Scarlett
Non avevo mai visto Aiden sorridere in quel modo.
Sembrava davvero divertito, come se avesse avuto bisogno di prendermi in giro per distrarsi un attimo.
Ma, se credeva di usarmi come passatempo, si sbagliava di grosso.
Ero seria quando gli dicevo di voler tornare a Medellin.
Forse non me lo avrebbe mai concesso, ma dovevo provarci.
Mi serviva per capire fino a che punto potesse spingersi.
La rivelazione di mio padre era abbastanza importante.
E io non volevo sentirmi responsabile di un crimine che non avevo mai commesso.
In qualche modo, pur assurdo che fosse, mi sentivo terribilmente coinvolta.
Questa cosa mi stava divorando all'interno.
A tratti Aiden mi faceva paura.
Avere vicino un uomo senza alcuno scrupolo, mi limitava perfino i comportamenti.
Con lui non potevo mai spingermi oltre, dovevo usare le parole accuratamente e, quindi, perdere in partenza.
«Vorrei che prendessi in considerazione la mia richiesta, seriamente». Lo guardai dritto negli occhi, proprio come piaceva a lui.
Non abbassare lo sguardo mi faceva apparire più sicura di me.
A quel punto, Aiden tornò ad essere il solito uomo rigido di sempre.
«Scarlett, sto cercando in tutti i modi di contenermi. Ma tu esaurisci la pazienza anche a chi ne ha troppa. Capisci ciò che intendo?» espresse, velando un minaccioso avvertimento.
Mi spostai una ciocca di capelli, stampandomi sul volto un falso sorriso.
Tamburellai la punta della scarpa sul pavimento e con naturalezza esordii: «Vado a fare due chiacchiere con Loren. Ti troverò ancora qui, dopo?» sollevai un sopracciglio, dubbiosa.
Al contrario, Aiden non cambiò espressione.
«Mi troverai qui. E, quando deciderai di tornare, cerca di cambiare atteggiamento».
«Sì, certamente», borbottai sottovoce.
Tuttavia, mentre stavo per imboccare l'uscita, mi fermai nuovamente sulla soglia.
Aiden attendeva pazientemente che mi levassi di torno, ma io dovevo chiedergli un ultima cosa per fare in modo di non trovarmelo dietro all'improvviso.
«Vorrei uscire fuori con Loren, ho bisogno di fare due passi. Giuro che starò lontana dagli uomini che stanno di guardia», gesticolai nervosamente.
Non ero poi così brava a mentire, i miei gesti mi tradivano perennemente.
In verità volevo stare in un posto che non avesse telecamere molto ravvicinate. Volevo fare un paio di domande a Loren, in segreto.
Farlo in casa non era un'ottima idea.
Mi cominciò a tremare il piede, perciò lo sbattei nevroticamente contro il telaio della porta.
Aiden osservò ogni mio gesto impaziente.
«Non puoi parlare con lei in cucina o in camera tua?» mi ricordò di proposito che oltre al giardino avessi a disposizione tante stanze.
E, dato che il mio intento era tutt'altro, ribadii più che intenzionata a non cedere.
«No, se te l'ho chiesto è perché preferisco andare fuori. Mi sembra ovvio», scossi la testa, scocciata.
«Chiudi la porta quando esci», tuonò inespressivo.
Bene, pensai, tirando un sospiro di sollievo.
Senza perdere altro tempo feci come mi era stato detto e mi recai in cucina.
Loren stava già ai fornelli.
Quella donna non perdeva mai tempo per compiere i suoi doveri.
Aumentai il passo per poi piazzarmi alle sue spalle.
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Reflection Three
Чиклит3 Volume 🔞 Il libro presenta scene violente, sensibili e parti erotiche.
