Mai abbastanza

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Pov's Vasiliy Lev Kozlov

- Un'amica conosce tutte le tue storie, perché ti aiuta a scriverle. -

È pomeriggio inoltrato ed io non faccio che essere in brodo di giuggiole, ripensando a questa mattina.

Sono seduto in malo modo sul divano, fissando la televisione spenta e la mia mente viaggia da sola.

I miei pensieri non fanno che andare a parare su una ragazzina insolente, sempre restia a parlare e con gli occhi perennemente malinconici.

Eppure me lo ha detto... mi ama.

L'ha urlato, me l'ha fatto capire, me l'ha trasmesso.

E davanti alla sua figura nuda e amorevole, ho ceduto a quelle che dovrebbero chiamarsi emozioni.

Io, Zar della Russia, sono scoppiato a piangere, cercando il suo conforto.

Ma mai mi sono sentito più amato, come ha saputo fare lei.

Contro ogni mia aspettativa mi ha lasciato carta bianca ed io, sadico ma rotto quale sono, ho scaricato la mia rabbia nel nostro amore.

Rude, forte, oserei dire brutale... ma non è stato disumano.

Con lei la mia parte gentile viene a galla, ma ha saputo accettare anche quella che tutti definiscono abominevole.

Io con la mia bambina mi sento umano, anima e corpo.

Mentre la facevo mia percepivo i sentimenti che nutro nei suoi confronti travolgermi in pieno.

Il buon sesso poi, ha solo reso la nostra relazione più erotica.

E so che posso sembrare volgare, anzi, ammetto liberamente di esserlo, ma l'ho proprio smontata.

Non ho mai avuto un risveglio più piacevole di questo.

Sogghigno e premo le dita alla base del naso, cercando di calmare i miei bollenti spiriti.

Dopo i nostri round di sesso si è fatta un'altra dormita di ben due ore, e non posso certo biasimarla.

Nuda tra le lenzuola... non riuscivo a sopportare tale visione senza avventarmi su di lei, famelico.

Le ho messo una mia maglietta, larga e monocolore, una di quelle che le arrivano poco sopra le ginocchia.

L'ho lasciata dormire in pace, mentre io ho lavorato nel mio studio.

C'era una marea di email a cui ho dovuto rispondere, alquanto seccato.

Ma devo ammettere che un malato godimento ha pervaso le mie vene non appena ho letto quella di Lacroix, il capo mafia francese.

Ha rubato il quadro, quello che dovrebbe salvargli il culo quando ha osato insultare la mia Storm.

Bacco e Arianna è l'opera d'arte che ha provveduto ad ottenere.

Soddisfatto avevo chiuso il laptop ma la mia testa, ossessionata da quella mocciosa, tanto per rimanere in tema, ha avuto un'idea.

E così sono seduto sul divano, a fissare il vuoto, muovendo la gamba spasmodicamente in attesa che lei scenda la fottuta scalinata di casa.

Voglio darle una cosa, un regalo.

So che, da quanto mi è stato riferito da Velimir, euforico di controllarla, lei ora è in palestra ad allenarsi.

Tutti i giorni, la mattina prima di fare colazione, fa almeno un'ora di allenamento o se non le va, lo fa il pomeriggio.

Vento SilenziosoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora