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Erano troppi gli uomini di guardia che calpestavano il perimetro.
Eppure, il silenzio abissale che si udiva, permise ad Ivan di ascoltare in lontananza il respiro frenetico dell'ospite indesiderato.
Il padre era morto oramai da troppi giorni, peccato che nessuno -oltre a lui- sapeva la verità.
Chi stava dall'altra parte, invece, continuava a cercarlo senza sosta.
Naturalmente vi erano segreti e certezze che Ivan non conosceva ancora.
Una cosa era certa, qualcosa stava tornando a galla.
Il rumore dello sparo udito in precedenza, proveniva esattamente dall'esterno perciò, Ivan non perse tempo a recarsi là dove il frusciare degli alberi si fece più intenso.
Aiden lo seguì quasi con disinteresse, stringeva in mano l'arma e teneva ben saldo l'indice al grilletto. Era solito lasciare spazio per poi agire nel vero momento del bisogno. Tuttavia, si fermò accanto una palma dalle dimensioni enormi e posò la spalla contro il tronco. Dopo, si prese quei cinque minuti per fumare una sigaretta.
Di tanto in tanto volgeva lo sguardo verso la finestra che dava alla camera di Marisol. Nessuno, oltre le grate in ferro, occupava quel punto fisso. Probabilmente Scarlett aveva fatto affidamento a quel piccolo bambino che pareva essere il figlio di nessuno.
Ivan invece, bloccò con un cenno i suoi uomini che man mano avanzavano verso di lui.
Il socio del padre rise sguaiatamente quando finalmente gli fu vicino. Scosse la testa e con l'aria di chi sapeva troppo lo sfidò.
«Mi sono stancato di aspettare, Ivan. Dov'è tuo padre». Proferì, agitando l'arma di fronte il petto di Ivan.
Quest'ultimo non accennò nessun sentimento e, privo di empatia espresse: «Perché lo chiedi a me?»
Intanto Aiden trattenne un sorriso. La sua vita non era poi così diversa da quella di Ivan, pensò furtivamente.
Entrambi avevano ucciso il loro stesso padre.
Entrambi avevano trattenuto una donna contro la loro volontà.
Entrambi erano privi di emozioni in qualsiasi situazione.
Entrambi, erano uno sporco riflesso dell'altro.
L'uomo pareva sapere, ma c'era qualcosa che lo tratteneva dal non sbottare. Ciononostante, non c'è la fece più a resistere e confessò apertamente la realtà dei fatti.
«Ti ho dato la possibilità di arrenderti, Ivan. Io e i soci di tuo padre siamo a conoscenza di molteplici cose. Tra cui, un testamento a nome mio», si vantò gonfiando il petto.
Poi proseguì, catturando l'immediata attenzione di tutti.
«Devo dire che siamo una cerchia ristretta, ma tuo padre ha messo in guardia molti di noi. Non ti sembra strano che a sparire sia stato proprio lui? Insomma, eri tu quello da eliminare. E Liam, dov'è? In troppi sappiamo che in realtà non è tuo figlio», scoppiò in una fragorosa risata.