La nuova stanza

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Pov's Storm Nerea Valley

- Chi ha tanta rabbia dentro di sé è stato semplicemente preso a schiaffi dalla vita troppe volte. -

Mi sveglio da un sonno, che non ricordo di aver cominciato.

Il mio corpo, avvolto da bende e garze.

Il busto bloccato dalla fasciatura e la coscia curata alla perfezione.

Vari lividi, costellano la mia pelle abbronzata.

Brividi di freddo, cospargono la mia figura completamente nuda.

Un languorino si fa spazio nel mio stomaco, non mangio da un giorno e mezzo.

Le manette mi fanno dolere i polsi, e la mascella chiama aiuto.

Il bavaglio mi tiene la bocca spalancata, non posso levarlo, ha una fibbia particolare.

Sto iniziando ad incazzarmi.

Mi alzo e cammino, per quanto le catene me lo permettano.

Penso e ripenso.

Levati il bavaglio, Storm!

Avevo detto che non avrei più parlato, ma non ci riesco.

Devo riempirlo di insulti.

Ma poi, guardo il letto e un ghigno perfido, compare sul mio viso.

La testiera è decorata da ghirigori e disegni semplici.

Ma alle estremità, ha due rombi tridimensionali.

Appuntiti.

Affilati.

Perfetti.

Mi dirigo verso questi e studio la situazione.

Frappongo un rombo tra la mia guancia e la fascetta.

Attenta a non cercarmi l'occhio destro, tiro.

Fa effetto coltello.

I rumori dei fili che si rompono, è musica per le mie orecchie.

Tiro con più forza, e la fascetta si lacera.

Il bavaglio cade a terra ed io apro e chiudo la bocca, per riprendere sensibilità.

Il mio interno guancia è gonfio.

Mi duole e ringhio infastidita.

Passiamo al piano successivo.

Leva le manette.

Aiutandomi sempre con la testiera del letto, cerco di levare il ferro.

La catenina che unisce i due "bracciali" è più debole, e la sbatto sulla sbarra.

Una, due, tre, quattro, dieci, quattordici...

Alla diciassettesima botta, la catenella, cede.

I "bracciali" metallici si separano, ed io sorrido malefica.

Muovo i polsi, sferrando pugni all'aria.

Assaggerà la mia ira, la mia rabbia.

Non molto tempo dopo, sento la serratura scattare.

Il biondo, fa capolino nella stanza tutta in penombra.

"Brava, Bambina. Astuta." Si complimenta, ammirando il mio corpo maltrattato nudo, con un pizzico di lussuria.

In mano ha un vassoio.

Cibo.

"Non ci siamo presentati." Mi fa osservare.

Vento SilenziosoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora