«Sento che stiamo per fare una grandissima cazzata.»
Romina si muove a disagio mentre mi appresto a suonare il campanello di casa Alvarez.
«No, io la sto per fare Romi. Tu se vuoi puoi restare fuori.»
Mi guarda come se avessi appena detto un'eresia.
«Fuori? Stai scherzando, spero. Ho intenzione di aiutarti a cambiarle i connotati.»
Faccio un mezzo sorriso e suono.
Non risponde nessuno per qualche minuto.
«Luz, apri questa cazzo di porta!»
Mi attacco al campanello.
«Guarda questa troia»
Faccio una risata nervosa.
«Apri!»
Do un pugno al portone e poi un calcio.
Romina mi ferma prima che tiri un altro pugno allo spesso legno.
«Così ti fai male.»
«No, sarò io a fare del male a lei se non apre questa maledetta porta!» sbraito tirando un altro calcio.
Finalmente la stronza si decide ad aprirne uno spiraglio.
«Ambra che ci fai qui?»
Dei, la sua faccia è una vera merda. Trucco disfatto, occhi rossi come l'inferno.
«Dov'è Leonardo?»
«Dov'è giusto che stia. Nel mio letto.»
Lo dice con una soddisfazione tale da mandare ogni briciolo di buon senso a puttane.
Poggio una mano a palmo aperto sulla porta e senza darle il minimo preavviso la spalanco facendola sbattere al muro.
Liz sgrana un poco gli occhi come se non aspettasse una tale forza dal mio corpo minuto.
Con la rabbia che ho dentro potrei essere capace di fare peggio.
Molto peggio.
Glielo faccio intendere lanciandole uno sguardo omicida.
Lei esita guarda me poi Romina e viceversa.
La ignoro, so dove si trova la sua camera da letto, prendo le scale che portano al piano superiore.
«Dove stai andando? Non ti permetto di…»
Romina le sbarra la strada.
Ora che sono qui non fa più la spavalda. Ma a lei penserò dopo.
È una fottuta promessa.
«Sta al tuo posto, Luz. Hai esagerato…»
La lascio in buone mani, mentre percorro il corridoio con il cuore che martella dentro al petto a una velocità disperata.
Mai mi sarei immaginata di dover soccorrere il Marchese. Quando sarò vecchia ci riderò su. Ma non adesso.
Apro la porta della camera da letto e lo trovo disteso sul letto, un braccio penzola fuori da esso e l'altro è poggiato sul petto nudo.
Ha gli occhi aperti ma non sembra molto reattivo.
Un nodo mi si forma in gola.
«Leonardo?» la voce viene fuori un po' più alta di un sussurro.
La sua testa si volta verso di me. Strizza gli occhi un paio di volte.
«Che ci fai qui?» biascica con la bocca impastata.
«Stai bene?»
Mi avvicino a lui finché non mi trovo in ginocchio sul tappeto.
Puzza di alcool peggio di una distilleria.
Scuoto la testa e sospiro.
I suoi occhi arrossati e dilatati si assottigliano, allunga un braccio finché le sue dita non sfiorano il mio viso.
Lo guarderei anche stranita se non fossi troppo intenta a deglutire e cercare di non farmi piacere quella carezza così delicata da pensare, quando il suo braccio ricade di nuovo sul letto, di essermela solo immaginata.
«Sei reale?»
Annuisco, il cuore mi batte forte nel petto.
«Sei qui per me?»
«Sì. Pensavo che Luz ti avesse drogato.»
Fa un sorriso incerto.
«So benissimo farmi del male da solo, novellina.»
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Salvezza E Condanna
ChickLit⚠️ATTENZIONE⚠️: nella storia sono presenti scene di sesso esplicito, linguaggio scurrile, violenza e uso di droghe. ••• Ambra Porteri ha solo un obiettivo quando si presenta a Villa Alba come la nuova cameriera: vendicarsi di Leonardo La Torre. L'uo...
