23 Novembre

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«Ma come si fa ad accumulare così tanta roba!
Sono esausta, e poi tutto buttato lì alla rinfusa.
Riuscirò mai a mettere ordine in questa maledetta cantina?
Ecco, guarda che mucchio di fobie, arriva fino al soffitto.
Da quest'altra parte cosa abbiamo?
Malattie immaginare, ipocondrie varie, vedi quante, assurdo!
Passiamo avanti, in quell'angolo ci sono cataste di insicurezze, e di là?
Sì, confusione mentale, timidezza patologica.
Nella prossima stanza cosa troverò, diamo un' occhiata?
Madonna Santa! Questa è piena di desideri autodistruttivi! Autosabotaggio e odio per sé stesso!
Ma come farò?
Sapevo fosse difficile, ma questo è davvero troppo!
...

No, non mi devo arrendere, soprattutto adesso.
Dai, Dep, rimboccati le maniche.
Ce la puoi fare, ce la devi fare, ne va della sua vita, lo sai.

Forza e coraggio!
E cerchiamo di dare una sistemata a questo interrato una volta per tutte.
Tutta quest'accozzaglia di problematiche psichiche deve sparire, magari ci facciamo un falò, sì, un bel rogo e non se ne parli più.
...

Siamo arrivati all'angoletto più decente, finalmente!
Questa è la sala dei ricordi, l'unico posto vivibile, fino ad ora.
Ecco lo scaffale dei miei "barattolini dei battiti smarriti", direi che sta bene dove sta.
L'ho ridipinto di un bel colore: "carta da zucchero" che gli dà quel non so che, tra l'antico e il trasognato.
Una bella mano di olio di lino, che fa sempre bene,
et voilà, come nuovo.
Adesso ci faccio delle decorazioni color oro, un pigmento che mi piace moltissimo, aiutandomi con degli stencil, e ci scrivo anche una bella frase, qui in alto.
Vediamo, fammi pensare...
fammi pensare...
Trovata!

"Accetta quanto ti capita,
sii paziente nelle vicende dolorose,
perché con il fuoco si prova l'oro,
e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore.
(Siracide 2. 3,4)

Che dici lo apriamo un barattolino?
Ma certo che lo apriamo!
Dunque, quale prendiamo?
Ne ho accumulati un bel po', c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Direi... questo!
Sì, questo sembra un bel battito, sentiamo un po'...
Svitiamo il coperchio con delicatezza, tiriamolo via piano piano e...
"Lub, du ub".
Inconfondibile, con il suo ritmo sincopato!
Sì, davvero un bel battito.
Sicuramente un battito felice.»

«Certo che era un battito felice!
Uno dei migliori, direi.
Hai sentito come erano forti e chiari i toni?
E la sincope?
Davvero deliziosa, appena appena accennata.
Quel soffio di vita conteneva tanto amore.»

«Sei tu, Cosa ci fai qui?
Mi spii, mi segui?
Vuoi portare a termine il tuo sporco desiderio di annientarci?»

«Ah, ah!
Lo hai detto tu, questa è la stanza dei ricordi.
E io, tesoruccio, lo sai benissimo, sono il suo ricordo più grande.
Quindi, dove potrei mai stare, se non qui?»

«Certo, tu sei il suo ricordo più grande!
Così grande che sarebbe meglio definirti: ingombrante, soffocante, opprimente.»

«Questo non dipende da me, sai benissimo anche questo.
E purtroppo, nemmeno da te!»

«Ti avverto: non azzardarti a toccare i miei barattoli!
Questi battiti sono solo miei!»

«Vieni, seguimi!»

«Per quale motivo dovrei seguirti!
Tu sei cattiva, tanto cattiva!»

«Posso costringerti
e tu ne sei consapevole, ma stavolta, non lo farò.
Forza, vieni con me.
Te ne prego.
...
Ecco, questo è il mio posto, questa è casa mia.»

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