Le settimane trascorsero in fretta dopo quella nottata e non passava giorno in cui non fossi sempre più convinta di aver preso la decisione migliore della mia vita trasferendomi in California. Mio fratello e i ragazzi erano davvero fantastici e sempre disponibili nei miei confronti, volevo bene ad ognuno di loro incondizionatamente.
La famosa settimana di vacanza si avvicinava sempre di più e i preparativi non erano ancora cominciati, a dire il vero non era ancora ben chiaro nemmeno l'hotel in cui avremmo trascorso le giornate di fine estate.
Presto saremmo dovuti tornare alle nostre occupazioni, chi universitarie chi lavorative, ma non permettemmo che questo ci impedisse di sgomberare la mente e divertirci come se non ci fosse stato un domani.
Di lì a poche settimane avrei cominciato a seguire i corsi della facoltà di medicina e la cosa mi agitava molto, per quanto mi fosse sempre interessata l'arte medica e sentissi un forte desiderio di conoscerne i segreti, era ben altra la strada che fremevo per intraprendere..quella della tanto tenuta ars militare, che uccise mio padre ma salvò paesi e stati interi.
"Ragazzi!" urlai correndo verso il divano dove erano seduti a giocare a Gta5.
"Che c'é?"
"Avete fatto le valigie?"
"Certo!"
"Cosa avete messo dentro?"
"Costumi"
"E vestiti?"
"Ma non ci serviranno a Rio, lì le persone sono sempre mezze nude" disse Zacky imitando una ragazza, allacciandosi la maglia a mo di reggiseno e ballando intorno al divano facendo dondolare anche la pancia.
"Sei disgustoso" ribattei ridendo. Ero troppo felice all'idea di andare in Brasile, era sempre stato uno dei miei sogni più grandi poter visitare ogni luogo del mondo, ogni minimo paesino disperso anche sulle cime più alte dell'Himalaya.
"Kath vuoi giocare?" domandò Matt
"Certo, fammi sedere" ribattei sedendomi sulle sue ginocchia mentre il ragazzo circondava i miei fianchi con le sue braccia, per poter continuare a giocare alla playstation.
Nell'ultimo periodo il nostro rapporto si era parecchio rafforzato, eravamo diventati come migliori amici, ognuno sapeva tutto dell'altro, trascorrevamo le giornate a bisticciare e a giocare ai videogames.
Era come un secondo fratello maggiore per me, tenevo a lui quasi quanto tenevo a mio fratello.
"Bastardo!" urlai in direzione del mio amico, dopo l'ennesima sconfitta.
"Ti voglio bene anche io" disse lui posando il joystick sul divano, abbracciandomi e regalandomi un gentile bacio sulla guancia.
"Che leccaculo che sei Matt"
Lo guardai negli occhi, in quel prato verde smeraldo dalle sfumature ambrate che caratterizzavano le sue iridi, e non capii più niente.
I suoi occhi erano qualcosa di indimenticabile, occhi che potresti incontrare in uno sconosciuto di sfuggita tra la folla, ma che non saresti comunque capace di dimenticare.
"Sei bella"
"Fottiti"
Gli tirai un cuscino in faccia e mi alzai dal divano, spegnendo la console e riponendo il cd e i controller al loro posto.
"Coinquilini! Come sto?" domandò mio fratello con indosso uno smoking.
"Dove devi andare?"
"Devo uscire con una bella gnocca stasera, sorellina"
"È cieca?"
"No, perché?"
"Sai per uscire con te.." supposi in tono ironico atteggiandomi come se non avessi detto nulla di male.
"Idiota" sussurrò di gusto Zacky tossendo per finta e dando alcune pacche consolatorie a mio fratello.
"Io sono Thor, figlio di Odino. Assaggerete il mio martellaccio se mi contraddirete" sentenziò mio fratello con voce roca e autoritaria. Con martellaccio era chiaro si stesse riferendo al suo uccello, e questo fece quasi soffocare tutti dalle risate.
*
L'aeroporto era gremito di gente di tutte le nazionalità, un gruppo di italiani si aggirava muniti di vari gadget con bandiere americane e simboli della nostra nazione. Mi aveva sempre affascinato la loro cultura, fortemente permea di storia e arte, così li osservai qualche istante.
"Ehi, sei pronta? Abbiamo il check-in"
"Uhm sì, ora arrivo" risposi a Matt sorridendo.
