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Scarlett

La camera di Sofi era doppiamente più bella di quella che aveva a Medellin.
Era entusiasta di mostrarmi tutti i suoi nuovi giochi, il suo letto nuovo, il tavolo da disegno nuovo...

Come se le sue cose precedenti fossero state totalmente asfaltate.
Mi chiedevo come facesse Aiden a rendere tutto perfetto anche nei minimi dettagli un qualcosa che lui stesso non era in grado di fare.

«Sofi, chi ti ha preparato la cameretta?» mi informai, senza fare capire la mia curiosità.

«La signora con i capelli marroni», allargò le braccia e con una rapida giravolta si vantò dei suoi averi.

Mia madre non sprizzava gioia da tutti i pori anzi, il suo volto si tramutò in qualcosa di fittizio.

Non la riconoscevo più.
Tuttavia, la spronai a parlare.

«Vuoi dirmi cosa succede?» chiesi, stanca di porre domande a tutti senza ottenere mai alcun risultato.

«La sera che sei svenuta, tuo padre è stato riportato a casa da due uomini, mentre tu sei stata portata in ospedale...» si fermò incerta.

«E poi?» la incitai.

«È partito, è tornato a Londra. Lui si è pentito di essere venuto, non gli importa niente né di te né di me. Non piu». Proseguì insensibile.

Sapevo di non essere più il punto di forza dei miei genitori, me lo avevano dimostrato col tempo.
Ma, addirittura, arrivare a dire certe cose così senza un briciolo di tatto, mi bloccò il cuore.

Avrei voluto piangere per il suo rifiuto, ma non ci riuscii.
Ero diventata un pezzo di marmo e parlare mi risultava difficile.

Mio padre mi aveva abbandonata nuovamente.
Ed io che pensavo che volesse cambiare solo per me.
Mi aveva chiesto perfino un'altra possibilità.

«Perchè mi ha detto tutte quelle cose su Aiden? » riuscii a mormorare con un filo di voce.

«Perchè desiderava che lasciassi Aiden e questo posto. Il suo scopo era allontanarti con la mente da lui». Terminò con poca voglia e tanta incertezza negli occhi.

Diedi una rapida occhiata a Sofi.
Poi mi rivolsi nuovamente a mia madre: « E tu, perché adesso gli dai contro se, fino ad oggi, sei sempre stata dalla sua parte?»

«Perchè ha lasciato anche me, non ha voluto che lo seguissi», commentò con rammarico.

Lì ci rimasi doppiamente male.
Il cuore mi si ruppe per la seconda volta nel giro di pochi istanti.

«Allora non sei rimasta per me, sei venuta qui solo perché ti ha lasciato».
Lo dissi a voce alta, come se lo stessi spiegando più a me stessa.
A quel punto, le presentai la realtà delle cose.

«No, aspetta... Non è proprio così», si difese, mettendo immediatamente le mani in avanti.

«Fin dal principio sono venuta qui con tuo padre solo per te. Ma adesso lui ha perso completamente la testa. Mi è venuto spontaneo volerlo seguire, anche se ho ricevuto solamente il suo rifiuto», boccheggiò esausta.

Mi sentivo una fallita come madre, figlia e moglie...
Mi sembrava di non avere nessuno scopo.
Ero completamente annullata e intrappolata in una vita che non mi piaceva più.

Da stupida, faticavo ancora ad accettare chi fosse realmente Aiden.
Mi rifiutavo categoricamente di mettermi in testa che non avevo più via di scampo.

Avrei mai smosso qualcosa?

Sarei riuscita a conciliare la vita che avevo già con quella che, invece, desideravo?

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