Inganno e gentilezza

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Pov's Storm Nerea Valley

-Un giorno la mia gentilezza mi ucciderà. -

Delle urla, mi risvegliano dal sonno scomodo.

Non ho dormito un gran che, ma meglio di niente.

Il rumore continuo però, mi fa mettere sull'attenti.

Devo andarmene.

È mattina, e ieri si sono accorti che sono scappata.

Vasiliy si è svegliato e ha dato l'allarme.

Perché vuole cercarmi, vuole farmela pagare, a modo suo.

Mi alzo, facendo attenzione a non poggiare il peso, sulla caviglia malandata.

Le grida sono rudi e potenti.

Sprigionano autorità.

La stessa autorità, che mi ha messa a tacere.

La stessa voce, che mi elogia quando mi comporto da brava bambolotta.

Vasiliy è qui.

In questo bosco.

E se non mi muovo, mi prenderà.

Porto Odette, sotto il braccio e zoppico per qualche minuto.

Come il giorno prima, la foresta è sempre uguale.

Ma non importa, ci deve essere un'uscita, vero?

Il sole splende, ma il freddo mi entra nelle ossa.

In America, non fa così freddo di mattina.

Soffi di vento sollevano la camicia nera, facendomi rabbrividire.

Sono completamente nuda sotto.

Sul mio cammino, incontro una specie di laghetto.

Mi inginocchio difronte ad esso e immergo le mani nell'acqua, che tra un po', secondo me, sarebbe diventata ghiaccio.

La metto sulla caviglia, e provo sollievo.

Sospiro e ne bevo un sorso, è limpida.

Decido di riprendere la mia lenta fuga.

Guardandomi intorno con meraviglia, osservo le piccole creaturine, che popolano questo mondo.

Uccellini, bruchi, formichine, scoiattoli e farfalle.

Ma l'istante dopo, mi pietrifico.

Un piccolo, inerme e tenero gattino è legato ad una corda.

Mi giro e c'è un passerotto, in una gabbia d'argento.

E poi uno scoiattolo, appeso a testa in giù.

Si lamentano, piagnucolano.

Chiedono aiuto.

Chi gli ha fatto questo? Bracconieri?

Vento SilenziosoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora