Un bacio alla pesca e cioccolata

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Spazio autrice ❤️:
Ehiii ragazzuole fantastiche!
Scusate per il ritardo eccessivo, ma dopo la settimana estenuante degli europei di equitazione avevo bisogno di una pausa.
Spero di riuscire a farmi perdonare con questo capitolo piccante, attivo e molto lungo.🔥 Vi aspetto in tante a commentare🤭 ci sentiamo presto per un altro capitolo di VS💙

Pov's Storm Nerea Valley

- Di lei più di tutto non
reggo gli occhi.
Nei suoi occhi un presagio d'amore divora il cielo. -

È stato un pomeriggio bellissimo, da non dimenticare mai.

Sono riuscita ad uscire dal labirinto delle mie emozioni portandomi a braccetto la felicità.

Dopo l'abbraccio di Cat abbiamo pianto ancora con la gioia incatenata alle lacrime. Poi l'orologio nel corridoio ha scoccato le ventitré.

Ci siamo riscosse e raccontate un po' di cose mentre Vasiliy se ne stava in disparte, guardandomi.

Quando il rintocco finale della mezzanotte ha risuonato nelle nostre orecchie ci siamo scambiate un sorriso di arrivederci.

Ma ovviamente prima che Vasiliy potesse defilarsi di soppiatto senza imbattersi nella mia migliore amica, questa lo prende per il colletto della camicia con ferocia.

"Ricordati una cosa, buzzurro fulminato, se le farai male un'altra volta io ti spedirò dritto dritto in un cimitero. Intesi?" Lo ha minacciato seriamente con gli occhi azzurri gelidi.

Alzando un sopracciglio biondo Vas ha annuito, non fiatando.

"Quanto a te, mia cara", si è poi rivolta alla sottoscritta con tono decisamente più dolce e comprensivo "qualsiasi cosa succede, devi dirmela. Tanto lo scoprirei da sola se non me lo dicessi. E poi lo andrei ad uccidere, ovvio." Ho ridacchiato davanti al suo essere protettiva. La amo.

Protendendo i saluti per altri dieci minuti ho dato il tempo al mio ragazzo di riorganizzare le auto e mettere in sicurezza la bambina su un seggiolone rimediato.

Nel viaggio di ritorno il mio pensiero è tornato al momento in cui ho visto la polaroid...

"C'eri tu ad ogni mia prossima volta." Recitava la frase in un corsivo elegante.

A distrarmi è stata la mano dell'uomo tatuato al mio fianco, le dita che si sono fatte strada tra le pieghe del mio semplice vestito nero.

Oltre a occuparmi i pensieri si è preso anche il mio respiro.

Ora sono sulla soglia di casa, ansante, che lo aspetto mentre lo vedo parlare con Maks.

Oskana mi viene incontro sgambettante ma visibilmente stanca e mi abbraccia le gambe con affetto.

"Notte amica della mamma." Mi sorride posando un bacino sul mio ginocchio scoperto.

Mi abbasso alla sua altezza carezzandole i capelli e regalandole un sorriso dolce.

"Chiamami Storm, piccola." Le lascio un bacio sulla testa bionda.

"Notte Ttorm." Si volta contenta e le si palesa davanti la figura di Vasiliy in tutto il suo imponente metro e novanta.

Girandosi di nuovo frettolosamente, viene a nascondersi sotto la mia gonna. Scoppio a ridere notando il rosso acceso che le colora le guance.

"Chissà dov'è finita la bambolina..." Dice Vas con tono fintamente pensoso.

"Si è nascosta ed io devo trovarla" borbotta a pochi centimetri da me, sapendo benissimo dove cercarla. E gli piace il posto che ha scelto.

Da un'occhiata in giro e c'è solo Maksim occupato al telefono che aspetta il ritorno della figlia, al ché il mio fidanzato ghigna.

Vento SilenziosoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora