Epilogo

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Carlotta si svegliò di soprassalto dopo quell'incubo terribile.
Si guardò intorno constatando fosse comodamente nel suo letto nel dormitorio grifondoro. Non al Ministero, non davanti ad Harry steso supino, senza la ferita sullo stomaco, senza il flash accecante delle fotocamere mentre fotografavano Silente e i due ragazzi tenuti stretti dal mago ai suoi fianchi, senza le fitte lancinanti alla testa, aumentate da tutte le persone attorno a loro che urlavano domande su domande.

O almeno è così che Carlotta stava cercando disperatamente di autoconvincersi per non essere in quel momento atroce.
Immaginò Sirius fosse a Grimmauld Place che litigava con Kreacher, il suo letto nel dormitorio ad Hogwarts con Hermione.

Cercò di continuare a fluttuare fuori da se stessa mentre i flash la accecavano, la mano destra di Silente serrata sulla sua spalla come la sinistra era serrata sulla spalla di Harry, il ragazzo con uno sguardo altrettanto vuoto.
Ma nulla era stato un sogno e la sua faccia in questo momento stava venendo stampata sulla Gazzetta del Profeta, la sua faccia e quella di Silente ed Harry, in prima pagina con il ritorno del Signore Oscuro.
La morte del famigerato pluriomicida Sirius Black probabilmente documentata nelle pagine a seguire.

◇◇◇

"So cosa provate, ragazzi"
"No, non lo sa"
Harry abbassò la testa seduto al fianco di Carlotta "È colpa mia"
"No, la colpa è mia... sapevo che era solo questione di tempo prima che Voldemort stabilisse un legame tra voi due, Harry. Ho pensato che tenendomi a distanza da te, come ho fatto tutto l'anno, sarebbe stato meno tentato. E tu saresti stato più protetto."
Carlotta respirò profondamente guardando il preside loro di fronte "La profezia... la profezia di Harry dice che nessuno dei due può vivere se l'altro sopravvive"
Harry le lanciò un'occhiata per poi tornare a guardare il preside "... vuol dire che uno di noi dovrà uccidere l'altro... alla fine?"
Silente annuì "Si"
"Perché non me l'ha detto?"

I pensieri si fermarono quando mentre stava rifacendo il suo baule nella stanza vuota si ritrovò tra le mani il libro fotografico che le aveva dato Sirius tempo fa prima che partisse per Hogwarts. Si sedette sul suo letto con il libro sulle cosce sfogliandolo, tutte foto scattate quando lei aveva meno di un anno, tutte scattate prima del 31 ottobre 1981.
In una foto erano in montagna, in un'altra davanti al camino di casa, lei in braccio a sua madre e Sirius al loro fianco, in un'altra ancora a tavola mentre la piccola bambina era imboccata da un molto più giovane e sorridente Sirius Black.

Si lasciò cadere a terra in ginocchio, scoppiando a piangere in singhiozzi che facevano tremare tutto il suo corpo mentre avvolgeva le braccia attorno a se stessa, nascosta dietro al letto facendosi piccola.
Non sentì neanche che qualcuno aveva delicatamente bussato alla porta, fin quando non si ritrovò inginocchiato davanti una testa rossa che vedeva fin troppo poco attraverso le lacrime. Voltò la testa dall'altra parte "Va' via" singhiozzò "Lasciami da sola"

"Sei stata per fin troppo tempo da sola, Black"
Si sfregò gli occhi smettendo di singhiozzare per guardarlo, la prima volta forse che non aveva nulla da dire, lui sembrò notarlo. "Mi dispiace tanto"

Lei ricominciò solamente a singhiozzare disperata, così tanto quasi le mancava il respiro. Fred si avvicinò avvolgendo le braccia attorno al suo corpo tremante scosso dai singhiozzi, non disse nulla rimanendo lì sul pavimento con lei.
"Sono sola" singhiozzò all'improvviso contro il suo maglione "Voldemort ha ragione, non ho nessuno"

"E io che sono scusami?" Rispose lui prendendola per le spalle per poterla guardare, senza dir niente "... No sai, giusto per accertarmi che mi vedessi qui davanti ai tuoi occhi, Black" la strinse di nuovo mentre lei sorrideva attraverso le lacrime al suo tono.

Una BlackDove le storie prendono vita. Scoprilo ora