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"Carlotta ora risiediti" le disse Voldemort.
"Si" obbedì Carlotta. Voleva ascoltare ogni singola parola della riunione così un giorno se fosse riuscita a scappare avrebbe detto tutto a chi lottava contro Voldemort ed i mangiamorte.

La ragazza non era ancora scappata perché non poteva. Voldemort quando la prese con sé le fece un incantesimo che la collegava ad egli, ovvero che lui poteva sapere sempre dove Carlotta si trovasse.
Non poteva andarsene. L'avrebbe trovata. Sempre.
E poi... dove sarebbe andata?
Lei per l'intero mondo magico era una bambina di un anno morta nel 1981.
Non esisteva.

Ad ogni modo, per scappare doveva prima riuscire a spezzare l'incantesimo.
Ci aveva provato ovviamente, in segreto. Senza successo.
Ma ora che aveva scoperto che suo padre era innocente era ancor più determinata di prima nel cercare un modo per spezzarlo.

Carlotta si sedette di nuovo al lungo tavolo e Voldemort parlò di nuovo, descrivendo quello che pensava di fare per far andare Harry al ministero.
"Ho intenzione di entrargli nella mente. Fargli vedere degli episodi che sto vivendo in quel momento attraverso i miei occhi" Spiegò.

"All'inizio saranno veri, potrei attaccare una persona a lui cara così inizierà a credere in quello che gli faccio vedere... visto che penserà di aver salvato qualcuno" Continuò.
"Fino a che non gli farò vedere che sto torturando una persona a cui tiene molto, proprio al ministero. La domanda è: Chi?" Chiese il mago ad i suoi seguaci. "Qualcuno che lo spinga a venire da me senza pensarci due volte."

"Mio Signore Harry Potter tiene molto a Sirius Black, dopotutto è il suo padrino" Disse Bellatrix guardando poi Carlotta soddisfatta.
"Mh... si. Si potrebbe essere un'idea, Bellatrix" rispose Voldemort, "Anche qualche altro membro dell'ordine della fenice magari..."

Doveva trovare al più presto un modo per andarsene da lì ed avvertire tutti. Poi ripensò ad una cosa, Ordine della Fenice aveva detto? Cos'era?

"Ordine della fenice?" Chiese.
"È un gruppo di maghi che lottano contro di noi e cercano di salvare i babbani" spiegò Avery con disgusto.
Carlotta annuì.

"E chi è il capo?" Chiese, doveva trovare quest'ordine.
"Silente ovviamente" rispose Avery.
Perfetto pensò Carlotta, doveva riuscire ad arrivare da Silente ad Hogwarts quindi.
Più facile a dirsi che a farsi.

"Ma non sapete dove sono? Cioè dove si riuniscono?" Chiese ancora.
"No, hanno fatto l'incantesimo del custode segreto, che è Silente" rispose un altro mangiamorte.

"Ah" Disse solo Carlotta. Menomale che era una perfetta occlumante, perché con quello che stava pensando di fare, non osava immaginare Voldemort cosa le avrebbe fatto se lo fosse venuto a sapere.

◇◇◇

La riunione ormai era finita, i mangiamorte erano andati via. Carlotta era nell'enorme biblioteca della villa cercando disperatamente qualcosa che la aiutasse a spezzare l'incantesimo. Anche se erano anni ormai che provava incantesimi di tutti i tipi per romperlo. Nulla aveva mai funzionato.

Erano passate ore e ore Carlotta si era quasi rassegnata, almeno per oggi.
Era sempre stata molto determinata ma oramai era tarda notte e gli occhi stavano cominciando a chiudersi. Aveva già letto una decina di libri, ogni singola pagina.
Non sapeva il nome dell'incantesimo ma soltanto i suoi effetti, perciò non poteva saltare neanche una pagina di ogni libro.

