Vedo lo sguardo divertito di Styles alla vista della mia espressione.
-Ehi, ragazzina!
-Cosa ci fai tu qui?
Dico, sussurrando, nella speranza che la professoressa non ci veda o senta.
-Beh, cosa si fa in un college? Si studia, no? Mi sembra abbastanza ovvio!
-Mah, faccio difficoltà ad immaginarti con mille libri davanti, intento a studiare.
-Strano ma vero.
-Sì, sì, certo.
La lezione di francese passa con una lentezza incredibile. La professoressa è una madrelingua quindi ha già di per sè un suo accento francese.
Sta parlando dell'opera di Victor Hugo, "Les Misérables", ovviamente in lingua originale.
Cerco di seguire il suo discorso ma vengo distratta dal riccio accanto a me che, a quanto pare, non ha intenzione di starsene fermo al suo posto. È dall'inizio della lezione che si muove di continuo: prima muove in continuazione quelle gambe chilometriche che si ritrova, beato lui! Poi tamburella le dita sul banco, apre e chiude la penna, scrive con la matita e poi cancella, quindi fa tremare tutto. Ho dei dubbi riguardo il fatto che gli piaccia il francese. Io lo trovo affascinante ma abbastanza complesso.
-Ragazzi, la lezione è terminata. Potete già andare a prepararvi per i corsi successivi. Buona giornata.
Non mi rendo conto che è già passata un'ora. Esco subito, prima che "Signor, so' tutto io" mi raggiunga.
Sto per superare la soglia della porta di classe, quando mi sento chiamare da dietro.
-Ehi, tu! Fermati!
Non mi giro, non voglio che mi rovini la giornata già dalle prime ore del mattino.
-Bethany... Dorothy... Stefy... No, cazzo, non si chiama così!
Ma tu guarda! Non si ricorda nemmeno come mi chiamo, che faccia che tiene.
-Giusto, Beth!
Che miracolo è mai avvenuto?
-Che c'è?
Dico, continuando per la mia strada.
-Ci tieni al libro di francese, o potrò buttarlo nel camino a Natale?
Al sentire le sue parole, mi blocco, ricordando solo adesso di averlo lasciato sul banco.
Mi giro di scatto, vedendolo con due libroni fra le mani.
Così vado verso di lui per farmelo dare.
-Ehm, sì. Grazie.
Aspetto che me lo dia, ma non lo fa.
-Ah ah, adesso pretendi che te lo dia così?
-Ehm, sì?
-No, cara.
-Ma come no? Cosa devi fare con due libri di francese? Ho notato che non sei molto interessato a quella lingua.
-Ah, quindi mi pensavi?
Oh no, quindi lo pensavo? Mi pongo la stessa domanda che mi ha posto lui.
-Beh, difficile non farlo quando non stai un attimo fermo.
-Tieni, prendi. Ma la prossima volta che lo dimentichi, me lo prendo così lo posso mettere nel mio caminetto nel periodo invernale.
-Non accadrà mai più, okay?
Dico ma non aspetto una risposta, perché vado via.
***
-Bene, ragazzi. Per la prossima lezione, preparatevi sulle pagine 56-87, comincerò ad interrogare a breve.
Bene, per venerdì ho da studiare circa 30 pagine di storia.
Prendo tutto e mi dirigo verso la mensa, dove dovrebbe aspettarmi Niall. Infatti lo vedo al nostro tavolo con una ragazza.
-Ehm, ciao Niall!
-Ehi, Beth! Ti stavo aspettando!
-Ehm, sì.
Mi siedo dall'altra parte del tavolo, di fronte i due ragazzi.
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Fly away // h.s.
RomanceNella vita di ognuno di noi, a volte, capita di incontrare delle persone che non avremmo mai voluto conoscere e senza delle quali avremmo voluto fare volentieri a meno. È quello che capita ad Elizabeth in una calda giornata di settembre. Americana e...
