Non ho chiuso occhio per tutta la notte. Non ho fatto altro che rimuginare sui possibili colpevoli. Finora la maggiore indiziata è Luz, a discapito di ciò che pensa Leonardo. Che a proposito sta ancora dormendo sul divano con una posa tutt'altro che signorile. Sorrido.
Io sono già vestita. Mi sono alzata alle sei, ho fatto una doccia e nell'arco di un paio d'ore ho già bevuto quattro caffè.
Devo andare da Edoardo.
Solo lui può darmi le risposte che cerco.
Perciò non sveglio né Leonardo né Romina, semplicemente esco di casa senza fare il minimo rumore e prendo il primo mezzo che trovo fino ad arrivare all'ospedale.
Entrare mi fa sempre uno strano effetto. La stanza d’ospedale ha un odore asettico, misto a quello dei fiori appassiti nel vaso accanto al letto. Il monitor segna il battito regolare di Edoardo, un suono costante che rimbomba nella stanza, ma è il suo sorriso a catturarmi.
«Sei venuta.»
La sua voce è roca, ancora segnata dalla convalescenza, ma piena di un calore che mi stringe il petto. Faccio un respiro profondo e mi avvicino al letto.
«Certo che sono venuta.»
Gli sorrido piano, anche se dentro di me sento qualcosa stringersi. Edoardo allunga una mano e io la prendo, lasciando che le sue dita si intreccino con le mie. È un tocco familiare, ma non mi dà più le stesse certezze di prima.
Non voglio prendermi gioco di lui e dei suoi sentimenti, ma neanche lui dovrebbe prendere in giro me.
«Hai l’aria stanca,» mormora, studiandomi. «Cos’hai?»
Distolgo lo sguardo per un istante, cercando di mascherare l’esitazione. Ho un'espressione colpevole, è capire che sono qui per altro, che voglio risposte più di quanto voglia realmente rivederlo.
«Solo un po’ di pensieri.»
Lui inclina la testa di lato. «Per cosa?»
Fingo un sorriso. «Per te, per quello che è successo.»
Edoardo abbassa leggermente lo sguardo, le dita che stringono le lenzuola. È solo un attimo, ma lo noto.
«Sai che ho ripensato a quella sera?» butto lì con leggerezza. «Ho come un vuoto. Perché non ricordo niente? Mi sforzo, ma non riesco a ricordare. Solo il momento in cui ti trovo nel vicolo e poi basta. Tu stai ricordando qualcosa in più?»
Silenzio.
Il battito sul monitor resta costante, ma i suoi occhi si fanno più scuri.
«No.» La sua voce è più bassa, quasi attenta. «Solo il dolore… e poi il buio.»
Un brivido mi corre lungo la schiena. Non so se credergli.
«Niente di niente?»
Edoardo solleva lo sguardo su di me e per un attimo vedo qualcosa lampeggiare nelle sue pupille.
«Perché me lo chiedi?»
Non posso sembrare sospettosa, non devo dargli motivo di chiudersi. Così mi avvicino, gli sfioro il dorso della mano con le dita e lascio che la mia voce si ammorbidisca.
«Mi fa paura l’idea che quella persona sia ancora là fuori,» sussurro. «Se ha sparato una volta, potrebbe farlo di nuovo.»
Il suo respiro cambia per un secondo. È appena percettibile. Si sporge leggermente in avanti, il viso più teso.
«Non succederà di nuovo.»
La sua sicurezza mi fa gelare il sangue.
Lo fisso, cercando di leggergli dentro.
«Come fai a saperlo?»
Le sue labbra si serrano. Poi, con un sorriso tirato, dice solo:
«Ambra, fidati di me.»
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Salvezza E Condanna
ChickLit⚠️ATTENZIONE⚠️: nella storia sono presenti scene di sesso esplicito, linguaggio scurrile, violenza e uso di droghe. ••• Ambra Porteri ha solo un obiettivo quando si presenta a Villa Alba come la nuova cameriera: vendicarsi di Leonardo La Torre. L'uo...
