Lo strano gesto

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Pov's Storm Nerea Valley

- L'anima mia perennemente in bilico. Stavolta tra il tuo strano amore e il tuo odio profondo. -

Mi sveglio di soprassalto al suono della porta che sbatte contro il muro.

Entra un Vasiliy incazzato, furibondo.

Ma io non ho fatto niente.

Oh mamma è arrabbiato, se la prenderà con me.

Ho paura.

Ma che dici?!

Tu non hai paura di niente e di nessuno!

È troppo grande.

Non è vero, ti stai solo sminuendo.

È quello che vuole lui, farti diventare meno di zero.

Cerco di controllare le mie emozioni, stringendomi al petto Odette.

Mi guarda, e gli occhi nocciola, sono pietrificanti.

Non so cosa vuole, né cosa mi farà adesso.

È vestito con una camicia bianca e pantaloni neri.

Collana d'argento e Rolex.

I capelli biondi, tirati indietro con il gel, ma qualche ciuffo ribelle, gli cade sulla fronte.

Sarebbe perfetto, se non fosse spietato.

Si dirige verso di me, con passo pesante.

Afferra con decisione, i pezzi di ferro che mi tengono legata e mi scruta, con un'attenzione maniacale.

Con qualche strattone, mi libera dalle restrizioni.

Vedi? È molto più forte. Può mettere fine alla tua vita con un niente.

Sei paranoica.

No, invece. E te l'ho appena dimostrato. Non saresti mai riuscita a liberarti da quelle catene.

Non opprimermi. Ho già tante emozioni da affrontare, se ti ci metti pure te...

Fai come vuoi, io ti ho avvisato.

Ecco brava.

È la voce del colosso del biondo, a riportarmi alla realtà.

"In ginocchio." Ordina, più serio che mai.

Sta scherzando? Non ci penso proprio.

Fargli un pompino o farmi umiliare ancora, sono in fondo alla mia lista.

Così rimango sul letto, ferma, come la più bella delle statue.

"Muoviti." Mi incalza, con voce profonda.

Ma non mi schiodo.

Non è che perché lui si è alzato con la luna storta, io devo subirmi le sue angherie.

Grazie al calendario sul comodino, ho contato i giorni che sono stata qui.

Oggi ho fatto tre settimane.

Tre fottutissime settimane che sono nuda, mal nutrita, spesso sporca e usata.

Ma Vasiliy non accetta la mia piccola rivolta.

Mi prende per i capelli, facendomi alzare dal materasso.

Gemo di dolore, sentendo alcune ciocche strapparsi.

La mia Odette, cade sul cuscino, per fortuna, illesa.

"Che ti ho detto, зверь?! (Bestia.)" Ancora quel nome, mi chiama sempre così.

Vento SilenziosoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora