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Marisol
Quel giorno si respirava un'aria alquanto turbolenta. All'interno della stanza era diventato impossibile poter far prendere aria ai polmoni. Questo perché Ivan aveva sbarrato e chiuso l'intera vetrata. Erano mesi che mi teneva in quelle condizioni. La mia stanza era dotata da un sistema di areazione. Mi sventolai con le mani, in attesa che mio marito entrasse da quella maledetta porta. Quell'uomo, negli ultimi mesi, stava facendo il doppio gioco con Aiden. Mi aveva persino costretta a reggergli il tutto, a mentire e giostrare per bene i nostri patti.
All'inizio, mi ero rifiutata, esprimendo il mio totale dissenso. La mia vita oramai era al capolinea quindi, non avevo nessuna intenzione di rovinare anche la vita altrui. Sperai invano che Ivan venisse scoperto da Aiden e successivamente ucciso. Non ce la facevo più di subire ogni santa sera violenze su violenze. Mi obbligava a fare sesso, affinché restassi incinta.
Tuttavia, quel misero bastardo era riuscito nel suo intento, trasformandomi in un robot telecomandato. Al solo pensiero mi venne il voltastomaco. Di conseguenza, mi grattai il collo sino a lasciarmi i segni delle unghie.
Lì dentro faceva terribilmente caldo, così tanto che sentii la fronte grondante di sudore. Il mio malessere venne alimentato dalla presenza ambigua di Ivan. «Poco fa sei stata brava», si congratulò con me, avanzando fino a ridurre ogni distanza. Di rimando, mi voltai il viso dal lato opposto, non volendolo assolutamente guardare. «Ora voglio vedere Liam, me l'hai promesso», gli ricordai a denti stretti. Allo stesso tempo mi sentii maledettamente in colpa per Scarlett. Ivan sapeva della mia gravidanza, in realtà non gli avrei mai potuto nascondere una cosa del genere. Addirittura, mi ero sottoposta al DNA fetale. Quest'ultimo rivelò il sesso, scoprendo così che fosse un bambino.
Non lo volevo, io ardevo soltanto riavere Liam tra le mie braccia. Allora, Ivan, scese a patti con me: Raggirare Scarlett in cambio di vedere Liam. Il suo misero piano era quello di farle credere che volessi procurarmi un aborto. Aveva messo dentro l'armadio un test di gravidanza per far si che Scarlett lo vedesse. Credeva fermamente che quella ragazza mantenesse il segreto, diventando mia complice. Sapeva che Scarlett avesse avuto bisogno di vestiti, quindi ne approfittò per portarla da me, giovando dell'assenza di Aiden.
Non ancora soddisfatto, aveva anche rivelato ai nemici di Aiden, la posizione della villa a Zurigo, mettendo in pericolo la piccola bambina.
Quell'uomo voleva soltanto impossessarsi del progetto Makenzia e diventare l'unico capo mafia. Desiderava portare il nome del suo primogenito come garanzia per il futuro di tutti i suoi soci. E voleva definitivamente cancellare Aiden da ogni giro.
Ivan non aveva fatto niente per pura bontà. Anzi, proporsi di ospitare Scarlett, fece in modo che lo avesse in pugno. In segreto, era riuscito a mettersi d'accordo con altri soci per uccidere il bambino che Scarlett portava in grembo. Di conseguenza, sarebbe stato il primogenito di Ivan a creare un'alleanza.