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𝐏𝐫𝐞-𝐨𝐫𝐝𝐞𝐫 già disponibile ❤️
La versione disponibile su WATTPAD e quella CARTACEA non sono identiche: il libro contiene capitoli rivis...
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Stella
La luce calda delle lampadine intorno allo specchio mi avvolge il viso come un riflettore, mettendo in risalto ogni dettaglio del mio trucco. Mi guardo, in silenzio, quello che vedo come al solito non mi piace.
Perché ho ceduto?
Il mio sguardo è vuoto, nonostante abbia accettato, e abbia permesso a Gin di truccarmi per questa stupida festa, io continuo a non volerci andare. Alla fine ho detto di si solo per renderla felice, e non deluderla. Prendo un respiro profondo, lancio un'ultima, rapida occhiata all'immagine di me stessa, riflessa nello specchio, sperando che almeno lei possa rassicurarmi e dirmi che tutto andrà bene stasera. Ma dentro di me, in realtà so già che non andrà così.
Axel Davis.
Quel nome, non vuole allontanarsi dalla mia mente. Il motivo principale del mio rifiuto iniziale è proprio lui. Non voglio incontrarlo, anzi al contrario vorrei evitarlo come la peste.
«Sei una bomba sexy, quella gonna ti sta benissimo.» commenta Gin, avvicinandosi allo specchio, e le sue parole non coincidono con i miei taciti pensieri.
Io bomba sexy?
Questo si che è divertente. «Grazie Gin ma...no. Guarda le mie cosce, e anche i miei fianchi...» ispeziono il mio corpo, notando ogni piccolo difetto messo in risalto da queste luci. Le calze nere velate, nascondono in parte, le mie gambe orrende, così come anche gli stivali lunghi che arrivano un po' più giù delle ginocchia.
«Ma smettila, sei bellissima. Vedrai i ragazzi oggi non ti toglieranno gli occhi di dosso.» afferma sorridente, per poi spostarsi a prendere il suo blazer.
«Forza, andiamo. Sarah ci sta aspettando, siamo già in ritardo.» mi avvisa, così controvoglia afferro dalla gruccia il mio blazer di pelle, rigorosamente di color nero, e una volta indossato, spingo le mie gambe costringendole a seguire i passi della mia amica.
Ad intralciare però la nostra uscita ci pensa mio padre, «Ehi voi due, dove credete di andare? Per di più conciate in questo modo?» assottiglia lo sguardo, e la sua espressione è contrariata non appena i suoi occhi si posano sulla mia gonna, aderente.
Ti prego non iniziare, non davanti alla mia migliore amica.
«Noi andiamo ad una..» non finisco di pronunciare la parola festa, che Gin interviene «Oggi è il compleanno di una mia amica. Andremo a casa sua per festeggiare e divertirci un po'.» Mio padre sposta i suoi occhi da me a Gin, per poi posarsi in fine solo su di me.