Strofinandosi gli occhi e scogliendo la coda che aveva fatto per tenere indietro i lunghi capelli scuri, stava per andarsene quando qualcosa attirò la sua attenzione.
Era la stanchezza o sull'ultimo scaffale c'era un'apertura che non aveva mai notato prima?
All'improvviso non più stanca, presa dalla curiosità si arrampicò sugli scaffali della grande libreria in legno per cercare di arrivare fin sopra.

Rischiò di cadere non poche volte.
Trovo nascosti dentro la libreria in cima libri che non aveva mai visto. Ne adocchiò uno.
Era un libro di magia oscura, ed il titolo riguardava Incantesimi di rintracciamento, sorrise soddisfatta, forse questa volta avrebbe funzionato.

Lo prese e cercò di scendere giù senza far troppo rumore. Il cuore le batteva all'impazzata. Se Voldemort l'avesse scoperta sarebbe stata la volta buona che l'avrebbe uccisa. O più probabilmente che le avrebbe fatto desiderare di esserlo.
Aprì il libro sedendosi di nuovo al tavolo, il più nascosto di tutti visto che non si sa mai ed iniziò a leggere.

Un'ora dopo Carlotta era ancora lì girando disperatamente le pagine del libro. Era ormai arrivata quasi alla fine. Ad un certo punto però a metà del dodicesimo capitolo sorrise: forse aveva trovato qualcosa.

REPREHENDO
C'è poi un incantesimo che può far conoscere al mago che ha pronunciato tale maledizione, gli spostamenti del suo bersaglio sapendo sempre dove si trova.
È un incantesimo che collega il mago che lo ha pronunciato alla vittima ma che non collega la vittima al mago, ella infatti a differenza del mago, non può sapere dove si trova l'altro. È un incantesimo di elevata complessità, magia oscura. Il suo controincantesimo è ALIQUID ma soltanto il mago che ha lanciato l'incantesimo può annullarlo pronunciando questo controincantesimo.

"Cazzo" imprecò Carlotta, poteva annullarlo soltanto Voldemort. Doveva trovare un altro modo... magari una pozione. Forse lì diceva qualcosa a riguardo. Decise di continuare a leggere.

L'unico modo che ha la vittima per liberarsi da questa maledizione è la pozione aliquid, quasi impossibile da preparare con ingredienti molto rari che di certo non può cercare da sola, altrimenti verrebbe scoperta e fermata dall'artefice dei suoi mali.
Una volta presi gli ingredienti non ci vuole molto a preparala ma bisogna essere perfettamente precisi nelle quantità degli ingredienti, i gradi di cottura ed il tempo di cottura: un secondo in più, infatti, rovinerebbe l'intera pozione.
Una volta bevuta farà effetto all'istante, la vittima se ne renderà conto perché il simbolo di controllo sul suo braccio sparirà ma il mago che ha scagliato la maledizione non si accorgerà di nulla.
Qui sotto la ricetta:

Lesse velocemente gli ingredienti, erano pochi, alcuni li aveva sicuramente nella serra della villa, si disse. Altri invece doveva controllare e, nel caso non li avesse avuti, avrebbe chiesto a Draco, il suo unico amico.

Erano molto amici Carlotta ed il giovane Malfoy, si capivano. Entrambi con un infanzia difficile alle spalle, ed un'adolescenza altrettanto impossibile. A volte Carlotta era anche andata a dormire a Villa Malfoy, essendo comunque la dimora di un fedele seguace di Voldemort.

E aveva passato le notti con Draco, sapeva che al ragazzo piacesse dormire con le tende aperte così che la luna illuminasse la sua stanza. Sapeva che dormiva sempre al centro del suo grande letto. E non faceva di certo eccezioni quando lei era con lui, spesso schiacciandola col suo peso durante la notte.
Ridacchiò al pensiero scuotendo la testa.

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Incontriamo anche Draco tra un po'!
Chissà...

Per favore stellina se vi è piaciuto il capitolo!❤️
Graziee🫶

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