Riaprii gli occhi dopo quella che sembrò un'eternità e mi sentii fortemente confusa.
Attorno a me c'era un silenzio anomalo, la stanza e il letto su cui mi trovavo sdraiata erano di un bianco immacolato.
Indossavo un camice azzurro e alcuni aghi perforavano le mie braccia, piene di lividi e leggermente più magre di come me le ricordavo.
Mi guardai intorno e capii di essere nell'ospedale della base.
Proprio mentre cominciavo ad innervosirmi perché non riuscivo a muovermi, entrarono due infermiere.
"Ben tornata signorina Ilejay" sorrise una delle due sostenendo una cartella medica tra le mani.
"Come si sente?"
"Bene, grazie..suppongo" risposi debolmente ancora rintontita.
"Che cosa mi è successo?"
"Di questo parleremo più tardi. Ora si rilassi, vado a chiamare il suo fidanzato"
"Che cosa?! Io non ho un fidanzato" urlai mentre le due infermiere uscivano dalla mia stanza.
Sentii bussare alla porta e sbuffai un "avanti" scocciato.
"Per prima cosa, non arrabbiarti non mi avrebbero lasciato entrare se non avessi detto quella bugia innocente.
E secondo, non sono mai stato così felice di vederti" disse Brian in velocità avvicinandosi al capezzale e abbracciandomi con dolcezza.
"Allora? Come ti senti?"
"Starei meglio se qualcuno mi spiegasse cos'è successo"
"Ecco..Katherine..di questo forse è meglio se parliamo dopo"
"No, cazzo voglio sapere"
Il giovane sospirò e portò una sedia vicino al mio letto dove si accomodò.
Osservai la sua espressione, pareva preoccupato.
Una nuova cicatrice si era formata sotto il suo occhio destro, e recideva la sua pelle fino all'altezza del mento.
"Ti fa male?" domandai accarezzandola spontaneamente.
"No" ribattè secco per poi riprendere un discorso che sembrava davvero troppo complicato per poter essere pronunciato.
"Kath..ricordi il Kamikaze che si è fatto saltare in aria il giorno della cattura di ?"
"Come potrei dimenticarlo?"
"É successo due settimane fa"
"Cosa?!"
"Sì..devi sapere che l'esplosione ti ha preso in pieno e ti abbiamo dovuto portare d'urgenza qui. Mentre ti portavo in braccio verso uno dei fuoristrada, una scheggia mi ha sfregiato l'occhio ed ecco come mi sono procurato questa merda in faccia.
Quando i medici hanno visto le tue condizioni loro.." la sua voce si interruppe e lo sentii singhiozzare, era la prima volta che si comportava così con me.
In quel momento così intimo stava cominciando ad abbattere tutte le barriere che aveva posto tra di noi, si stava mostrando per il ragazzo dolce e premuroso che nel profondo era.
Capii subito di aver scampato la morte per poco.
"Brian, è tutto apposto ora"
"No Kath, non lo è. E non lo sarà, credimi"
"Così mi preoccupi" dissi innervosita. Mi nascondeva qualcosa e volevo sapere il più in fretta possibile di che cosa si trattasse.
"Ti hanno dovuto operare d'urgenza. Delle schegge ti avevano perforato un polmone ed avevano causato un'emorragia interna.
Io non potevo sopportare di vederti morire davanti ai miei occhi cazzo.
Così ho cercato ogni singolo medico che potesse aiutarti e alla fine abbiamo trovato un donatore.
La persona che ti ha donato un suo polmone ora è morta ma tu sei viva, per fortuna"
"Brian..non so cosa dire..grazie, se non fosse per te ora non sarei qui"
"Non devi ringraziare me"
"Per caso ti sei fatto lasciare qualche recapito telefonico della famiglia?" dissi commossa per l'azione di quel giovane militare che ora stava piangendo tra le mie braccia.
Un profondo desiderio di conoscere l'identità del militare che aveva donato il suo organo mi spinse ad esortare Brian affinché mi desse più informazioni.
Avrei voluto così tanto poter parlare con i familiari della vittima per far sapere loro che, chiunque fosse stato loro figlio, era morto da eroe.
Qualunque persona sia disposta a sacrificare la propria vita per un'altra, sconosciuta, è degno di onore e memoria.
"Katherine..voglio che tu sappia che quel militare sarebbe morto comunque con una probabilità del 80%"
"No aspetta. Io avevo capito che era già stato dato per spacciato"
"Ha deciso lui di donarti uno dei suoi pochi organi funzionanti..in quel momento"
"Che cosa lo ha ucciso?"
"Tu lo sai"
Il mio cuore si fermò per qualche secondo e un pensiero terrificante si fece strada nella mia mente.
"Brian dimmi chi cazzo era per favore" dissi non riuscendo a trattenere alcune lacrime, condizionate dalla mia mente travagliata.
"Era Jonathan"
Quelle parole mi si schiantarono contro come lame gelate.
Cominciai a tremare, piangere, urlare.
Delle fitte costanti sferzarono il mio petto e il mio respiro si fece veloce.
"No cazzo no! Non può essere!" strillai lasciando che Brian mi stringesse a se.
Infossai il mio volto nel suo petto e strinsi con forza il suo braccio muscolo.
Non provai mai così tanta rabbia in vita mia come quel giorno.
Johnny era morto, era morto per me e io non avrei più potuto vederlo.
Il mio piccolo nano famelico era morto per colpa di quei figli di puttana malati.
"Non ho avuto nemmeno l'occasione di dirgli addio, di fargli sapere quanto gli volevo bene"
"Stai tranquilla piccola, lui lo sa. Ero con lui quando ha preso la decisione"
"Io non ce la faccio Brian. Non posso sopportarlo"
"Ehi. Ehi, non dire così hai capito? Jonathan ha scelto te perché credeva nelle tue capacità e sapeva che lo avresti reso fiero"
"No Brian tu non capisci. Io lo voglio qui"
"Lo supereremo insieme. Io non ti lascerò da sola, va bene?" disse prendendo il mio viso tra le mani e asciugandomi le lacrime.
"Non lo rivedrò più cazzo. Non potrò più sentire la sua voce, non ha avuto tempo di realizzare nessuno dei suoi obiettivi. Non doveva morire, non è giusto, era così giovane cazzo"
"Lo so"
"Io..no" mi bloccai non riuscendo ad ascoltare più le sue parole.
L'immagine di una persona mi si figurò in mente: Lacey.
"Non potrà chiedere a Lacey di sposarlo, non potranno avere la vita che hanno sempre sognato..no, no, no non ci posso credere"
Brian mi accarezzò i capelli e poi prese qualcosa dalla sua giacca.
"Johnny mi ha chiesto di affidarti questa" disse porgendomi una lettera.
"Stai scherzando? Tutto questo non può essere reale"
"Leggila. Mi ha detto che gli avresti fatto sicuramente questo ultimo favore"
"Non è giusto" balbettai.
"Prima dell'operazione Johnny mi ha dettato le parole che ho scritto in questa lettera. Una parte è per te, l'altra è per la sua fidanzata.
Mi ha fatto promettere che ti avrei chiesto di riscriverla a computer e che gliela avresti consegnata a Lacey"
"Io non ci credo"
"Senti, tu lo accetterai e lo renderai fiero, dimostrerai ancora una volta di essere la donna che tutti conosciamo e lotterai finché ce ne sarà bisogno. Ce la puoi fare?"
"Ho bisogno del tuo aiuto per superare tutto questo. Sei l'unica persona di cui mi fido e non potrei mai perdonarmelo se ti dovessi perdere di nuovo"
"Io non vado da nessuna parte. Ora però leggi la lettera"
"Voglio che prima tu mi prometta che lo vendicheremo, che faremo fuori uno ad uno quei bastardi"
"Te lo prometto"
Le mie mani non avevano ancora smesso di tremare ma a fatica aprii comunque il foglio ripiegato.
"Cara Katherine,
avrei così tante cose da dirti ma non dispongo del tempo necessario.
Voglio cominciare ringraziandoti perché è anche merito tuo se in questo momento sto sorridendo, perché tu hai sempre creduto in me e hai contribuito a farmi diventare la persona che oggi porrà fine alla sua stessa vita con orgoglio.
Ricorderò per sempre il giorno in cui ti incontrai e quando ti guardai capii subito che saresti stata una parte fondamentale per la mia vita.
