39. Chi ha sparato a Edoardo?

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Il film scorre davanti ai miei occhi, ma non riesco a seguirlo davvero. Ho la testa appoggiata sul petto di Leonardo, il suo respiro lento mi accarezza i capelli, mentre la sua mano scivola distrattamente sulla mia schiena, tracciando cerchi pigri sulla pelle.

Dovrei sentirmi appagata, serena, eppure c’è un pensiero che non mi lascia andare.

«Secondo te, chi ha sparato a Edoardo?» chiedo, la voce quasi un sussurro.

Lo sento irrigidirsi appena. Il movimento della sua mano cambia, ma non smette di accarezzarmi.

«Non lo so.» La sua voce è bassa, cauta.

«Non riesco a non pensarci.» Sollevo la testa per guardarlo negli occhi. «Mi hai detto che lui sa chi è stato. Sta coprendo qualcuno. Ma chi?»

Leonardo mi osserva a lungo. Il suo sguardo è imperscrutabile, ma nelle pupille vedo qualcosa muoversi, un’ombra che non riesco a decifrare.

«Non lo so, Ambra», ripete.

Scuoto la testa. «Non prendermi in giro, Leonardo.»

Tiene il mio sguardo, le labbra si stringono in una linea sottile. Per un attimo penso che stia per negare, per liquidare la questione con una delle sue risposte.
Ma poi, con un respiro profondo, dice:
«Ho qualche sospetto. Ma non ne sono sicuro.»

Il mio cuore martella nel petto. Mi sollevo un po’, appoggiando una mano sul suo torace, come se potessi costringerlo a dirmi di più.
«E chi sospetti?»

«Di tutti, Ambra. Di tutti. Esattamente come te.»

Ha ragione. Non c’è nessuno di cui mi fidi davvero.
Stringo la mascella.
«Perché dovrebbe coprire il colpevole? Non mi ha mai dato motivo di sospettare che si sia messo nei guai con qualcuno di losco. Anche se… è pur vero che mi ha nascosto tante cose.»

Leonardo mi osserva in silenzio.
Perché mi sembra che sappia più di quanto voglia ammettere?
Mi irrigidisco, la mente corre più veloce del mio stesso respiro. Un nome mi esplode in testa, e non riesco a trattenerlo.

«È stata Luz, vero?» sbotto, riducendo gli occhi a due fessure.
Leonardo sussulta appena, ma è un dettaglio che non mi sfugge.

«Ambra…»

«Dimmelo.» Mi sporgo verso di lui, il cuore martellante. «Se sospetti di lei, voglio saperlo.»

Lui sospira e si passa una mano tra i capelli, come se stesse cercando le parole giuste. Ma il suo silenzio è già una risposta.

«Cristo, marchese.» Mi sfrego il viso con le mani, il fiato corto. «Tu la conosci meglio di chiunque altro. Se sospetti di lei, allora probabilmente è lei.»

Stringe la mascella, lo sguardo fisso sullo schermo del televisore, anche se so che non sta guardando davvero.

«Se fosse stata lei, si sarebbe tradita da sola», dice infine, la voce bassa, misurata. «Non ci sarebbe stato bisogno che Edoardo la coprisse.»

Lo fisso, cercando di leggere oltre le sue parole.

«Immagino sia così, ma lei è la sospettata perfetta. Pazza al punto giusto e così ossessionata da te da eliminare tutti quelli che ti stanno intorno. Non mi stupirei se prima o poi puntasse una pistola anche contro di me.»

Lui espira lentamente, le dita tamburellano sul bracciolo del divano.
«Non è Luz», sbotta, voltandosi verso di me. «Non ha alcun senso che sia lei.»

Un brivido mi attraversa la schiena. Cerco di ignorare il fastidio che mi pervade per il modo in cui la difende.

«E allora chi?» chiedo piano.

Il suo sguardo è carico di qualcosa che non so decifrare.

«Lo sto cercando di capire anch’io. Ma se lui parlasse, sarebbe tutto più semplice.»

