DAL 12 febbraio, disponibile in tutte le librerie e store online per 𝕊𝕡𝕖𝕣𝕝𝕚𝕟𝕘 & 𝕂𝕦𝕡𝕗𝕖𝕣. 🥀
𝐏𝐫𝐞-𝐨𝐫𝐝𝐞𝐫 già disponibile ❤️
La versione disponibile su WATTPAD e quella CARTACEA non sono identiche: il libro contiene capitoli rivis...
LASCIARE UNA STELLINAAL CAPITOLO PER SUPPORTARE ME E LA STORIA. ✨🫶🏻
🛑Nel capitolo sarà presente una scena che potrebbe risultare forte o disturbante per qualcuno di voi. Se siete particolarmente sensibili a certe dinamiche vi invito a saltare direttamente la scena in questione oppure a leggere con cautela.🛑
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Stella
Il viaggio di ritorno verso casa è silenzioso, Henry continua a lanciarmi qualche occhiata di traverso mentre guida concentrato, so benissimo che muore dalla curiosità di chiedermi cosa è successo, ma non lo fa, resta in silenzio e per la prima volta rispetta me e il mio dolore.
L'aria calda dell'abitacolo non basta per riscaldarmi, sento il freddo gelido conficcato nelle ossa e nelle viscere, tremo e non riesco a fermarmi.
Hai infranto la promessa, ti sei comportata esattamente come lei, è finita.
Le sue parole amare e taglienti, urlate contro di me, rimbombano nella mia mente, nelle mie orecchie, riesco a sentire ancora la sua voce. Se chiudo gli occhi invece, appare il suo sguardo deluso, schifato e sconfitto.
Amore mio...
«Stella ti prego...non piangere. Non ce la faccio a vederti in questo stato.» la voce del mio migliore amico spezza il silenzio assordante che ci ha accompagnato finora.
Tiro su con il naso, scaccio via l'ultima lacrima, e mentre continuo a tremare gli chiedo «Come facevi a sapere che mi trovavo lì?» il suo sguardo si posa su di me per una frazione di secondi, poi riporta l'attenzione sulla strada davanti a noi.
«Beh ecco...mi ha chiamato Axel, me l'ha detto lui di passare a prenderti. Mi aveva anche minacciato di tenere la bocca chiusa e non dirtelo, ma vabbè questi sono dettagli inutili.» mormora strappandomi un leggero sorriso.
Ripenso a quando i due non si sopportavano, e ora invece...
Il sorriso si trasforma in una vera e propria risata, rido, forte, tanto da sentire una morsa allo stomaco. Henry mi guarda scettico, e stranito, poi si unisce alla mia risata «Non so perché lo stiamo facendo, ma preferisco mille volte ascoltare la tua risata che vederti piangere anche solo per pochi secondi.» aggiunge, riempiendomi il cuore.
«Grazie Henry, grazie davvero.» sussurro.
«Non ringraziarmi. Piuttosto dimmi... cosa ho fatto per farti sorridere a crepapelle?» domanda interessato
«Nulla, pensavo solo a quanto fosse buffo, il fatto che prima non vi sopportavate e adesso siete passati a questo, alle chiamate e tutto il resto.» spiego in preda ancora agli spasmi e ai brividi di freddo che colpiscono il mio corpo come spille appuntite.