La memoria di due cuori sui palchi

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Pov's Vasiliy Lev Kozlov

- Ti ho sempre visto nei miei sogni, aspettando che comparissi anche nella mia realtà. -

Entriamo nel grande e lussuoso teatro ed è luci, ambiti eleganti e tappeti rossi.

L'atmosfera è molto romantica ed io mi sono perso ormai da un pezzo ad osservare estasiato la mia ragazza con la bimba in braccio.

Oskana le fa la linguaccia e lei, fingendosi offesa, le dice che vuole rubarsi la sua lingua.

Faccio vedere i biglietti al ragazzo moro che mi lascia passare con tanto di inchino e dice: "Le auguro una buona serata, Zar."

Mi accingo a fare un cenno del capo per ringraziarlo ma mi blocco irritato quando il tizio non fa passare Storm con testuali e sgarbate parole: "Non può entrare senza biglietto, se ne vada. La sua bambina sta anche facendo confusione."

Dietro di lei la figura alta e intimidatoria di Maksim lo guarda truce e decido di assistere alle difese che prenderà la mia guardia del corpo nei confronti della castana.

Sono proprio curioso anche se, devo ammetterlo, la voglia di prendere a schiaffi il ragazzo mi sta mangiando vivo.

"Come, scusa?" Chiede disorientata la mia fidanzata.

"Ma io sto con lui." Dice poi, indicandomi con l'indice.

Al moro, per poco, non scappa un sorriso. Gli si increspano le labbra in una specie di ghigno derisorio.

"La prego di non mentire, se ne vada ora. Sta bloccando la fila." La rimbecca. Ma quanto cazzo sa essere maleducato con una donna, per di più con una creatura piccola?!

Ma guarda te che stronzo.

Sto per scaricargli addosso la mia sfuriata ma Maksim mi batte sul tempo.

"Invece lei dovrebbe pregare il perdono della mia signora. Sa com'è, all'imperatrice non piace essere trattata male." Interviene lapidario, proprio dietro le spalle di Storm, mentre sua figlia lo guarda con occhi innamorati.

Il tipo spalanca le palpebre travolto dall'agitazione.

"Im-imperatrice?" Balbetta.

"Un po' di rispetto per la moglie dello Zar." Ringhia il biondo infilando le mani nelle tasche del completo nero.

A quelle parole l'altro sbianca, e sembra avere un mancamento o qualcosa del genere perché si riprende dopo un bel po' di secondi a fissare il vuoto, per poi voltarsi verso il sottoscritto che lo guarda assatanato.

"I-io non so come scusarmi, mia signora. E chiedo scusa anche alla principessa." Prova ad arrampicarsi sugli specchi, ma lo sguardo di Storm si fa di pietra e so che sta per dire qualcosa di avvelenato.

"Lascia passare la mia mamma." Borbotta infantile Oskana e la donna le rivolge un sorriso dolce ma dispiaciuto.

"Non è mia figlia però dovresti essere più garbato in fondo è solo una bambina." Lo redarguisce severa e inflessibile, quando vuole sa essere terribile.

"C-certo, mi scusi ancora." La lascia passare e lei si affianca a me, lui nel frattempo ha un infarto e dieci anni di vita in meno per lo spavento che gli procura Maksim, ringhiandogli contro.

Ridacchiamo entrambi e mentre ci dirigiamo verso la sala, la bambolina fa una domanda.

"Pecchè hai detto che non sei la mia mamma?" Ha gli occhi azzurri lucidi e per quanto odi il pianto dei bambini questo esserino, in procinto di allagare la sala principale, mi fa tenerezza.

Vento SilenziosoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora