DAL 12 febbraio, disponibile in tutte le librerie e store online per 𝕊𝕡𝕖𝕣𝕝𝕚𝕟𝕘 & 𝕂𝕦𝕡𝕗𝕖𝕣. 🥀
𝐏𝐫𝐞-𝐨𝐫𝐝𝐞𝐫 già disponibile ❤️
Due persone. Due anime.
Maledettamente diverse e a tratti dannatamente simili.
Il destino ha voluto far in...
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Stella
Sono trascorsi sessanta ore, tremilaseicento minuti e duecento sedicimila secondi, da quando Axel mi ha scritta per l'uscita di domani sera, di fatti restano trenta ore, milleottocento minuti e centootto secondi più o meno, e finalmente ci vedremo.
Come scusa? Finalmente? Non eri quella a cui non interessava nulla di quest'uscita?
Si è vero, vocina antipatica. Non m'interessa nulla, sono solo un po' agitata. Insomma è pur sempre la mia prima uscita con un ragazzo del sesso opposto e che non conosco.
«Oggi ho una fame da lupi.» interviene Henry, allontanando i miei pensieri. Non mi rendo conto di fatti, che siamo giunti in mensa, e che sono in fila per prendere da mangiare. Controllo con uno sguardo veloce il bancone, e il cibo esposto mi fa salire la nausea. Non ho molta fame, mi si è chiuso lo stomaco da quella sera.
Brava, non mangiare, almeno arriverai sgonfia all'appuntamento.
Il mio cervello mi invita a digiunare ed io gli presto ascolto, poso il vassoio vuoto, e mi limito a prendere un succo alla pesca.
«Non prendi nulla? Sul serio?» mi chiede Henry esterrefatto. «No, non ho fame.» dichiaro, nervosa.
«Di solito hai sempre tanto appetito, che ti prende?» insiste, guardandomi accigliato.
«Appunto, di solito. Oggi no.» sbuffo infastidita, e mi allontano per raggiungere il nostro solito posto.
«Stella, scusa. Io non...insomma sono solo.» balbetta in difficoltà, lo guardo negli occhi per la prima volta da quando Gin mi ha raccontato i particolari di lui, e non riesco più a sostenere il suo sguardo per più di dieci secondi.
Se ripenso a quello che ha fatto, mi sale il vomito.
«Tranquillo, non è successo nulla. Piuttosto Gin dov'è? Le ho mandato un messaggio ma non mi ha risposto.» sposto l'attenzione su di lei, ed Henry lascia perdere il suo discorso per poi sedersi alla mia destra.
Perché la sua vicinanza adesso mi disgusta?
«Eccomi, ci sono. Scusa Stella ma non ho avuto il tempo materiale per risponderti.» dice tutto d'un fiato Gin, mi lascia un bacio sulla guancia sinistra per poi sedersi di fronte a me.
«Oh ci sei anche tu. Ciao anche a te sfigato.» borbotta rivolgendosi ad Henry che in questo momento le sta mostrando il dito medio mentre si porta una forchetta alla bocca per buttare giù un po' di pasta al pesto.
«Allora? Che mi racconti?» mi chiede Gin con fare ammiccante.