«Quando l'amore se ne va, testo e musica di un grandissimo duo autoriale della "musica leggera" italiana, Franco Migliacci e Claudio Mattone, senza tralasciare lo strepitoso interprete; Eduardo De Crescenzo. L'album è "Ancora" 1981. Anche le cover, una del compianto Alex Baroni e l'altra di Karima sono davvero eccezionali.»
«Mio Dio! Non riesco a togliermi dalla mente la scena della povera farfalla che cerca di volare sotto la pioggia e oggi goccia che la colpisce la tortura fino a farla cadere a terra e morire.»
«Una scena davvero evocativa, potenza dell'incontro tra versi e melodia. E mi dica, a cosa le fa pensare quest'immagine, cosa le suggerisce?»
«A cosa mi fa pensare, mi chiede?...
Io non voglio essere quella farfalla, non voglio fare la fine di Antony, io non voglio innamorarmi. L'amore è pericoloso, l'amore fa male, prima ti fa soffrire e poi ti uccide.»
«Eppure, veda dottoressa, la farfalla non è ignara del pericolo che corre, sa benissimo cosa succederà nel momento in cui spiccherà il volo mentre la pioggia scende copiosa. Ma a lei non importa, si libra lo stesso nel cielo, perché nessuna delle sofferenze più atroci e men che meno la morte valgono i pochi istanti di quel magnifico volo attraverso quelle meravigliose gocce.»
* * *
«Ma perché, perché è andata a finire così? Io non volevo questo!»
«E cosa pensi, che io lo volessi?»
«Ma ti ricordi?...
"Io e te, io e te che ridevamo, io e te che sapevamo tutto il mondo era un bidone da far rotolare... sì perché, la bellezza dei vent'anni è poter non dare retta a chi pretende di spiegarti l'avvenire, e poi il lavoro e poi l'amore"...»
«Certo, ma forse sei tu che non ricordi... "sì ma (li), che l'amore (si faceva) in tre, che lavoro non ce (n'era) l'avvenire (era) un buco nero in fondo al tram. Sì, ma allora, ma che gioventù che (è stata), ma che primavera (è stata)... e la tristezza (era) lì a due passi, e (ci) (accarezzava e rideva), lei!
"Sì ma qui, che l'amore si fa in tre, che lavoro non ce n'è l'avvenire è un buco nero in fondo al tram. Sì, ma allora, ma che gioventù che è, ma che primavera è ... e la tristezza è lì a due passi, e ti accarezza e ride, lei.
Lei, sì lei"!»
* * *
«"Io e te", testo e musica di uno dei più talentuosi cantautori italiani di tutti tempi; Enzo Jannacci. L'album è "Foto ricordo", 1979. La versione di Mia Martini è strepitosa!»
«E dunque anche il suo famigerato "Amore", la forza creatrice pan-universale, deve sottomettersi alle più elementari e volgari delle esigenze della carne. È questo il senso del duetto tra l'anima di Tony e il ricordo del suo grande amore, giusto, prof.?»
«Uhm...»
* * *
«E poi, vorrei proprio capire perché non sei mai stato capace nemmeno un giorno di svegliarti e dire: oggi mi sento bene e voglio affrontare il mondo a viso aperto.»
«A sì, certo tu vorresti capire!
Ma tu... tu, ci hai mai veramente provato?
"A prendere in mano la logica di un giorno idiota.
A farla vibrare nell'aria lasciando che il vento la scuota.
A ridere dei tuoi ricordi e di vergini mani.
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Spigolature
Storie d'amoreScene da un anno di follia per guarire da un amore. Registrato con Patamu N.240871 del 21/12/2024.
