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C'era qualcuno che, da tempo, mi teneva stretta fra le sue braccia.
Arrivava di soppiatto, silenziosa.
All'inizio mi scuoteva piano poi, adagio, si insinuava all'interno del mio petto e il cuore cominciava a battere all'impazzata fino a quando, un tenebroso tremore, si fermava per qualche minuto per poi riprendere a smorzarmi il respiro.
Cambiava aspetto continuamente, a volte, non riuscivo nemmeno a capire che faccia avesse.
Cercavo di immaginarla, affinché potessi almeno darle una forma.
Ma lei era spietata, non mi dava il tempo di focalizzarla.
Correvo a più non posso, ma lei mi batteva, sempre.
Aveva immensi poteri, era in grado perfino di farmi avere le allucinazioni e di farmi sudare i palmi delle mani.
Silenziosa, le dicevo di smetterla, di cercarsi qualcun altro da infastidire perché io ero stanca e debole per ospitarla dentro me.
Mi sentivo pesante, in continua agitazione a causa sua.
La sua forza era immensa, così tanta da decidere di restare per lunghi periodi.
Era lei che giostrava il mio umore e, sempre, mi rendeva triste.
Sembrava imbattibile, come se non ci fosse stato mai nessuno in grado di sconfiggerla.
Mi bastava un secondo di lucidità per capire che, quel mostro, aveva un grande punto debole. Ecco perché si impadroniva dei miei pensieri, per distogliere l'attenzione al suo nemico.
Era lì, di nuovo.
L'ansia era lì.
Aveva paura solo delle menti forti, di quelle che non danno il permesso a niente e nessuno di scegliere la felicità a qualunque costo.
Aveva paura delle menti determinate a non farsi dominare.
Aveva paura di chi, ogni giorno, lottava contro i propri pensieri per colorarli di sfumature raggianti.
Aveva paura dei cuori leggeri, liberi, nonostante tutto.
Le porte in legno massello della suite privata di Dalai si spalancarono al nostro arrivo. Dinanzi, duri come iceberg, vi erano due sicari che facevano la guardia. Aiden era proprio a suo agio in quell'ambiente.
A differenza mia, che mi sentivo un pesce for d'acqua. Quella sensazione negativa che mi attanagliava solitamente le viscere non si presentò.
Al contrario, inaspettatamente, mi sentii leggera come una piuma nonostante mi fossi immischiata in mezzo a gente sconosciuta. C'erano molti uomini dai tratti asiatici, mentre altri mi ricordarono il calore del Messico.