Pov's Vasiliy Lev Kozlov
- Quell'orribile sensazione che t'opprime il petto, chiamata senso di colpa. -
"Addio Vasiliy"
Quelle due parole, mi bloccano la circolazione sanguigna.
Ma il gesto secco che fa dopo, mi fa uscire il cuore fuori dal petto.
Le mani fragili, stringono con violenza il collo.
"Noo!" Scatto in avanti.
Ma sono troppo lontano.
Tempo di fare due passi, che lei, cade a terra.
Il respiro parte in quinta e la voce rimane in gola.
È bianca.
Come la neve.
Come un lenzuolo.
Mi butto ai suoi piedi, prendendole il capo tra le mani.
"Bambina, ma cos'hai fatto?" Sfioro la pelle pallida della guancia.
"Velimir! Cazzo vieni!" I passi del mio amico, rimbombano nel corridoio.
"Vas, che succede? Oh merda." Sbarra gli occhi, analizzando la situazione.
"Chiama un fottuto medico!" Lo risveglio.
Si deve sbrigare.
Lei non sta bene.
Lei è fredda.
Lei ha la febbre.
Lei sta male.
Ed è tutta colpa mia.
*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*
"Cos'ha?" Chiedo al dottore.
Siamo nel mio ufficio e lui è seduto davanti a me.
Storm è nell'angolo, stesa su un lettino messo all'ultimo minuto.
La volevo qui con me.
Tra le mani, come al solito, ho il mio bicchiere di vodka.
E agito la gamba, nervoso.
"Mangiava questa povera ragazza?" Domanda, senza darmi importanza.
Guarda Storm con compassione e dolcezza, cosa che mi sta andando sul cazzo.
"Le portavo i pasti personalmente, e mangiava tutto." Sibilo tra i denti.
"Allora lo rigettava. Non c'è altra spiegazione. Non vedi com'è magra? Avrà perso si e no, 15 chili. Non va bene." Dice professionale.
"Che stai dicendo?!" Inizio ad alterarmi.
"Che la ragazza è entrata nel tunnel della bulimia." Mi blocco.
"Non te ne sei mai accorto? Intendo che vomitava e che dimagriva sempre più?" Chiede imperterrito, con espressione incredula.
Per un momento, il mio cervello, si disconnette.
La bulimia.
Cazzo, è bulimica ed io non me ne sono accorto.
"Come fai a non accorgerti che un essere umano non mangia? Possibile?!" Adesso basta, ha osato troppo.
"No, cazzo! E non mi rompere i coglioni, porca puttana!" Mi alzo di scatto, e sbatto il bicchiere sulla scrivania.
Sussulta intimorito.
Sono un fascio di nervi.
"Dimmi cos'ha, e sparisci prima che ti faccia sparire io!" Sfurio.
"Bulimia, sottopeso e attacchi violenti sia di depressione che di ansia. In questi casi, per placare l'aumentare del panico, può trovare consolazione nel fare qualcosa. Che sia qualcosa che le piace fare, o qualcosa che le fa solo del male." Parla in fretta.
"Bene, ora fuori!" Ringhio scocciato.
"Certo, Zar. Scusami."
Come un robot, obbedisce.
Una volta solo, mi allontano dalla scrivania.
E raggiungo la mia bambina, stesa sul letto.
Ho fatto delle ricerche su di lei.
Molto approfondite, grazie a delle mie conoscenze.
Storm Nerea Valley.
20 anni.
Per metà spagnola e per metà americana.
Capelli castani.
Eterocromia.
Genitori divorziati.
Vive da sola.
4 amici, tra cui 3 maschi.
Una frana a scuola.
Pratica boxe, ha fatto lotta libera e arti marziali.
Campionessa americana di boxe giovanile.
Ha varie passioni e con queste, ho modificato la sua cameretta, con ciò che le piace.
Estroversa.
Diffidente.
Schietta.
Io ho aggiunto 'assolutamente perfetta per me.'
In questi ultimi giorni una costante e fastidiosa sensazione, ha attanagliato il mio petto.
E non so darle nome.
Lei tossiva, si muoveva, mugolava e parlava veloce.
Le sono stato sempre vicino, mi allontanavo solo per andare al bagno.
Come se provassi preoccupazione, per una mocciosa.
La osservo, non stancandomi di vedere tanto dolore in questa bellezza.
Il pigiama che le ho messo, è azzurro.
L'ho fatto apposta a farglielo indossare rosa, l'altra volta.
Lo so che lo odia.
E poi, era molto attillato e mi piaceva vederla anche se aveva indumenti addosso.
Ma non avrei mai pensato, che avrebbe reagito tanto male.
Può essere il più flebile e silenzioso dei venti, ma anche la più burrascosa e agitata delle correnti d'aria.
"Mi prenderò cura di te. Anche se non so come si fa." Sussurro ad un palmo dalle sue labbra.
"Non sei come le altre bambina. Sei... strana. Però mi piace questa tua stranezza. Dovrei solo tagliarmi la lingua, ma non ti voglio a pezzi. Non ti voglio come le altre, perché tu sei diversa. Voglio vederti in camera mia, ad aspettarmi ansiosa, come non c'ho voluto mai nessuna. Voglio che mi fai le fusa, quando ti accarezzo. Voglio che mi veneri, come se fossi il tuo Dio. Ma farò lo stesso con te, dolcezza. Ti tratterò come una Regina. Una Regina però, che come regno, ha solo la mia camera da letto." Le bacio la fronte e le sorrido.
"Per me tu sei speciale."
Angolo autrice ❤️:
Ragazzuole bellissime!
Capitolo 11!
Un po' corto ma mooolto importante!
Che ne pensate?
Saranno veri sensi di colpa, quelli che stritolano il cuore di Vasiliy?
Storm uscirà dal buio tunnel della bulimia?
Come si svilupperà la situazione?
Scrivetemi nei commenti!
Aggiorno presto presto.
Bacini 😘
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Vento Silenzioso
RomansaPrimo libro della saga "𝑻𝒉𝒆 𝒆𝒍𝒆𝒎𝒆𝒏𝒕𝒔 𝒐𝒇 𝒕𝒉𝒆 𝒉𝒆𝒂𝒓𝒕". AUTOCONCLUSIVO E IN REVISIONE⚠️ Storm ha vent'anni anni ed è una ragazza dai capelli castano dorato e gli occhi bicolore; uno verde acqua e l'altro azzurro-grigio. Amante dei r...
