XXXVII.ANNABETH

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IN QUEL MOMENTO, la stanza gemette, e il soffitto della caverna esplose in un lampo di luce ardente.

Annabeth aveva visto delle cose strane in passato, ma non aveva mai visto piovere macchine. Mentre il tetto della caverna crollava, la luce del sole la accecò. Ebbe la visione fugace dell'Argo II librata sopra di lei. Doveva aver usato le sue baliste per aprire un foro direttamente nel terreno.

Pezzi di asfalto grandi come porte di garage precipitavano in basso, insieme a sei o sette
macchine italiane. Una di queste avrebbe frantumato l'Atena Partenone, ma l'aura luminosa della statua agì come un campo di forza, e la macchina rimbalzò via.

Sfortunatamente, si diresse dritta verso Annabeth.

Lei saltò di lato, torcendo il piede ferito. Un'ondata di agonia la fece quasi svenire, ma si voltò sulla schiena in tempo per vedere una Fiat 500 di un rosso brillante andare a scontrarsi contro la trappola di seta di Aracne, sbattere sul suolo della caverna e scomparire nel vuoto con le Manette Cinesi per Ragni.

Mentre Aracne precipitava, gridò come un treno merci in rotta di collisione, ma i suoi lamenti svanirono rapidamente. Tutto intorno ad Annabeth, altri pezzi di detriti colpivano il pavimento, crivellandolo di buchi.

L'Atena Partenone rimase intatta, tuttavia il marmo sotto il suo piedistallo era un'esplosione di fratture. Annabeth era ricoperta di ragnatele. Si tirò via la seta di ragno da braccia e gambe come fossero i fili di una marionetta, ma in qualche modo, sorprendentemente, nessuno dei detriti l'aveva colpita. Voleva credere che la statua l'avesse protetta, sebbene sospettasse che non fosse stata altro che fortuna. L'esercito di ragni era scomparso. Forse erano scappati nuovamente nell'oscurità, oppure erano precipitati nell'abisso. Mentre la luce del giorno invadeva la caverna, gli arazzi di Aracne lungo le pareti si ridussero in polvere, cosa che Annabeth poteva a stento guardare – soprattutto l'arazzo che mostrava lei e Percy.

Ma niente di tutto quello importò quando udì la voce di Percy provenire dall'alto. <<Annabeth!>> si paralizzò, poteva guardare in alto? O si sarebbe polverizzato anche lui, mostrandole la cruda verità delle sue allucinazioni. <<Anna->>

<<Qui!>> singhiozzò, facendosi coraggio e guardando sulla nave. Tutto il terrore sembrò abbandonarla in un unico, enorme lamento. Mentre l'Argo II scendeva, vide Percy che si sporgeva oltre la ringhiera. Il suo sorriso era meglio di qualsiasi arazzo avesse mai visto.

La stanza continuava a tremare, ma Annabeth riuscì a mettersi in piedi. Il pavimento sotto di lei sembrava stabile per il momento. Il suo zaino era sparito, insieme al computer di Dedalo. Il suo pugnale di bronzo, che aveva con lei da quando aveva sette anni, era anch'esso scomparso – probabilmente caduto nell'abisso. Ma ad Annabeth non importava. Era viva.

Si avvicinò al bordo della voragine creata dalla Fiat 500. Rocce frastagliate cadevano a picco nell'oscurità fino a dove arrivava la sua vista. Qualche piccolo bordo sporgeva in alcuni punti, ma Annabeth non ci vide nulla attaccato – solo fili di seta che dondolavano oltre come festoni natalizi. Annabeth si chiese se Aracne le avesse detto la verità sull'abisso. Il ragno era davvero caduto fino al Tartaro?

VENI | leo valdezLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora