Vento di primavera

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Pov's Vasiliy Lev Kozlov

- Gli sguardi sono
discorsi fatti in silenzio. -

Non si sveglia ancora.

Le abbiamo dato un sonnifero, per recuperare il sonno perso.

E poi con le flebo, le do da mangiare.

Quando rimaniamo soli le sollevo la maglietta del pigiama e osservo cos'ho fatto.

L'ho ridotta alle ossa.

Le si vedono le costole in un modo inquietante.

L'ho ridotta all'esasperazione.

Ha le allucinazioni.

Mi maledico perché io voglio sapere tutto di questa bimba.

Voglio conoscere il suo passato.

Il suo presente.

E cosa aveva in mente per il futuro.

Le sue fantasie, i suoi desideri.

Io, un fottuto Zar della Russia, sono andato in fissa per una mocciosa che non mi vuole.

Il problema non è l'età, ho solo 26 anni, ma la cosa strana per me, è che non ho mai visto una donna come vedo lei.

L'unica donna per la quale provavo affetto ora non c'è più, e il mio rimpianto più grande è stato non mandarla via da me. Tanto dolce e fragile, che volevo proteggerla a tutti i costi.


Ma non è della mia storia di cui voglio parlare, la storia è quella della bimba. Ancora sdraiata sul lettino all'angolo, è una bellezza anche nel suo dolore e deleterio.

La prendo tra le mie braccia, il più delicatamente possibile. La sua testa sulla mia spalla. I capelli le cadono ribelli lungo i fianchi e le palpebre abbassate a coprire quegli occhi multicolori.

Inizio a mormorare la canzone che mi cantava sempre lei quando ero piccolo e facevo fatica ad addormentarmi. I suoi capelli cioccolato rilucevano accanto alla fiamma accesa del camino, ciondolava dolcemente sulla sedia a dondolo mentre cuciva o ricamava. Io, semplicemente, la stavo a guardare.

Di questa canzone ne ricordo ogni parola ed è un doloso ricordo da portare a galla, Storm ne è inconsapevole ma sta ascoltando una parte importante della mia infanzia.

Quando smetto di cantare e mi perdo nei miei pensieri, una manina mi stropiccia la camicia.

"Ancora." Sussurra.

"Va bene." Le sorrido, riprendendo il ritmo lento della culla.

Canto di nuovo, strascicando quasi le parole perché mi si chiude la gola.

"Dormi bambina mia." Poggio la fronte sulla sua e lei socchiude i begli occhi poi mi dà un piccolo bacio all'angolo della bocca.

Si stacca lentamente, e si accoccola di più.

Si rintana tra le mie braccia ed io la abbraccio.

Vento SilenziosoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora