Mandy smontò dall'auto trascinandosi dietro due pesanti borse di spesa.
Appena tirò fuori le chiavi di casa dalla tasca del cappotto, la porta si aprì e un bambino le corse incontro sorridendo.
- Ciao amore! Corri dentro, fa freddissimo oggi pomeriggio!
- Credi che venga la neve mamma?
- Non lo so Jack, ma è molto probabile - rispose lei una volta entrata, liberandosi di sciarpa e guanti.
- Guarda, è arrivata questa, secondo te è dello zio??
Mandy alzò gli occhi al cielo. Da quando un paio di anni fa Mickey aveva promesso di scrivere almeno due o tre volte al mese John era sempre in allerta quando sentiva il postino fare il giro dell'isolato. Spesso le lettere arrivavano, ma mai da Mickey. Di solito era Ian che scriveva. A volte Debbie, a volte Veronica.
Spesso Mandy si rimetteva a pensare agli anni della sua adolescenza passati nel South Side e a come le cose fossero cambiate così drasticamente. Alla fine non era passato così tanto tempo, ma tutto era diverso.
Lei per prima era cambiata. Aveva avuto un figlio da un ragazzo che non voleva più sapere nulla di loro - nessuno era mai riuscito a capire chi fosse il padre, i Milkovich non raccontavano i loro affari all'intero vicinato - ma per una volta tanto qualcuno le aveva fatto capire che la sua strada poteva e doveva necessariamente cambiare direzione.
Quel qualcuno era stato Ian, il suo migliore amico Ian.
Si ricordava ancora perfettamente la conversazione che aveva avuto con lui, pochi mesi dopo la nascita di Jack. Ian era messo piuttosto male, con la depressione, le pillole e la rottura con Mickey.
Quella sera era andato a trovarla e le aveva chiesto se aveva davvero intenzione di crescere un bambino nel South Side. Lei gli aveva risposto che chi nasce nel South Side è destinato a rimanerci per tutta la vita, ma lui le aveva risposto con una battuta:
"No Mands, quello succede ai gay. Se sei gay, ci nasci e ci resti per tutta la vita. Nessuno ti obbliga a restare qui. Non fare questo a te stessa. Cambia aria. Puoi farcela"
Questa frase inizialmente senza grande significato, aveva iniziato a essere un motivetto ricorrente nella testa di Mandy quando portava curriculum in giro per la città, quando puliva i banchi della scuola in cui fino a pochi mesi fa ci studiava e persino quando prima di andare a dormire si rendeva conto di non aver davvero più niente da perdere.
Tempo un'estate e Mandy riuscì a risparmiare abbasta per lasciare il sobborgo di Chigaco e trasferirsi in un paesino sperduto e ventoso, nel confine con il Canada.
Era riuscita a farsi aiutare da uno dei tanti "amici" di Mickey, che gli doveva un prestito per un affare andato storto.
Tramite aiuti dal nuovo vicinato e - cosa che non si sarebbe mai aspettata - dai pochi amici che aveva a Chicago, ossia Kev e Vi, Fiona e persino Lip, era finalmente in grado di permettersi un affitto decente, un prestito per l'asilo e un lavoro come organizzatrice di gite al lago, meta turistica che fruttava tutto l'anno.
Era difficile, certo che era difficile.
Ma le parole di Ian la tiravano su di morale quando sembrava che tutto andasse per il peggio.
Nel paesino aveva ottenuto l'appoggio e ammirazione del vicinato, che la considerava una donna forte e indipendente, tutti adoravano Jack e nessuno avrebbe mai sospettato che lei venisse da un posto squallido e malfamato come il South Side.
Questo non voleva dire che avesse rinnegato le sue radici. Cercava di mantenere i contatti il più possibile con le persone che si erano dimostrate degne di fiducia, Ian e Mickey per primi.
I due ragazzi ne avevano passate davvero troppe. Svetlana, Yevgeni, la diagnosi, Monica, Ian che molla Mickey per non farlo soffrire e altri mille casini.
Mandy era rimasta piuttosto stupita quando in una lettera Ian aveva scritto che lentamente si stavano riavvicinando, anche se da entrambe le parti c'era la paura di ricadere negli stessi errori del passato. E ancora più stupita quando pochi mesi dopo l'ultima lettera di Ian, Mickey le scrisse che si erano trasferiti - insieme - in un monolocale nel North Side, che Ian stava davvero meglio e che lui si era persino comprato una macchina nuova, ma che ovviamente Ian non poteva usare.
