31 Dicembre (IV Parte)

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«Buonasera, professoressa, possiamo entrare?»

«Entrate, entrate tranquillamente.
Qui ci sono delle poltroncine, accomodatevi e mettetevi a vostro agio.
Gradite un caffè, qualcosa da bere?»

«Grazie professoressa, lei è molto gentile, soltanto un poco d'acqua.»

«Mi rendo conto che siete stanchi e dovreste essere a casa, a riposare...»

«Come potremmo riposare, è vero, siamo vecchi oramai, ma noi, specialmente oggi, vogliamo stare vicino al nostro Bambino!»

«Bambino?»

«Oh! Mi scusi, è l'abitudine.
Per me che sono sua madre, lui sarà sempre il mio bambino.
Come diciamo dalle nostre parti:
"O ninnillo mio".»

* * *

«Le madri!...»

«Lei è una madre, dottoressa?»

«No, professore, non lo sono e penso proprio che non lo sarò mai.
Non sento il ticchettio del cosiddetto orologio biologico.
Ho altre priorità nella vita, lo studio, la ricerca. Sono attività che richiedono molto impegno e una devozione totale.»

«Cio nonostante anche lei ha una madre e se è qui, oggi, lo deve ad un gesto di immensa follia di quella donna.
L'atto d'amore di una "Madre", che rende possibile il rigenerarsi della vita, è assolutamente l'evento più strabiliante e potente dell'universo,
una forza che travalica ogni legge fisica.
Assolutamente inesauribile e isotropa.
Uguale a se stessa nel tempo e nello spazio e perfettamente replicata in qualunque specie vivente dell'universo.»

«Quindi, secondo lei, è assolutamente normale che una madre non recida mai del tutto il cordone ombelicale con il proprio figlio?»

«La Donna sul punto di essere madre è triste e angosciata perché è giunta la sua ora, l'ora più dolorosa.
Ma quando ha generato, tutta felice si rasserena ed è piena di gioia, perché ha dato alla luce un "Uomo".»

«Cos'è un passo di qualche testo antico?»

«È il vangelo di Giovanni al capitolo sedici.
Il legame tra madre e figlio, che si concretizza nell'atto del travaglio e della conseguente azione assai traumatica della nascita, in realtà, si è formato molto prima.
Un legame così forte e potente che è destinato a durare per sempre oltre la vita stessa.»

«Già, le madri!
...
Mi scusi prof, è l'ora della medicina, faccio in un attimo.
Pillola, sorso d'acqua... fatto.
Sa, ho un piccolo problema al rene sinistro, da anni, ma nessuno riesce a trovare una soluzione.»

«Al rene sinistro, dice.
Si avvicini un attimo, mi faccia dare un'occhiata alle sue sclere...»

«Questa cosa le facevano i medici di campagna di un secolo fa!»

«Dottoressa, come va con sua madre?
Da quanto tempo è che non la va a trovare?»

«Da molto tempo, prof, da troppo tempo! ...»

* * *

«Professoressa, sia sincera almeno con me che sono il Padre, c'è qualche speranza che si riprenda?
Oppure mi dovrò rassegnare all'idea terribile di dover seppellire mio figlio!»

«Come ben sapete, Tony ha subito un arresto cardiaco ma, per un caso fortuito, o chi sa, per una serie di coincidenze, è stato soccorso in tempo.»

«È stato un miracolo, dottoressa bella, un miracolo.
Chella bella Maronna e Montevergine, c' ha mis' a mana soja...»

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