Scarlett
Provai con tutta me stessa a non lasciar trapelare quel senso di delusione che mi attanagliò lo stomaco.
Al contrario, scelsi di mostrami spavalda e sicura di me.
Addirittura gli avevo appena chiesto se fosse geloso di me.
Ne dubitai all'istante: Aiden non conosceva nessun sentimento oltre l'odio, la rabbia e il rancore verso la sua vita stessa.
Perché mai avrebbe dovuto essere geloso di me?
Ero perennemente chiusa in casa, poteva avermi sempre e quando desiderava.
E, quindi, non avevo mai l'opportunità di potergli fare provare quel sentimento come la gelosia.
Mi resi conto di essere la solita stupida di sempre eppure, i suoi occhi socchiusi mi fecero tentennare giusto un po'.
Magari avergli detto di non volere firmare il secondo contratto lo rendeva nervoso.
Era palese, non tollerava un rifiuto da nessuno, tantomeno da me.
«Io non sono geloso», mi scandì tra il collo e la scapola. Nel frattempo mi lasciò una scia di baci a tratti impercettibili.
Mi piaceva il suo contatto, mi piaceva il suo profumo di colonia impresso sulla sua pelle che ad ogni tocco pareva restarmi impresso.
Però non mi piaceva il suo essere così freddo...
Odiavo il fatto che dominasse il mondo, compresa me.
E odiavo non essere in grado di cambiare le cose.
«E allora cosa vuoi da me, esattamente? Prima mi proponi una cosa, dopo cambi idea». Gli feci presente, respingendolo per la terza volta.
«Ti ho detto di cambiare i dettagli», scandì duramente.
Si stava stancando di venirmi dietro.
Era visibile che avesse già superato il limite di tolleranza.
«Non concedermi il divorzio ti sembra un dettaglio? Senza quello non potrò nemmeno frequentare i corsi che tu stesso mi hai proposto». Gli picchiettai ripetutamente l'indice sul petto, nevrotica.
«Dovresti esserne grata, Scarlett. Se non voglio concederti una cosa è perché non voglio che ti accada niente. Hai già dimenticato cosa ti è successo nelle ore precedenti?» Tuonò arrabbiato, mettendomi a posto la mano.
Aiden detestava essere toccato quando si innervosiva, lo sapevo.
Tuttavia, non me la presi sul personale.
Ma io ero così esausta dei suoi cambi d'umore che sbottai come non mai.
«La colpa di tutto ciò che mi è accaduto è solamente tua, perché non fai altro che avere nemici da tutte le parti del mondo. E io sono solo una povera stronza di merda perché mi sono innamorata di te, mentre tu non hai mai fatto niente di buono nei miei confronti». Strillai a pieni polmoni, tappandomi la bocca subito dopo.
Rischiavo di svenire da un momento all'altro per avergli detto di essere innamorata di lui.
Non volevo, non era assolutamente mia intenzione.
E non perché l'idea non mi piacesse, ma per il semplice motivo che lui, non era la persona adatta a quel tipo di smancerie.
Mi bloccai dinanzi quegli occhi che mi fissavano, indecifrabili.
Deglutii rumorosamente non appena mi afferrò saldamente il viso, stretto all'interno del suo palmo.
Le mie labbra si deformarono a causa di quel tocco un po' eccessivo per i miei gusti.
Ciononostante, di prepotenza, mi baciò.
Il modo rude che usò per ficcarmi la lingua in bocca mi deconcentrò ogni pensiero.
Mi zittì all'istante, procedendo a muovere la lingua affinché non parlassi più.
Il tentativo di respingerlo per la quarta volta fu invano giacché proseguì a bloccarmi i polsi dietro la schiena.
Poi si staccò e, repentino, mi bisbigliò sulle labbra gonfie: « Allora preferisco essere odiato da te piuttosto che saperti in mani non mie».
Avevo il fiatone, il mio petto cominciò ad emettere sussulti impazziti.
Oltre ad essere arrabbiata ero confusa.
Scrollai le spalle ed infine agitai le braccia ancora ferme dalla sua presa.
Aiden non faceva altro che peggiorare ogni situazione.
In seguito, ringraziai il suono insistente del suo cellulare.
Era quasi notte fonda, chi lo disturbava?
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Reflection Three
ChickLit3 Volume 🔞 Il libro presenta scene violente, sensibili e parti erotiche.