Mandy non sapeva dire quanto legalmente fossero riusciti a permettersi appartamento e macchina, ma sembrava davvero che fossero felici, e questo a lei bastava.
Adesso Jack aveva 5 anni, ne erano passati due da quando Mickey, il giorno di Natale, aveva promesso al nipote di scrivergli per "raccontargli tutte le avventure con lo zio Ian".
Mandy stava proprio pensando a quel giorno quando il bambino la scosse dai suoi pensieri, sventolandole la lettera in faccia:
- Allora? Allora? È dello zio?
- Fammi controllare. Siediti qua - disse indicando le sue gambe.
Effetivamente la lettera era di Mickey.
- Cosa dice lo zio Mickey? Scrive anche di Ian?
- Si, guarda, lo vedi quello scarabocchio in fondo? Quella è la firma di Ian.
- Cosa vuol dire la firma?
- Vuol dire che ha scritto anche lui la lettera insieme allo zio.
- Leggi, leggi!
"20 gennaio 2021
Per Mandy e Jack
Ciao ragazzi!! Come state?
Noi molto bene, siamo appena tornati dal lavoro (tutto procede ok, tranquilla Mands) e abbiamo detto, cazzo perchè non scrivere a quei due sperduti lassù? Ed ecco qua. Ian vi manda due baci. Due a testa intende. È ancora eccitato da periodo natalizio mi pare. Ah, dice anche che sta bene e che ha cambiato da poco i dosaggi senza troppi problemi, adesso lo sai e non ti preoccupi.
Tornando a noi, cosa dovrei dire? Buh.
Va tutto bene, come ti ho già detto. Zia Liz è venuta a trovarci un paio di giorni fa, probabilmente passerà anche da voi. Dice che deve parlarvi di eredità e stronzate simili.
Ti allego sotto la lettera per Jack, abbiamo scritto delle nostre vacanze di Natale, spero si diverta. Ian ha cercato di disegnare qualcosa, ma aveva le mani congelate e.. Forse Jack sapeva fare meglio ;)
Debbie ti saluta e manda un grosso bacio a Jack.
Sono Ian, Mickey continua a lamentarsi del fatto che ci scambiamo lettere invece di chimarci o usare Skype, ma come ben sai sono innamorato delle lettere scritte a mano, in più a Jack piacciono molto di più quindi rimarremo d'accordo così e basta, ok ? Ok.
Ah, Ian dice anche di scriverti che finalmente gli ho prestato la macchina."
A questo punto Mandy smette di leggere e stringe il foglio tra le mani.
Jack la osserva incuriosito, ma lei non parla.
- Mamma? Cosa dice lo zio.
- Lo zio dice... Niente, dice che è contento. Aspetta che finisco di leggere.
"Lo so, probabilmente avrai fatto i salti di gioia in questo momento. Dopo 5 anni da quando gli hanno ritirato la patente, dopo 5 anni da quel maledetto incidente con Yev, ho deciso che potevo fidarmi abbastanza da far guidare la mia macchina all'uomo con cui vivo da due anni.
Lo amo Mands. Devi vedere la faccia che sta facendo adesso, proprio mentre l'ho scritto. Moriresti per vedere la sua faccia adesso!
Lo amo. E quando mi ha chiesto come avrebbe fatto ad arrivare fino a Boston senza spendere un mucchio di soldi in trasporti pubblici ho detto "cazzo si, sei senza macchina, quindi puoi prendere la mia".
Ok poi l'ho minacciato che se lui o la mia macchina sarebbero ritornati a casa rotti, ammaccati o con altri problemi lo avrei fatto fuori, ma incredibilmente ho accettato il compromesso. E la cosa mi fa felice. Lo amo Mands. Anche se non gliel'ho mai detto e anche se adesso mi odierà per averlo detto prima a te che non a lui (è seriamente incazzato adesso!).
In conclusione (questa lettera è fottutamente lunga!) siamo felici e speriamo che lo siate anche voi.
Love and rockets,
Ian
Mickey."
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Sono vivaaaaaa più o meno;)
Non vedo l'ora di vedere season 6!!!
E scusate se questa one shot è venuta un po' (tanto) male...
XO
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Gallavich fanfics
FanfictionFanfiction piccoline sulla mia OTP Non sono collegate tra di loro! È improbabile che quello che scrivo abbia un finale negativo, sono ancora piuttosto sconvolta da come è finita la quinta stagione. Alcune volte possono essere un po' OOC. Lasciatemi...
