"L'essenziale è invisibile agli occhi" scriveva Antonie de Saint Exupéry ne "Il piccolo principe" e questa frase Richard continuava a ripetersela ogni giorno da 7 anni.
Si sforzava davvero di credere a quelle parole ma nel profondo della sua anima, sentiva una voce che gli ricordava quanto bello fosse vedere anche quelle cose non essenziali.
7 anni fa la sua vita era completamente cambiata: ogni sera, quando andava a letto, e cercava di dormire, ripensava al momento in cui quei fari della macchina dell'altra corsia lo avevano abbagliato, portandolo a scontrarsi violentemente contro un albero e ricordava il momento in cui il buio aveva iniziato a circondarlo, senza lasciarlo più andare.
Si era risvegliato in un letto d'ospedale: aveva una benda sugli occhi e una gamba rotta. I genitori gli avevano raccontato che era rimasto in coma per tre giorni ma quando lui chiese loro quando sarebbe tornato a condurre una vita normale, non ricevette risposta.
Poco dopo un medico entrò nella sua stanza e gli disse che era un miracolo che fosse sopravvissuto ad uno schianto tanto violento. Sarebbe tornato perfettamente in salute, tranne che per i suoi occhi, perché quelli erano stati irrimediabilmente compromessi.
Ascoltando quelle parole il mondo di Richard si era rapidamente sgretolato.
Quel medico gli stava dicendo che era diventato cieco e lo sarebbe rimasto per tutto il resto della sua vita. Ben poco lo consolò il fatto che avrebbe potuto continuare a leggere con libri per persone con il suo stesso problema, che avrebbe continuato ad essere indipendente, che era vivo.
Ciò che gli martellava il cervello era il fatto che lui non avrebbe visto più. La sua vita sarebbe stata per sempre buia, anche dopo che gli avessero tolto le bende che gli ricoprivano gli occhi.
I suoi genitori cercarono di affrontare la situazione non facendogli pesare nulla ma proprio non ce la facevano. Lo sentiva dalla voce tremula del padre, dalle carezze sul suo viso da parte della madre. Le giornate in ospedale iniziarono a diventare la sua routine: sveglia, colazione, riabilitazione, pranzo, rialbilitazione, cena, letto.
Non partecipava mai a nessun'altra attività: aveva iniziato ad estraniarsi, non parlava più molto e tollerava a stento anche la presenza dei genitori e del fratello Matt. Era poco più piccolo di lui e fino ad allora si erano somigliati incredibilmente ma dal giorno dell'incidente qualcosa si era spezzato e stare con suo fratello, gli ricordava cosa non sarebbe più potuto essere: un uomo normale.
Quando fu il momento di lasciare l'ospedale, impose ai suoi genitori la decisione di non tornare a casa con loro. Dentro di sé aveva il desiderio di lasciarsi tutto quello che era stato alle spalle, ma a loro disse che voleva solo tornare al suo appartamento perché lo conosceva bene e gli sarebbe stato più facile adattarsi.
L'unico momento felice in quella situazione fu l'arrivo di Kiro, un Labrador addestrato per stare insieme a persone non vedenti. E da allora quei due non si erano più lasciati: Kiro era l'unico che aveva lasciato entrare nel suo mondo. Richard non lo lasciava mai e passava ore ad accarezzare il suo manto che gli avevano detto essere biondo come il grano mentre lui si metteva con la testa poggiata sulla sua gamba.
Quel cucciolo era l'unico che lo accettava per quello che era, probabilmente perché non conosceva ciò che era stato.
Ma presto qualcosa cambiò, precisamente quando qualcuno prese in affitto l'appartamento di fianco al suo.
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Mercy - Richard Madden
RomanceAutrice di: "Little Things - Liam Payne" "No Control - Louis Tomlinson" "If I could fly - Sequel di No Control" #532 in Storie d'amore 21/08/2017 #260 in Storie d'amore 25/08/2017 Questa storia è il frutto di un'idea improvvisa e, spero, riuscita, i...
