EVAN
New York, 30 ottobre
SEDUTO SUL QUARTO seggiolino in altro a sinistra, osservai rapito lo stadio vuoto.
Il cazzo di Madison Square Garden.
Il pavimento calpestato da Patrick Ewing, gli spalti che avevano ospitato i fan di Walt Frazier o il canestro nella quale Willis Reed aveva schiacciato anche i passaggi più complicati.
Il cazzo di Madison Square Garden.
Avrei venduto l'anima al diavolo per poter anche solo sfiorare la superficie di quel maledettissimo campo.
I tifosi scalpitanti, le voci a invocare il mio nome e lo stramaledetto ventidue stampato sulla canottiera più bella mai creata prima.
Io, Evan Walker, giovane cestista all'apice della sua carriera, comprato dai Knicks e rivelatosi la stella nascente del basket.
Io, Evan Walker, pronto a scendere in campo per schiacciare in quel dannato canestro anche le palle più piccole degli avversari. E con palle, non si intendeva certo quella meraviglia tonda e dallo sgargiante arancione.
Il cazzo di Madison Square Garden.
Bello da far paura. Pronto a ricordarmi la promessa incisa sulla pelle tredici anni prima.
«Walker! La prossima volta ci vediamo direttamente nel mio ufficio, non trovi? Far fare più di quattro rampe di scale a un vecchio come me!» abbaiò affaticato Manson, trascinando sé stesso e la sua valigetta in pelle lungo le gradinate.
«Non sarebbe stata una riunione interessante, sai che amo le discussioni con vista»
E che vista!
«Central Park esiste per qualcosa»
«Troppi piccioni intenti ad origliare»
«La guerra fredda è terminata da un pezzo» Il mio procuratore si sedette nella seduta al mio fianco, estrasse dalla ventiquattr'ore una bottiglietta d'acqua e ne ingurgitò più di metà.
Solo quando il suo pomo d'Adamo rallentò la corsa trovai il coraggio di continuare.
«Allora? Quando mi porterai a giocare qui Ronny?» aprii le braccia verso il mio sogno proibito, ponendogli la stessa identica domanda con la quale iniziavano tutte le nostre riunioni.
«Abbassa la cresta ragazzo! La stagione è appena iniziata e i Nets hanno sborsato un capitale per farti restare in squadra»
Volevo bene alla mia famiglia, davvero.
Si poteva però dire di no a tutto quello?
«Nessuna novità sul fronte occidentale, capito»
«In verità, novità ci sono sennò non saremmo qui» sistemò gli occhiali sul grande naso arrossato, sorridendo davanti la mia impaziente attesa.
«Indovino? Una ragazza mi ha fatto causa?»
«No, peggio»
«Peggio?» passai la mano tra i capelli estremamente corti, iniziando a ripercorrere ogni singolo problema sventato negli anni precedenti.
«Sono il padre illegittimo di qualcuno? Giuro che ho usato con tutte il preservativo! L'ultima scatola me l'hai comprata tu»
«Smettila Walker, nessun baby shower in vista»
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BLACK LIES
Romantik#𝟏 𝐍𝐄𝐓𝐒 𝐒𝐄𝐑𝐈𝐄𝐒 Gli scandali sono come le caramelle, una non basta mai; questo Kathlyn lo sa bene. Nata tra gli ambienti più illustri di New York, fin dai primi anni di vita ha dovuto dimostrare al mondo chi fosse, confrontarsi giornalme...
