Mi sveglio con il respiro affannato. Merda, un altro cazzo di incubo.
Lentamente realizzo dove sono: è camera mia, cazzo. Ancora in questo buco di posto.
Dove altro dovrei essere sennò? Mi sento un idiota.
Mentre i miei occhi si abituano al buio, mi accorgo di non essere solo.
Mi giro di fianco e ancora prima di vederla percepisco la mia mano intrecciata con quella di Ian.
Assurdo. Sono diventato quello che prima sfottevo. Che coglione.
Faccio per ritrarre la mano, ma mi fermo.
Cazzo, di cosa ho paura?
Sono qui, al buio, con lui e basta e non ho il coraggio di tenergli la mano?
Aveva ragione a dire che sono una fighetta.
La mano rimane. Punto. Smettila di scassare.
Guardo Ian che dorme.
Cristo, mi è passato tutto il sonno.
Lui invece dorme tranquillamente, tenendo la mia fottuta mano.
Devo avergliela stretta durante uno di questi incubi assurdi.
Non posso continuare così. Devono smettere e basta. Allo stesso tempo mi piace la sensazione di sollievo che provo vedendolo qui.
Qui, con me, dopo tutto il casino dell'anno scorso. La malattia, le pillole.
La cazzo di polizia militare che me lo porta via e me lo restituisce distrutto.
Si, sono fottuto ormai per la vita. Lo so da sempre.
Ma non lui. Mi ripeto ancora e ancora nella testa le sue parole.
" Tu hai me. Io ho te. Mi pare che sia abbastanza chiaro a questo punto no?"
Lui non è il disastro che sono io. Sta superando tutto questo schifo e ci riesce dannatamente bene. Vorrei solo dirglielo alcune volte.
Non mi importa se tu sei malato. Tu non sei malato per me. Tu sei Ian. Ti amerei lo stesso.
Sospiro. Non funziono bene con queste cose. Lui lo sa e forse lo accetta.
O forse cazzo si sta stufando di questo. O lo farà prima o poi.
Ma sentiti, che pessimista del cazzo.
Sbuffo di nuovo.
Ian si gira verso di me e apre gli occhi stropicciandoli.
La mano rimane.
- Hey.
- Hey.
- Ma che ore sono?
- È presto. Torna a dormire Ian.
- Mmh
Lo conosco. È testardo. Non si accontenta.
- Mick?
Visto? Lo sapevo.
- Mmh?
Mi guarda, poi guarda la mia mano sulla sua. Preme un po' più forte. Alza un sopracciglio. Mi riguarda.
Distolgo lo sguardo con aria seccata.
Sa che non voglio dirgli nulla. Le mie cazzate me le tengo per me, anche se fanno male. Soprattutto se fanno male.
- Pensi di guardare il soffitto per tutta la notte?
Non rispondo.
Ian si avvicina un po' di più, ma io lo respingo subito.
- Fa caldo cazzo, cosa mi vieni anche vicino?
Torna lentamente nella posizione di prima.
Chiudo gli occhi per un po'. Ora toglie la mano. Ora si incazza e toglie la mano.
Sono proprio uno stronzo.
E invece questa volta mi sbaglio.
Ian non toglie la mano, ma mi parla sottovoce:
- Non la tolgo la mano. L'hai cercata tu per primo. Se vuoi toglierla fai pure. Io sto bene così.
Dicendolo mi accarezza le dita. Potrei stare così per sempre.
Quante poche volte siamo così perfettamente in pace? La sua mano sulla mia mi ha fatto dimenticare l'incubo. Incredibile.
- Credo che rimane lì allora.
- Ah si?
- Ian...- inizio
- Non serve che tu mi dica niente ok? Sono qui se vuoi.
- Davvero?
Mi scappa fuori come se fossi una cazzo di femminuccia.
In realtà avevo solo bisogno di sentire quelle parole, per una maledetta volta volevo solo che qualcuno ci fosse per me. Che Ian ci fosse.
Cazzo non ho mai chiesto aiuto a nessuno. Non ho mai avuto bisogno di nessuno.
Poi Ian arriva in casa mia e la mia vita cambia. Lo picchio, lo fotto, lo picchio.
Mi odio, picchio chiunque lo tocchi. Lo bacio e lo proteggo da quel cazzone di mio padre. Passo con lui le notti, anche le peggiori. Mi prendo cura di lui e mi innamoro di lui.
Cosa cazzo ne so io dell'amore poi. In questa famiglia di pazzi. Cazzo.
Ma lo amo, perchè mi rende libero e perchè mi fa sorridere. E perchè non mi fa più paura pensarlo.
- Ovvio. Tu eri la mia famiglia quando io stavo di merda. Adesso facciamo cambio. Quindi eccomi qua.
Accenna un sorriso.
Adesso sto molto meglio. Posso provare a dormire di nuovo.
Grazie Ian. Ti amo Ian.
Prima o poi aprirò questa cazzo di bocca per dire queste parole.
Adesso invece mi avvicino lentamente verso di lui. Me ne frego se poi muoio di caldo.
Mi avvicino fino a quando non sento il suo respiro sul mio braccio. E i suoi capelli sulla mia fronte.
Questo ragazzo mi fa stare bene. Cazzo, quasi dipendo da lui.
- Lo sai vero? - dico dopo un attimo
- Mmh.. Cosa?
Riapre di nuovo gli occhi, mi guarda per un po' di secondi. Glielo sto dicendo con ogni parte del mio corpo e per ora deve accontentarsi.
- Oh. Lo so Mick. Anche io.
Chiudo gli occhi sorridendo come un cretino.
La mano rimane.
STAI LEGGENDO
Gallavich fanfics
FanficFanfiction piccoline sulla mia OTP Non sono collegate tra di loro! È improbabile che quello che scrivo abbia un finale negativo, sono ancora piuttosto sconvolta da come è finita la quinta stagione. Alcune volte possono essere un po' OOC. Lasciatemi...