Trascorremmo molte ore che sembravano interminabili in aereo ma quando sentimmo che era giunta l'ora dell'atterraggio tutti cominciammo ad agitarci.
Non appena scendemmo rimanemmo tutti a bocca aperta, il luogo era davvero fantastico. Il cielo della capitale si estendeva sopra di noi in tutto il suo splendore, era di un azzurro incontaminato e il sole brillava alto e cocente.
L'atmosfera latinoamericana si poteva sentire nell'aria, le persone erano così calorose e disponibili, sempre dotate di un meraviglioso sorriso sul loro volto dalla carnagione olivastra, con un'incredibile energia e voglia di divertirsi.
"Este es Rio, baby!" urlò Zacky saltellando in giro e schiamazzando.
"Y tu eres fuori di cabeza, ciccione!"
*
Dopo aver sistemato le nostre valigie andammo nella piscina dell'hotel fronte mare in cui alloggiavamo.
Era enorme, una zona era all'interno dell'edificio ed era dotata di uno scivolo ad acqua che scendeva a spirale, mentre l'altra si trovava all'esterno in cui si poteva prendere il sole o sorseggiare un cocktail rinfrescante, insomma il Paradiso.
Mi distesi su uno sdraio a prendere il sole mentre sorseggiavo, appunto, un Piña Colada con del ghiaccio.
Mi si avvicinò Matt e cominciò a sorridere, guardandomi.
"Hai visto qualcosa che ti interessa Sanders?"
"Katherine Ilejay in costume"
"In tal caso, puoi ammirarmi anche senza coprire il sole"
"E se invece volessi rimanere qui?" domandò sorreggendosi con le braccia mentre si protraeva verso il mio viso.
Le sue braccia muscolose e tatuate erano dannatamente sexy e in quel momento avrei voluto solamente portarmelo in camera.
Sistemai gli occhiali da sole sulla mia testa e lo osservai divertita, anche se dentro ero profondamente turbata dai suoi occhi. Non riuscivo a sostenere il suo sguardo, era come le sue iridi fossero l'Unico Anello e io fossi Frodo, tanto per fare un paragone.
Più ne entravo in contatto più li desideravo, mi consumavano dall'interno.
"Non dici nulla?"
"Che cosa dovrei dire?" domandai innocentemente vedendo il ragazzo sedersi su uno sdraio accanto al mio,
intento a giocherellare con le stanghette dei suoi occhiali da sole.
"Non lo so, coinquilina"
Passammo i successivi dieci minuti in silenzio, gustandoci il sapore della brezza calda sui nostri corpi e la musica molto orecchiabile che trasmettevano gli altoparlanti posti a lato della piscina.
"Andiamo a ballare stasera?"
"Tu, Matthew Sanders, che balli?"
"Dubiti delle mie capacità?"
"Può darsi, giudicherò io stessa" ribattei sorseggiando l'ennesimo cocktail ghiacciato. Vivendo con quei tre ragazzi stavo cominciando a sviluppare una modesta dipendenza alcolica da non sottovalutare e non mi dispiaceva affatto.
Afferrai il mio telefono tra le mani siccome aveva vibrato e lo sbloccai, trovando un messaggio di mio fratello.
"Vacchetta da bordello dove siete? Stasera c'é una festa in spiaggia e ci dobbiamo andare. Non accetterò un no come risposta, dai un bacio a Matt da parte mia. Ma non consumarmelo, troia..xoxo"
Sorrisi guardando lo schermo e scossi la testa.
"Matt?"
"Sì?"
"Stasera si va in spiaggia"
~Spazio Autrice: Salve respiratori di ossigeno (?) come potete notare sto aggiornando abbastanza spesso, e devo ammettere che la cosa stupisce me per prima v.v comunque spero che ci stia interessando la storia della mia pargoletta Katherine, presto ci saranno dei piccoli colpi di scena ve lo prometto ma mi piace tirare le cose per le lunghe eheh anyway ringrazio chiunque abbia letto, votato, commentato la storia. Mi raccomando ogni critica o consiglio sono sempre ben accetti, qualunque cosa. Bacini💕~
Jù.
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Missing in Action (M.I.A.) || (DA REVISIONARE!)
Fanfiction~Tutto è lecito in guerra e in amore~ "Corri" "Che cosa?" "Corri!" urlò il giovane balzandomi addosso e scaraventando entrambi a qualche metro di distanza, sul margine della strada. La granata era esplosa poco lontano da noi ma il soldato si rialzò...
