Velvet tornò a casa con un peso sul cuore. Sapeva che quello che aveva fatto era sbagliato ma non se ne pentiva del tutto: aveva bisogno di sapere.
Mentre saliva l'ultima rampa, iniziò a cercare le chiavi in borsa e una volta trovate si bloccò vedendo Richard fermo davanti alla sua porta, con le spalle contro il legno e Kiro placidamente sdraiato ai suoi piedi.
"Ehi" lo salutò.
"Hai fatto tardi" le rispose lui e non seppe se fosse arrabbiato oppure no, ma quando le sorrise si tranquillizzò.
"Si, c'erano molti clienti oggi e sono rimasta ad aiutare Jordan".
"Beh, spero che tu non sia troppo stanca"
"Per cosa?". La sua curiosità si mise immediatamente in moto.
"Per uscire con me. Ti porto a mangiare fuori".
"Davvero?"
"Si. Indossa qualcosa di carino e muoviti".
Solo allora fece caso al fatto che stesse indossando dei pantaloni eleganti e una camicia bianca con le maniche arrotolate fino ai gomiti. In quel momento Velvet avrebbe voluto fare tutto tranne che mettere il naso fuori casa.
Si erano scambiati solo qualche bacio e già non poteva farne a meno.
Si avvicinò a lui per entrare ma si sentì circondare da un profumo buonissimo.
Per una volta diede retta al suo istinto e si spinse verso di lui accostando il viso a quello di Richard per baciarlo. Prendere l'iniziativa era qualcosa a cui non era abituata ma le diede la sensazione di essere ancora più coinvolta. Richard rimase spiazzato per qualche secondo e poi riprese il controllo, premendola lungo la porta dove prima era appoggiato e approfondendo il loro contatto.
Quando sentì che Velvet era in leggero affanno, si staccò poggiando la sua fronte contro quella di lei.
"E questo per cos'era?"
"Credo di essere diventata un pò dipendente da te" gli disse lei poggiando le mani contro i suoi avambracci che si trovavano intorno al suo viso.
"Questa è una buona notizia. Perché non avrei permesso che fosse diversamente"
Quando la voglia di baciarlo di nuovo, si ripresentò, Velvet si sforzò di staccarsi da lui.
"Meglio se vado a prepararmi".
Rinetrata in casa, si diede una rinfrescata veloce e scelse di indossare una vestito color carta di zucchero, con dei piccoli fiori neri stampati. Era un modello molto semplice, e lo aveva scelto perché la parte sopra cadeva leggermente larga permettendole di nascondere le forme che tanto la mettevano in imbarazzo. La gonna cadeva larga sui fianchi e le arrivava a livello delle ginocchia. Decise di indossare delle ballerine nere perché già di suo non era brava sui tacchi e indossarli insieme a Richard, sarebbe stato un pericolo per entrambi.
Lasciò i capelli sciolti, legando all'indietro solo le due ciocche che le finivano sugli occhi.
"Sono pronta" esordì tornando da Richard.
"Cosa indossi?" Le chiese lui con una voce leggermente roca che la fece arrossire.
"Mi sembri uno di quelli che chiamano le linee erotiche" gli rispose lei sorridendo.
"Beh, in questo momento mi è passata la fame e avere te e un letto, sarebbe più che sufficiente"
Le guance di Velvet si tinsero di rosso.
"Un vestito azzurro e ho i capelli sciolti" sussurrò in imbarazzo.
Lo vide prendere un grosso respiro e poi sorriderle.
"Andiamo" le tese la mano ed entrarono in ascensore seguiti da Kiro che sembrava poco propenso a partecipare alla loro serata. Quando le porte si chiusero ed iniziarono a scendere, Velvet si ritrovò incastrata tra lo specchio e Richard che si era messo alle sue spalle.
"Adoro il tuo profumo" le sussurrò facendo scorrere il naso contro il suo collo.
"Vorrei morderti. Proprio qui" continuò mentre Velvet si guardava allo specchio e vedeva i suoi occhi farsi lucidi e le guance scaldarsi.
Non riusciva a parlare e quando il trillò dell'ascensore li avvertì che erano arrivati, sospirò più rilassata.
Presero un taxi e Richard non volle dirle quale ristorante aveva scelto per loro. L'unica cosa che fece fu non staccarsi mai da lei: il suo braccio intorno alle spalle, l'altra mano sul ginocchio che compiva movimenti circolari: Velvet si sentiva semplicemente sopraffatta, un vero e proprio termosifone umano.
Non credeva che Richard potesse essere tanto presente né tanto meno che avrebbe messo in mostra i propri sentimenti in maniera così spontanea.
Il taxi si fermò davanti ad un piccolo ristorante, dall'aria molto semplice. Il lato che dava sulla strada era ricoperto da un'unica grande vetrata e le luci soffuse rendevano l'atmosfera davvero unica.
Kiro li guidò verso l'ingresso e un cameriere li accompagnò al tavolo che avevano prenotato.
Al momento della scelta delle pietanze, Velvet si sentì in difficoltà pensando a come Richard avrebbe fatto. Temette che lui potesse arrabbiarsi di fronte all'impossibilità di ellgere da solo il menù e iniziò a mordersi il labbro nervosa, ma lui la stupì ancora.
"Mi leggeresti il menù?" Le chiese sorridendole. Velevt iniziò a sentirsi in colpa per la telefonata che aveva fatto. Lui si stava fidando e si stava aprendo e lei gli aveva mentito.
"Ehi? Ci sei?"
"Si. Certo. Lo prendo subito così possiamo decidere cosa mangiare. Ti avverto subito che assaggerò anche le cose che sceglierai tu"
Alla fine scelsero due antipasti diversi e Velvet optò per un primo, mentre Richard per un secondo, in modo da poterseli dividere.
Parlarono un pò di tutto, concedendosi del tempo per decidere ma Velvet volle evitare di trattare argomenti che avrebbero potuto infastidirlo: si sentiva già abbastanza in colpa a ripensare alle parole del dottor Collins.
"Ci sono delle possibilità concrete che Richard possa tornare a vedere"
"Il nervo ottico e la cornea non sono del tutto compromessi"
"L'operazione è costosa. Si tratta di cifre importanti ma non ve lo avrei proposto se non ci fossero possibilità concrete".
"Sei ancora con me?"
"Ma certo, sono solo stanca"
"Allora andiamo. La serata non è ancora finita" le disse e quelle poche parole sembravano tanto di promesse non dette.
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Mercy - Richard Madden
RomanceAutrice di: "Little Things - Liam Payne" "No Control - Louis Tomlinson" "If I could fly - Sequel di No Control" #532 in Storie d'amore 21/08/2017 #260 in Storie d'amore 25/08/2017 Questa storia è il frutto di un'idea improvvisa e, spero, riuscita, i...