Non voglio pensarlo, ma il sospetto che a Leonardo non importi davvero chi sia stato inizia a divorarmi piano, come un tarlo.
In fondo lo voleva morto anche lui, no?

«E se fosse stato Nico?» dico, tenendo per me i miei pensieri.

Leonardo aggrotta la fronte.
«Il tuo ex?»

Annuisco. «L’ho lasciato a Ibiza per Edoardo. Lui non l’ha mai accettato davvero.»

Mi scruta, valutando la mia teoria, ma resta in silenzio.
Ripenso a Nico, ai suoi scatti di rabbia, agli occhi che bruciavano di frustrazione quando gli ho detto che era finita. Alla sua ossessione per me.

«Quel Nico è un bastardo», dice, quasi tra sé e sé, e per un attimo mi sembra di vedere una scintilla di rabbia nei suoi occhi. «Mi è dispiaciuto non spezzargli il braccio quella sera in discoteca.»
Sorrido amaramente, ricordando quella notte.
«Ma perché Edoardo dovrebbe coprirlo?» chiede, corrugando la fronte.

Mi scosto leggermente, riflettendo. Non ha senso.

«Non lo so...» dico, la mente che corre veloce, cercando di raccogliere i pezzi del puzzle. «Sarebbe strano coprire il mio ex, in effetti.»

Leonardo scuote la testa.
«Se fosse stato Nico, Edoardo non lo coprirebbe. Sarebbe l’occasione perfetta per farlo sbattere dentro e toglierlo di mezzo. Nessuno vuole quella testa di cazzo tra i piedi.»

La mia mente è in subbuglio, ma una cosa è chiara: se Edoardo sta davvero coprendo qualcuno, è perché la verità che nasconde potrebbe essere più pericolosa di quanto immaginiamo.

Mi alzo dal divano e mi avvicino al tavolo, afferrando una penna e un foglio bianco. Scrivo, tracciando nomi, cerchi, linee. Chi potrebbe essere coinvolto? Chi è vicino a Edoardo? Chi potrebbe sapere qualcosa?

La penna scivola sul foglio mentre mi concentro. Devo trovare un modo per arrivare alla verità.
Sento il suo sguardo su di me prima ancora che parli.

«Che stai facendo?» La sua voce, carica di curiosità, mi fa sollevare lo sguardo per un istante.

«Se Edoardo non vuole parlare, dobbiamo scoprirlo da soli», rispondo.

«Oppure potresti andare da lui e provare a chiedere direttamente.»

Alzo gli occhi su di lui, incrociando il suo sguardo. Il suo sorriso è complice, ma so che sta cercando di capire cosa penso.

«Prima o dopo avergli detto che lo lascio per te?» ribatto, con un sorriso beffardo.

Lui mi osserva un momento, come se le mie parole gli avessero fatto uno strano effetto. Un sorriso lento si forma sulle sue labbra. Ma non risponde.

Scrivo altri nomi, collego indizi. Voglio che questo finisca. Voglio sapere chi ha sparato a Edoardo. E non mi fermerò finché non lo scoprirò.

Mi volto verso Leonardo, che mi guarda in silenzio, come se aspettasse una mossa da parte mia. Mi risiedo sul divano e gli porgo il foglio senza dire una parola.

Lui lo prende, lo osserva brevemente, poi inizia a leggere ad alta voce. La sua voce bassa e profonda fa risuonare ogni nome come un’eco nel silenzio della stanza.

«Padre di Leonardo... Madre di Leonardo... Elide... Luz... Nico... Romina?»

Il suo sguardo si fa più serio. Alza gli occhi su di me, con un’espressione interrogativa che non mi piace.

«Romina?» ripete piano.

Annuisco lentamente.
«Potrebbe essere coinvolta anche lei.»

Leonardo rimane in silenzio, lo sguardo perso nel vuoto.

«Sono tutti possibili sospettati», continuo.

«E tutti innocenti fino a prova contraria.»

Cosa significa questo atteggiamento?  Perché improvvisamente è così silenzioso, quasi distante?
Sa più di quanto voglia dirmi, o è solo gelosia?

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