Axel

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Mi preparo per l'ennesima festa noiosa e insignificante, organizzata dai miei amici di confraternita

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Mi preparo per l'ennesima festa noiosa e insignificante, organizzata dai miei amici di confraternita. Ma stasera ci sarà un ospite speciale, e forse è per questo che sto impiegando più tempo del solito per aggiustarmi i capelli?

Ma cosa vai a pensare? Tu sei Axel Davis, non hai bisogno di sforzarti per essere perfetto, perché lo sei già.

Il mio ego smisurato come al solito prende il sopravvento, facendomi quasi provare antipatia verso me stesso.

Si, è così, alcune volte non mi sopporto.

Solo alcune però...

«Axel, posso entrare?» chiede mio padre, sbucando all'improvviso e dopo già aver aperto la porta del bagno senza prima aver bussato.

Guardo di traverso la sua figura riflessa nello specchio enorme di fronte a me.

«Ho bussato, ma non devi aver sentito per via del volume alto della musica.» spiega, ed io gli credo.

Quando ascolto le canzoni di The Weeknd la mia concentrazione va a farsi fottere. Per cui mi ritrovo a mettere in pausa la mia canzone preferita, e la mia pazienza inizia già a vacillare.

Respira e stai calmo.

«Tranquillo. Cosa devi dirmi? Ti serve qualcosa?» domando volendo arrivare direttamente al sodo. Nel frattempo continuo a modellare i mie capelli con la cera per rendere più nitido l'effetto bagnato.

«No nulla, volevo solo sapere come prosegue con gli studi.» borbotta, si appoggia allo stipite della porta al suo fianco, e mettendosi entrambe le mani in tasca, aggiunge serio« Quest'anno cerca d'impegnarti più del solito con gli esami e di passarli tutti.»

«Do' sempre il massimo! Lo dovresti sapere. Non è colpa mia se quell'esame del cazzo non riesco a superarlo.» sbotto, stringo le mani in un pugno, e il mio respiro cambia.

Il pensiero corre dritto verso quel bastardo. In questo momento userei volentieri la sua faccia di cazzo, come sacco da boxe.

«Lo so Axel. Se il problema è sempre quel professore...il Signor, ricordami il suo nome, al momento mi sfugge.»

«Smith. Benjamin Smith.» pronuncio, a denti stretti.

«Ah si, ora ricordo! Dunque se questo Mr.Smith  pretende la perfezione, tu gliela devi dare.»

«Papà sul serio? L'ultima volta sono stato rimandato perché secondo lui la mia risposta era troppo completa e secondo lui avevo imparato solo a memoria tutto quanto senza aver realmente capito l'argomento. Cazzo se ci penso, mi prudono le mani!» esclamo, furioso.

«Non importa. Tu ci riproverai, ti comporterai in modo impeccabile, studierai secondo il suo metodo e lui non...»

«Non hai capito nulla. Lui mi odia!» confesso, con il petto ansante e i nervi a tremila.

Due anime caduteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora