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Il ministero è potere. Non devo cospirare contro di esso.

Ecco la scritta che pian piano si incideva sempre più profonda sul dorso delle mani sinistre dei due ragazzi. Bruciava da morire, molto più del solito, e, nonostante Carlotta ne avesse passate tante di punizioni del genere insieme ad i gemelli Weasley, questa era nettamente insopportabile.
Dolores Umbridge stava usando la matita più grande che aveva.
Poteva dire dallo sguardo fisso di Harry sul foglio mentre scriveva che anche per lui questa era davvero dolorosa, i suoi occhi lacrimavano per il bruciore, la mano destra tremava impercettibilmente mentre scriveva.

Carlotta era nettamente più impassibile, abituata a molto, molto peggio ma diamine se bruciava...
L'unico rumore nell'ufficio rosa di Dolores Umbridge erano i suoi sorsetti dalla tazzina di tè e il rumore delle due penne d'oca che scivolavano sul foglio tremanti, frase dopo frase, 'Il ministero è potere. Non devo cospirare contro di esso' dopo ogni 'Il ministero è potere. Non devo cospirare contro di esso'.
Ancora e Ancora.
Il foglio si riempiva e le loro mani venivano incise sempre più in profondità.
Ancora e ancora.

Dopo quel che sembrò un'eternità li lasciò andare.
Le mani tremavano. Il sangue scivolava lungo le dita.
Scendevano le scale in silenzio, scalino dopo scalino, il bruciore una costante.
Fin quando Harry non cadde in ginocchio, lo sguardo distante.
Carlotta inspirò bruscamente "Harry!" Esclamò, aveva capito cosa stava accadendo "Harry per Godric no. Non farlo entrare"
Ma era troppo tardi.
"Harry... Harry rispondimi"
Nessuna risposta.

"Sirius"

"Harr- cosa?"
"Sirius. Carlotta... Sirius"
"Harry non capisco"
"L'ho visto"

Il ragazzo iniziò a correre giù per le scale, non curandosi più del bruciore, la stanchezza svanita.
Carlotta lo seguì a ruota cercando di fermarlo per avere delle spiegazioni e perché continuasse a nominare suo padre.
"Harry aspetta!"
Correvano insieme lungo i corridoi del castello, Carlotta un paio di passi indietro cercando di raggiungerlo, non avendo idea di dove stesse andando.

Raggiunsero Ron e Hermione che spuntavano da un'altro corridoio essendo stati ad aspettare che i due ragazzi finissero la punizione.
Hermione portò le mani davanti la bocca in shock appena vide le mani sinistre dei due ragazzi, martoriate dalla frase di devozione verso il ministero.
"Harry, Carlotta... tutto bene? Per Godric"
"Miseriaccia"
Harry li liquidò bruscamente mentre Carlotta era sul punto di tranquillizzare l'amica che stavano bene.
Ron aggrottò le sopracciglia alla palpabile agitazione dell'amico.

"Amico ma che ti prende"
"Sirius" Ripetè solamente Harry sul punto di andarsene di nuovo ma Carlotta, perdendo la pazienza, lo prese per il colletto della divisa spingendolo contro il muro.
"Ora tu stai qui fermo e mi spieghi perché diavolo continui a ripetere il nome di mio padre, Harry" Gli occhi fissi in quelli di lui, la mano stretta in una ferma morsa alla sua divisa. "Parla"

Harry sembrò tornare in sé. "Si... scusa"
Carlotta alzò un sopracciglio annoiata spingendolo a continuare.
"Ho visto Sirius. È-... è come- per come è stato con te con il signor Weasley"
Gli occhi di Carlotta si spalancarono alle sue parole, lasciò andare la sua divisa e fece un passo indietro "Cosa?" Riuscì solamente a mormorare.

"Harry di che diavolo stai parlando?" Incalzò Ron.
Harry cercò di spiegare con calma nonostante il cuore gli battesse all'impazzata ed era chiaramente irrequieto "Ho visto Sirius, al ministero, è in una stanza che ho visto quel giorno mentre andavo alla mia udienza: Ufficio Misteri"
Carlotta inspirò "Lì tengono le profezie..." Sussurrò.
"Esatto Carlotta. Tu hai detto che l'arma di Voldemort, quella cosa che non aveva l'ultima volta, è una profezia" Respirava agitato "E ora Voldemort è lì, con Sirius e lo sta torturando e vuole ucciderlo" Si voltò di nuovo per ricominciare a camminare, la direzione ancora sconosciuta agli altri tre ragazzi.

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