Oskana

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Pov's Storm Nerea Valley

- Il saper aspettare è la migliore dimostrazione d'amore. È come dire: "Non ti preoccupare, se vuoi io sono qui." -

Dopo l'animato pomeriggio trascorso sul divano a fare l'amore, ci convinciamo che è ora di prepararci per uscire.

In doccia ci mancava poco che ci mangiassimo la faccia a vicenda e poi ho scoperto che Vasiliy ama fare i succhiotti.

È una cosa incredibile, ora ne sono piena.

Chiazze violacee di varie dimensioni adornano la mia pelle dal colore abbronzato.

Ora sono in camera da sola a scrutare l'armadio, indecisa su cosa mettere visto che non avevo per nulla messo in programma di uscire.

Anche perché...

È la prima volta che esco da quando mi ha rapita...

Mancano pochi giorni ed io qui, faccio sette mesi.

Scuoto la testa, non permettendo ai miei pensieri di rovinarmi la serata.

Nel cristallo che forma una parte dell'anta mi ci specchio, mi ci uccido.

Tremo alla vista del mio corpo brutto, lurido, da puttana.

Eppure, dovrei amarmi, perché mi odio?

Io ci provo ad accettarmi, ma guarda che pancia.

Me la leverei a morsi, la toglierei con un bisturi.

Ho provato di tutto.

Non mangiando, vomitando, con l'esercizio fisico, pure con la buona alimentazione ma sempre la sta.

È quando sento anche il cuore tremare che decido di intervenire, di non lasciarmi trascinare.

Di chiamare chi mi vede bella... chi mi vede arte.

"Vas!" Lo chiamo a gran voce, una punta di bisogno nel mio tono.

Pochi secondi dopo vedo comparire il mio adone personale da dietro la porta facendola sembra troppo piccola, con quelle spalle che si ritrova.

Quest'ultime sono fasciate da una camicia nera, sbottonata all'inizio.

Le gambe possenti sono avvolte in un pantalone scuro e sulle caviglie ha un paio di risvoltini.

Le scarpe di pelle nera e i lacci tirati, gli danno un'aria ancora più austera.

I capelli biondissimi sono portati indietro dal gel, il collo è adornato dalla solita collana d'argento e il polso dal Rolex.

Le mani venose spiccano perché messe in soggezione da qualche anello, che a lui stanno benissimo.

Le maniche sono avviluppate sui gomiti, lasciando scoperti gli avambracci dall'inchiostro vistoso.

Mi becca a fissarlo e mi sorride, posando un palmo sul mio sedere coperto solo da una mutandina.

Strizza la carne docile e con i suoi modi rudi, anestetizza il mio cervello.

Nei suoi occhi leggo ancora la lussuria, non ne ha mai abbastanza.

"Dimmi pure, amore." Mi risveglia con voce profonda, sogghignando consapevole di cosa riesce a farmi.

Mi sono anche dimenticata di che cosa avevo bisogno...

"Io... Ehm, non so che mettermi. Mi aiuti a scegliere?" Sparo la prima cavolata che mi viene in mente e lui annuisce, contento di aiutarmi.

"Bhe sicuramente corto, perché lunghi non ne ho molti. Monocolore e soprattutto con le maniche lunghe per i succhio..." non mi fa finire di parlare che estrae dall'armadio un vestito.

Vento SilenziosoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora