torace facendo in modo che si schiacciasse di più contro di lui che era una fonte costante di calore.
Richard inspirò prima di tornare a baciarla, questa volta di nuovo dolcemente ma in maniera decisamente profonda. Le mani si spostarono sul retro della sua schiena fino ad abbassarsi sul suo sedere che strinse delicatamente facendo in modo che le dita di lei si stringessero sul tessuto della sua maglietta.
"Mi sei mancata così tanto" le disse staccandosi solo per un attimo, senza darle nemmeno il tempo di rispondere.
Spostò le mani al di sotto del tessuto e sospirò di piacere sentendo che ormai solo il tessuto dei suoi slip lo divideva dal contatto puro con la sua pelle. Le calò i pantaloni lungo i fianchi e Velvet fu presa da un momento di panico quando realizzò che tra poco avrebbero fatto l'amore.
"Shhh... Ti voglio. Non riesco a smettere di pensare alla sensazione di essere dentro di te. Ti prego non dirmi di no" la supplicò lui quando riusciva a staccarsi da lei per riprendere respiro.
Velvet si sentiva sopraffatta, non perché non lo volesse, era scappata dal suo letto nel cuore della notte, anche per quello. Voleva risentire il contatto diretto con la pelle di Richard, voleva sentire il suo respiro affannoso mentre ricercava il proprio piacere, anelava le sue mani sulla sua pelle, quelle mani che sapevano darle esattamente ciò che lei non riusciva ad esprimere a parole.
"Voglio fare l'amore con te" gli disse, prendendogli il viso tra le mani e baciandolo. "Mi sei mancato tanto anche tu, scusa" e prima che potesse continuare a scusarsi per il resto della notte -come probabilmente avrebbe continuato a fare- lui riprese a baciarla. Velvet sentì che le spalle di Richard si erano rilassate, come se le parole appena pronunciate gli avessero dato conferma che quella era la cosa giusta, che loro due si appartenevano davvero.
Le dira di Richard presero ad esplorare il corpo di Velvet, passando e ripassando lungo il bordo degli slip di lei che rabbrividì e fu colta dal solito senso di timidezza che si ripresentava nei momenti peggiori.
"Sei bellissima" le disse prima di staccarsi il tempo necessario per togliersi la maglietta e rimanere in boxer. Velvet calò lo sguardo verso l'unico strato di tessuto che ricopriva quel corpo che avrebbe voluto baciare dalla testa ai piedi e sentì la bocca farsi asciutta.
All'improvviso avvertì una sorta di interruttore scattare nella sua testa e trovando un coraggio che non sapeva di avere crollò in ginocchio davanti a lui.
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Mercy - Richard Madden
RomansaAutrice di: "Little Things - Liam Payne" "No Control - Louis Tomlinson" "If I could fly - Sequel di No Control" #532 in Storie d'amore 21/08/2017 #260 in Storie d'amore 25/08/2017 Questa storia è il frutto di un'idea improvvisa e, spero, riuscita, i...
