25 luglio
Erano passati cinque giorni, Carlotta aveva quasi finito la pozione. Questa era la seconda volta che la preparava. La prima l'aveva lasciata cuocere per troppo tempo.
Doveva aggiungere soltanto gli ultimi due ingredienti ed era pronta. Per ora stava venendo bene, il colore era perfetto. Questa era la sua ultima possibilità. Non poteva prepararla un altra volta. Gli ingredienti erano finiti. Doveva venirle bene.
Aggiunse anche gli ultimi ingredienti e mescolò, attendendo esattamente un minuto e trentacinque secondi. Poteva farcela.
"Dai che viene bene, Carlotta" si diceva.
"Carlotta, scendi" La chiamò all'improvviso Voldemort dal piano di sotto. La ragazza sussultò.
"Cazzo" imprecò "Un minuto mi sto cambiando!" Urlò al mago.
"Fa' in fretta" rispose lui
Passò finalmente un minuto. Spense il piccolo fuoco magico che aveva fatto apparire per cuocere la pozione e la mise in una bottiglietta che nascose nel pavimento facendo un incantesimo.
Scese le scale. Vide subito il mago aspettarla alla fine di esse. Si chiese cosa volesse. L'ansia cominciava già a farsi pesante nel petto. Cercò di nascondere le mani tremanti dietro la schiena.
Per quando si comportasse da forte, la paura per quello che poteva farle Voldemort era ormai incisa a fuoco nelle sue vene.
"È da un pò che non ti eserciti nei duelli, tesoro" Disse il mago quando la ragazza arrivò ai piedi delle scale.
Carlotta deglutì. Ogni volta finiva per essere scaraventata contro i muri della stanza o costretta a girare velocemente a testa in giù. Ogni volta che duellavano ne usciva distrutta.
Anche se, l'ultima volta che avevano duellato era stato un anno fa, probabilmente era migliorata.
"Va bene" Rispose infine la ragazza.
Entrarono nella stanza che usavano per duellare, nulla di diverso dalle altre, ugualmente buia e oscura.
Si misero in posizione. Carlotta esattamente due minuti dopo volò sbattendo violentemente contro un muro.
Voldemort rise. Carlotta si rialzò velocemente, dolorante.
E riprovò.
E riprovò.
◇◇◇
Erano ormai passate ore. Era quasi ora di cena.
"Basta così Carlotta, molto brava. Hai respinto quasi tutti i miei incantesimi e sopportato bene quelli che non sei riuscita a bloccare." Le concesse Voldemort con un sorriso meschino.
Le permise di cenare e poi finalmente la lasciò andare a dormire.
◇◇◇
27 luglio
Carlotta si svegliò tardi quel giorno. Il sole era già sorto da tempo. Voldemort non era in casa. Questa notte sarebbe finalmente scappata.
Decise di passare la giornata aiutando i due elfi che avevano: Ben e Alice. Due angeli. Grazie a loro probabilmente Carlotta non era del tutto impazzita. Anche grazie a Will pensò, che però non era più lì con lei.
Wiliam, Will per gli amici. Sorrise malinconica al ricordo. Era un ragazzino babbano. Capelli neri corti ed occhi azzurri, grandi ed espressivi.
L'aveva conosciuto quando Voldemort la mandò a vedere come i suoi seguaci entravano in una casa babbana ed uccidevano tutta la famiglia che vi abitava.
Era parte dell'addestramento della ragazza a detta del Signore Oscuro.
I babbani sono inferiori dopo tutto.
Will si era nascosto al piano di sopra e, Carlotta, per sfuggire a quella vista orribile era salita al piano di sopra.
Non riusciva più a guardare gli occhi privi di vita della giovane madre.
E così si conobbero.
Carlotta lo portò via da là. Si smaterializzò in tempi record andata e ritorno nella speranza che così Voldemort non si sarebbe accorto di nulla. E funzionò.
Il piano era farlo stare con lei per un pò, il tempo che i mangiamorte si dimenticassero di lui e poi lo avrebbe portato in orfanotrofio.
Purtroppo non andò così.
STAI LEGGENDO
Una Black
FanfictionLa figlia del famigerato pluriomicida Sirius Black. La notte del 31 Ottobre 1981 Sirius Black venne rinchiuso ad Azkaban per colpe che non aveva. Quella stessa notte morirono anche sua figlia e sua moglie. O almeno così credevano tutti. Carlotta Bl...