Sei la mia eroina, il mio punto di riferimento e non sarei arrivato fin qui se non fosse stato per il tuo sostegno.
Voglio che tu mi prometta che non ti abbatterai, che non rinuncerai a nulla e che continuerai a credere in ogni tuo ideale fino alla fine.
Sei una donna meravigliosa e sono così fiero di averti conosciuto e soprattutto di aver fatto parte della tua vita.
Sei come una sorella maggiore per me, e l'affetto che provo non cambierà mai.
Vorrei poter essere li quando leggerai queste stupide parole di un nano infame, per poterti abbracciare e dirti che andrà tutto bene.
E per quanto tu non ci voglio credere, ogni cosa andrà per il meglio.
La vita è una partita a scacchi con la morte, prima o poi perderemo tutti.
Io sono giunto alla fine del mio meraviglioso viaggio ma tornerò a casa più felice di quando sono partito.
Hai cambiato la mia vita, così come quella di tante altre persone.
Vorrei non dover terminare mai questa lettera perché il pensiero di separarmi da questa vita e abbandonare tutto ciò che ho costruito mi spaventa, mi terrorizza più della morte stessa.
Purtroppo però le mie forze si fanno sempre più flebili piccola Kath e già posso sentire gli echi dell'eterno o lui richiamarmi a se.
Mi si stringe il cuore a sapere che non rivedrò più il tuo dolcissimo sorriso ma sono così fiero di sapere che tu vivrai ancora.
Non avrei accettato di lasciarti morire con la consapevolezza che avrei potuto salvarti.
Voglio che tu mi prometta che sarai sempre forte e che non rimuginerai mai sulla tua salvezza.
E ogni volta che ti sentirai un po' giù, che avrai bisogno di un sostegno, ricordati che io ci sarò sempre e osserverò ogni tuo singolo progresso.
E se mai un giorno dovessi mancarti ricordati di guardare il cielo, perché io sarò li a darti tutta la forza di cui avrai bisogno.
Devo chiederti un favore, prenditi cura di Lacey e aiutala ad andare avanti, consegnale la mia lettera per favore.
Ti auguro il meglio piccola grande donna, che tu possa avere tutto quello che desideri e trovare l'amore che io non ho avuto la fortuna di tenere stretto al cuore.
Non piangere, questo non è un addio ma un arrivederci.
A presto amica mia".
Alcune lacrime caddero sul foglio stropicciato e ingiallito tra le mie mani.
Non riuscivo a pensare a nulla, ero devastata, completamente.
"Katherine"
"Lasciami stare"
"Non posso, voglio aiutarti"
"Ti ho detto di lasciarmi stare. Vattene, cazzo!"
"Calmati!"
"No, esci da questa cazzo di stanza. Il fottuto polmone di Johnny é al mio interno capisci? Lui è morto per colpa mia!"
"Katherine, stai delirando"
"Esci cazzo!" urlai lanciandogli un cuscino contro.
Il ragazzo uscì dalla porta senza più dire una parola e io mi misi le mani tra i capelli, tirando e facendo pressione.
Il mio schifoso corpo stava continuando a vivere grazie a lui.
"Porca troia Johnny. Perché cazzo hai fatto una stronzata simile? Tu avevi tutto e l'ha perso..hai perso qualunque cosa.." dissi al vento, tra le lacrime e le urla.
~Spazio Autrice: Okay non odiatemi. Non ho aggiornato per un sacco di tempo e poi vi propino una cosa simile. Lo so, lo so sono crudele ma ve lo avevo già detto che non sarebbe stata una storia rose e fiori.
É uno schifo totale il lessico della lettera ma capitemi, non sono troppo emotiva (?)
Duuuuunque, cosa ne pensate? mi odiate tanto? hahah
No dai.
Sono a scuola a sclerare quindi siate spietati susu, vbb attento responsi.
A presto v.v~
Jù.
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Missing in Action (M.I.A.) || (DA REVISIONARE!)
Fanfiction~Tutto è lecito in guerra e in amore~ "Corri" "Che cosa?" "Corri!" urlò il giovane balzandomi addosso e scaraventando entrambi a qualche metro di distanza, sul margine della strada. La granata era esplosa poco lontano da noi ma il soldato si rialzò...
