Scusate per l'assenza di queste settimane ma per me sono stati giorni importanti: lo scorso mercoledì mi sono laureata e ho avuto bisogno di un po' di tempo per gestire tutte le emozioni e soprattutto recuperare sonno ed energie. Grazie per la pazienza! E a voi come va con scuola/lavoro? Xx
Velvet e sua madre rimasero sulla soglia per qualche secondo, mentre i loro sguardi sembravano volessero sfidarsi; non appena gli occhi di Velvet si abbassarono ammettendo la sconfitta di fronte a quelli freddi e distaccati della donna che le aveva dato la vita, un sorriso sadico decorò le labbra di quest'ultima.
"Vogliamo rimanere qui ancora per molto o ti decidi ad entrare e seguirmi in soggiorno?" Le chiese sprezzante.
"No, entriamo. Ho bisogno di parlarti".
Quando sua madre le fece strada, si trovò a guardarsi intorno come se fosse la prima volta che metteva piede in quella casa: nulla era cambiato se non fosse per il fatto che qualche nuovo e costoso soprammobile si era aggiunto a quelli che già c'erano; quella casa non trasmetteva alcun senso di familiarità o calore, sembrava piuttosto un museo, o meglio ancora una casa delle bambole in cui ognuno aveva un ruolo da rispettare senza alcuna possibilità di errore.
Le due donne si accomodarono l'una di fronte all'altra: Velvet su una poltrona color panna e la madre sul divano dello stesso colore. Ancora una volta la ragazza si meravigliò del fatto che tutto sembrava essere al posto giusto, compresa sua madre che si mimetizzava alla perfezione con l'arredamento.
"Vuoi qualcosa da bere?"
Qualcosa di forte avrebbe voluto rispondere.
"No" disse invece.
"Allora vuoi dirmi perché sei qui o dobbiamo perderci in inutili convenevoli ancora per molto?"
"Avevo dimenticato quanto fosse piacevole stare nella stessa stanza con te, mamma -rispose Velvet ironica- ad ogni modo neppure io ci tengo a prolungare per molto questo incontro. Se non ne avessi avuto davvero bisogno, non mi sarei mai rivolta a te ma ho bisogno del tuo aiuto"
"Che cosa hai combinato?" Le chiese la donna inarcando un sopracciglio.
"Ho bisogno di soldi, si tratta di una grossa cifra ma so che per te e papà non sarà una grossa perdita"
"E, di grazia, posso sapere a cosa ti servono?"
"Non sono per me ma per una persona a cui tengo molto".
"Stai parlando di quel cieco che ti ha difeso come un prode cavaliere l'ultima volta che ci siamo viste? Sospettavo che fossi ingenua ma non credevo che fossi persino stupida. Ti sei fatta ingannare in cambio di cosa? No, non dirmelo: magari si tratta di stupide promesse d'amore o qualche notte di fuoco tra le lenzuola?"
"Non ti permetto di parlarmi così...
"Ti ricordo che sei a casa mia e che sei tu ad aver bisogno del mio aiuto"
Velvet non seppe cosa rispondere e strinse i pugni con forza, tentata dal darsela a gambe levate.
Vide sua madre alzarsi e scomparire qualche minuto dietro la porta alle sue spalle che dava sullo studio di suo padre. Ne tornò con in mano un assegno che le porse.
"Puoi metterci la cifra di cui hai bisogno" ma quando Velvet fece per afferrarlo, tirò indietro la mano. "Ma come ben sai, ogni cosa ha un prezzo"
"E cosa vorresti da me?"
"Tornerai a vivere qui. Farai quello che ti dico e ti comporterai come una donna dell'alta società. Inoltre io e tuo padre abbiamo per le mani un affare d'oro e tu potresti essere la pedina decisiva per il nostro successo"
"Mi stai chiedendo di rinunciare alla mia libertà?"
"Non te lo sto chiedendo, ti sto proponendo un accordo" le sorrise, gelida, sua madre.
"È un ricatto"
"Chiamalo come vuoi, ma devi darmi una risposta ora o i debiti di quel fallito del tuo vicino non sarai tu a saldarli"
"Non gli servono per i debiti, ma per curarsi! Deve sottoporsi ad un intervento e non vuole solo perché i genitori hanno difficoltà economiche. Sai, mamma, non tutti sono senza cuore come te"
"Adesso basta. Ti ho già detto quali sono le mie condizioni. Sei libera di andartene o accettare. Non mi interessa per quale nobile scopo tu ti stia sacrificando, purché mi dia una risposta e rispetti i patti"
Velvet si vide scorrere davanti agli occhi tutti i momenti che aveva vissuto nelle ultime settimane: pensò al suo lavoro, a Jordan, alla sua casa, a Kiro e soprattutto a Richard: sapeva che di quel ragazzo era innamorata, anche se lo stava ammettendo solo in quel momento e l'unica cosa che voleva era vederlo sorridere di nuovo e chiarire le incomprensioni con i suoi genitori, lui aveva ancora una speranza, lei no.
"Accetto ma ho bisogno di un'altra cosa"
Il sorriso che la madre le rivolse, le fece accapponare la pelle.
"Tutto quello che vuoi, angelo mio"
"Non osare chiamarmi mai più in quel modo!" Scattò Velvet alzandosi di colpo: quella parola non le sarebbe mai più stata rivolta, perché era morta, così come una parte di lei.
"Non ti scaldare tanto. Che vuoi ancora?"
"Non voglio fare più ritorno nel mio appartamento. Voglio che qualcuno consegni l'assegno a Richard entro oggi stesso"
"Non potrei essere più felice delle tue parole. Manderò a chiamare Marcus, così che ti possa accordare con lui per recuperare i tuoi stracci e quelle quattro cianfrusaglie che possiedi. Ora scusami, ma vado a dare la buona notizia a tuo padre. Più tardi tu raggiungerò nella tua stanza per chiarirti le idee su quella che sarà la tua vita da oggi in poi."
La mia vita è finita bel momento esatto in cui ho messo piede qui dentro. Pensò Velvet mentre iniziava a salire le scale di quella prigione dorata.
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Mercy - Richard Madden
RomanceAutrice di: "Little Things - Liam Payne" "No Control - Louis Tomlinson" "If I could fly - Sequel di No Control" #532 in Storie d'amore 21/08/2017 #260 in Storie d'amore 25/08/2017 Questa storia è il frutto di un'idea improvvisa e, spero, riuscita, i...
