Qualche secondo passò, in quel lasso di tempo Aiden attese pazientemente che Scarlett andasse via di sua spontanea volontà.
Era abbastanza nervoso e non voleva che la sua rabbia prendesse il sopravvento.
Ma lei non accennò nemmeno l'idea di allontanarsi da quel posto.
Perciò, per mandarla via, provò ad intimorirla: «Vai a dormire. Se non lo farai, ti do la mia parola che verrai legata a questa scrivania e ti scoperò anche contro la tua volontà», scandì con voce roca.
Di conseguenza, Scarlett incrociò i piedi e strinse le cosce.
Poggiò le spalle sul telaio della porta e, risoluta, commentò: « Non credo tu possa farlo», sollevò il tessuto per poi scoprirsi il ventre gonfio.
Con delicatezza si massaggiò l'addome e nel frattempo ammiccò un sorrisetto.
«Il tuo ventre scoperto non mi intenerisce, sappilo. Ora, ti do l'ultima possibilità di poter andare via. Altrimenti non lamentarti dopo. Ti ho avvisata», le fece presente.
A quel punto sperò che rimanesse lì giacché vederla nuovamente gli fece venire voglia di scoparsela.
Le gote di Scarlett si colorarono e si fecero più rosee.
Immediatamente abbassò il tessuto caldo e si ricompose.
Tutte le sue certezze svanirono nel nulla non appena calò gli occhi sui boxer di lui.
«Voglio parlare con te», si incamminò verso la poltrona personale di Aiden e con gesti più che spavaldi rilassò le spalle.
«A me parlare non piace, alzati da lì e vai fuori», le ordinò seccato e giunto al limite.
«Io sono gravida e questa poltrona è comoda», squittì, non capendo di aver superato il limite concesso.
Stava tirando troppo la corda e a momenti si sarebbe rotta.
Aiden aggirò la scrivania con rapidità.
Senza nemmeno sfiorarla le diede le spalle e con agilità aprì l'armadietto che conteneva delle scorte di whisky.
Tirò fuori qualcosa, riuscendo a nasconderlo grazie al suo grande palmo.
Curvò le spalle e piantò entrambe le mani sui braccioli della poltrona, bloccando rapidamente la ragazza.
Scarlett ritrasse il viso, incerta sul da farsi.
«Ho detto di andare a dormire», le scandì a denti stretti.
La frustrazione lo accecò come non mai.
Il fatto che lei non lo ascoltasse più lo rese impossibilitato.
«Ho detto di no. Voglio stare con te e voglio parlarti», espresse sinceramente.
Ambiva con tutte le sue forze poter avere un rapporto quasi normale con lui. Che non si basasse solo sul sesso e sui continui ordini.
Avrebbe desiderato guardare un film assieme, condividere uno stupido aperitivo o una semplice cena.
Tuttavia, il palmo di Aiden si aprì come una molla e fece scattare velocemente un paio di manette che bloccarono il polso di lei.
Quest'ultima agitò il braccio, in preda all'ennesimo attacco di panico.
«Ma che cazzo fai? E perché sei in possesso di un paio di manette?»strillò nevrotica.
«Dovresti prendere sul serio le mie parole», le ricordò, sfilandole il morbido pantalone.
«Non ci provare, non ti permettere», lo avvertì con sdegno.
Non poteva credere ai suoi occhi.
Subito, uno strato di pelle d'oca le ricoprì le gambe snelle.
Il freddo si impossessò di lei e il cuore le cominciò a battere all'impazzata.
Le pupille di Aiden si dilatarono nel notare il tessuto leggero che mostrava delicatamente le forme deliziose della sua intimità.
L'accenno della pancia gonfia la rendeva tenera e indifesa ai suoi occhi.
Immediatamente, il nervosismo accumulato precedentemente si affievolì.
Tuttavia, si inginocchiò alla poltrona e passò l'indice tra le pieghe morbide di lei.
Adesso, fermarsi, richiedeva un po' troppo autocontrollo.
«Voglio andare via. Ho capito, Aiden, sei una causa persa». Mormorò tristemente.
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Reflection Three
Чиклит3 Volume 🔞 Il libro presenta scene violente, sensibili e parti erotiche.
