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Ragazze domani e dopodomani gli aggiornamenti saltano (per ovvi motivi).
Quiiiindii vi faccio adesso tantissimi auguri di buon natale 🎄😍 e ci ribecchiamo il 26🤶🏻.
Un bacio e buona lettura! 💚
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...
«...Dopo ti becco a spiarmi dalla finestra...»
Mi volto lentamente nella sua direzione, con ancora la foto in mano, gli occhi sbarrati e respiro incastrato nel petto.
Quando diamine è entrato?
«... Alla cena mi hai quasi buttato quella merda addosso, con quelle piccole manine tremanti.»
Tiene il colto con le dita. E ad ogni dito corrisponde un passo.
Ad ogni passo, i battiti del mio cuore accelerano.
«E adesso...» I suoi occhi catturano i miei, sfacciati e maliziosi. «...Adesso ti becco anche a frugare tra le mie cose?»
L'ultimo passo lo porta a pochissima distanza da me.
Mando giù la saliva.
L'aria si è appena impregnata del suo profumo rendendo difficile respirare senza esserne colpiti.
«Non stavo frugando. Era lì.»
Alzo le spalle e faccio segno verso il comodino.
«A sì, piccola sfacciata?»
Scuote la testa e riduce gli occhi a due fessure.
«Non ti hanno insegnato che si guarda ma non si tocca, huh?»
Alza un sopracciglio scuro. E perdio... che faccia da stronzo.
«La stavo spolverando.»
Adotto la sua stessa espressione arricchita da un tono stizzito.
Lui per tutta risposta si produce in un sorriso.
«Ah sì, e con cosa?»
Fa segno verso le mie mani occupate dalla foto.
«Con la lingua?»
Inevitabilmente mentre pronuncia queste parole i miei occhi finiscono sulle sue labbra.
Mi domando perché debba avere un modo di dialogare così mellifluo.
Quasi ipnotico.
«Potrebbe essere un metodo innovativo, sì» rispondo di rimando annuendo con convinzione.
«Da qua.»
Me la strappa letteralmente dalle mani rimettendola al suo posto, e succede che le nostre dita si sfiorano.
Come se avessi appena toccato un cavo elettrico, mi scanso da lui con un saltello, stringendo le dita in un pugno serrato.
Non so cosa pensa mentre mi guarda, fatto sta che mi sta osservando attentamente.
In silenzio.
Vicino.
Troppo.
«Torno più tardi, quando lei non ci sarà» mormoro sorpassandolo e avviandomi verso l'uscita.
«Così potrai spulciare ancora tra le mie cose?»
Mi blocco a pochi passi dalla porta. Non sembra arrabbiato né sospettoso.
«Certo» rispondo allora voltando solo il capo nella sua direzione, proprio mentre poggia le regali terga nel cornicione della finestra e ficca le mani dentro le tasche dei pantaloni grigi.
«Se il tuo compito è quello di sistemare la mia camera. Tu sistemi la mia camera.»
Gli riesce molto bene dare ordini, meglio della signora Lombardi.
«Non vorrei disturbarla» farfuglio.
«Infatti lo farai in silenzio e non toccherai nient'altro che non sia quel dannato letto.»
Col mento fa segno proprio verso di esso. Mi volto totalmente verso di lui.
«Lei ha intenzione di restare qui a guardarmi mentre lo faccio?»
La domanda esce un po' troppo stizzita dalla mie labbra.
Dovrei mettermi in testa che lui è il padrone di casa e lui può fare tutto ciò che desidera, e io non dovrei parlargli come se fosse mio fratello.
È pur vero che il mio scopo finale sarà quello di fargli saltare il cervello, ma adesso dovrei mostrarmi come una semplice cameriera che obbedisce.
«Sarebbe un problema?»
«Non mi piace essere guardata, quando qualcuno mi fissa divento un po' imbranata.»
Mi avvicino al letto ancora titubante.
«Però a te piace guardare. Dalle finestre, magari.»
Non può proprio fare a meno di ripeterlo.
È così banale. Troppo bello per usare il cervello a parte elaborare frasi adolescenziali.
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Salvezza E Condanna
ChickLit⚠️ATTENZIONE⚠️: nella storia sono presenti scene di sesso esplicito, linguaggio scurrile, violenza e uso di droghe. ••• Ambra Porteri ha solo un obiettivo quando si presenta a Villa Alba come la nuova cameriera: vendicarsi di Leonardo La Torre. L'uo...
