Capitolo 54

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Stella

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Stella

Due settimane...

Quattordici giorni da quella notte. Da quando il mio cervello non si sforza più di collaborare con me. Ho continuato a fingere, ormai mi riesce bene farlo.

Indosso una maschera dalla sera in cui sono stata, prima rapita, poi picchiata e minacciata da quel vecchio senza cuore.

Prima suo nonno, poi il suo migliore amico.

Mi è stato tolto tutto dalle persone da cui è circondato e che continuano a far parte della sua vita. Quelle stesse persone che hanno il coraggio di guardarlo negli occhi e fingere di volergli bene.

Non devo pensarci. Non più, devo solo andare avanti e non voltarmi più indietro.

Allontanarlo è stata la decisione più giusta che abbia mai preso nella mia vita. L'amore, quel sentimento forte che mi lega a lui, devo metterlo da parte. La mia unica priorità adesso è prendermi cura del fagiolino che cresce all'interno del mio corpo.

Dall'ultima visita ginecologica infatti, cerco di fare del mio meglio. Non salto più i pasti, al contrario, ho ripreso a mangiare, il più delle volte mi costringo a farlo, obbligo me stessa a nutrirmi, lo devo fare solo per lui anche se le nausee non si sono arrestate del tutto. L'appetito sta tornando, molto lentamente ma sono sulla buona strada.

Adesso per esempio ho proprio voglia di uno snack salato, qualcosa che possa sgranocchiare rilassandomi sotto i raggi caldi del sole, nel giardino del campus. Per questo motivo le mie gambe prendono vita propria, e mi trascinano fuori dall'aula, infischiandosene del professore che spiega gli ultimi argomenti prima di dire addio alle lezioni.

Percorro i metri che mi separano dal distributore automatico, ma nel farlo qualcuno interrompe i miei piani. Vengo avvolta da un braccio, che si posiziona attorno al collo. Riconosco subito i tatuaggi sulla mano, gli anelli che indossa, e quel profumo disgustoso.

Quell'odore che mi ha tormentato per quattordici giorni da quella sera. Cerco di divincolarmi ma anche in questa situazione lui è più veloce e più forte di me. Mi trascina in un angolo cieco, siamo di nuovo soli. Io e lui.

«Non ti facevo così maleducata. Sai dopo averti riportata a casa l'ultima volta, mi aspettavo almeno un grazie da parte tua.» la sua voce, i suoi occhi, la sua espressione strafottente, tutto mi disgusta di lui.

«Liam, lasciami andare, ora.» ordino, cerco di darmi un tono, di non tremare come una codarda.

«Oh andiamo, per quale motivo? Io credo che noi due insieme formiamo proprio una bella coppia. E tu vuoi cacciarmi?» sussurra, avvicinando il suo viso al mio. Posiziona una gamba tra le mie, bloccandomi completamente, poi la sua mano sposta il ciuffo dei miei capelli, per posizionarlo dietro le orecchie. Reagisco di scatto e allontano il suo tocco con violenza, beccandomi il suo sorriso di sfida.

Due anime caduteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora