[30]🔴

894 48 16
                                        

Il giorno dopo, Richard e Velvet si svegliarono stretti l'uno all'altra.

(Che ne dite di saltare la parte romantica e proseguire direttamente con la storia?

No, non sono così cattiva, quindi potete continuare a leggere sotto il vero capitolo!)

Preparate una scorta di Nutella prima di iniziare a leggere, giusto per avere un pò della dolcezza dei Relvet (mi hanno suggerito questo nome per la ship 😂)

"Si?" chiese Richard per capire se quelle due semplici lettere le avesse solo immaginate, oppure se Velvet le avesse pronunciate davvero.

"Si" rispose lei, più imbarazzata che mai e con il cuore in gola.

Lui le strinse le mani intorno ai fianchi e la sollevò mettendola a sedere sul bancone al quale si era aggrappata solo pochi istanti prima; si prese un po' di tempo per studiarne il contorno del viso con le dita, come aveva fatto quando aveva cercato di capirne i tratti del viso. Delineò gli zigomi, le sopracciglia, la mascella, le labbra e quando percepì la loro morbidezza sotto i polpastrelli, non poté fare a meno di sostituire alle mani, la sua bocca: la baciò in maniera irruenta e profonda, lasciandola a stento riprendere fiato prima di aggredirla con baci con i quali sembrava volerla mangiare: più le stava vicino e più si ritrovava circondato dal profumo dolce di Velvet, che lo stordiva come, probabilmente, avrebbe fatto una bottiglia di Vodka svuotata d'un colpo; all'analisi del gusto aggiunse quella del tatto, riprendendo a muovere le mani su quel corpo che di lì a poco, avrebbe fatto suo.

Richard non pensava che l'idea di essere il primo potesse eccitarlo tanto, credeva di aver superato la smania che aveva da adolescente e di essere ormai in grado di controllarsi: era sempre stato un amante attento e passionale ma aveva, allo stesso tempo, mantenuto sempre un certo controllo mentre si trovava con una donna. Eppure, in quel momento, la sua mente era completamente offuscata dalle sensazioni che Velvet gli stava trasmettendo: il calore della sua bocca, il suo sapore delicato, il suo cuore che sentiva rimbombare quasi contro il suo petto e la stretta di lei sui suoi avambracci in un tentativo confuso di chiedergli un po' d'aria oppure di non staccarsi più.

In quest'ultimo caso, l'avrebbe accontentata più che volentieri: nonostante i loro corpi fossero praticamente attaccati, a lui non sembrava mai abbastanza; continuava a premersi contro di lei e a tirarla a sé. La verità era che il desiderio di creare un contatto ancora più intimo tra loro, lo stava facendo diventare irrazionale e il pensiero di una parte di sé dentro di lei, così da creare un'unione in cui non si poteva riconoscere dove finiva l'uno e iniziava l'altro, lo rendeva vittima di una strana smania che non aveva mai conosciuto prima.

Le loro labbra continuarono a sfiorarsi anche quando quel bacio terminò: il respiro accelerato di Velvet si infrangeva sul viso accaldato di Richard: decise di prendersi lei, questa volta, qualche minuto per osservarlo. Aveva gli occhi serrati e le sopracciglia leggermente aggrottate come se si sentisse preda del momento, le guance erano colorate di un tenue rosa e le labbra tumide per quanto avevano premuto sulle proprie fino a pochi attimi prima.

"Sei bellissimo" si lasciò sfuggire in un sussurro. Di tante cose che avrebbe potuto dirgli, forse si lasciò sfuggire la più banale: la verità era che dentro di lei convivevano una certa paura per quello che sarebbe successo e per il dolore che avrebbe provato, ma allo stesso tempo, provava un senso di empatia con l'uomo che aveva davanti, tale da farla sentire al sicuro. La rabbia, le urla, le parole di poco prima, sembravano solo un momento lontano: erano riusciti a trovare un'affinità tale che sembrava che i loro cuori battessero in sincrono e questo suggeriva ad entrambi una sola parola per descrivere quello che li legava, ma tutti e due avevano un timore folle di pronunciarlo.

Mercy - Richard MaddenDove le storie prendono vita. Scoprilo ora