Nick, non riuscendo a prendere sonno probabilmente a causa dei sensi di colpa per come si era comportato al locale, scalciò via le coperte, notando che il letto di Dylan accanto al proprio era vuoto, e si infilò la t-shirt al volo, uscendo dall'appartamento. Prese a camminare lungo il corridoio per un paio di volte, pensando se fosse il caso o meno di disturbare Sarah alle quattro di mattina, e alla fine decise di mandarle un messaggio per incontrarla. Magari la ragazza era già nel mondo dei sogni da un bel pezzo, al contrario suo, ma si sorprese quando lei gli rispose dopo neanche cinque minuti.
Sarah sbucò fuori dal suo appartamento in pantaloncini e canotta che usava per la notte. "Si può sapere cosa ci fai in giro a quest'ora?" Domandò lei, sbadigliando. "Non dovresti essere a letto?"
"Potevi anche dirmi di aspettare domani, non mi sarei offeso," asserì lui, scrutandola attentamente da capo a piedi. "Sembri stanca."
"Sì beh... Non riesco a dormire," ammise lei. "Allora, di cosa volevi discutere?" Corrugò la fronte, in attesa di una risposta.
"Perdonami quel bacio... So che stiamo recitando ma ecco forse non dovevo lasciarmi trasportare in quel modo," si scusò lui, passandosi una mano tra i capelli, leggermente nervoso.
Sarah sospirò, rassegnata: forse a lui lei non piaceva, non come lui piaceva a lei. Cosa pretendeva? Che bastasse così poco per far sì che lui si accorgesse di lei? Scosse la testa, scacciando quei pensieri, e sorrise a Nick. "Scuse accettate."
"Però... Ammettilo che non è stato poi così male," sogghignò lui, incrociando le braccia al petto.
Lei strabuzzò gli occhi, imbarazzata. "Che cosa stai insinuando?"
"Magari che ti piaccio," disse allusivo.
Sarah deglutì a vuoto prima di parlare. "Sei un po' troppo sicuro di te, mio caro Anderson!" Nick sorrise sghembo. "Non lo fare più." Mormorò lei, perché quel gesto era ciò che l'aveva conquistata di lui.
"Fare cosa?" Domandò innocente, compiendo un passo nella sua direzione.
"Lo sai benissimo," lo accusò lei, indietreggiando un po'.
"Dimmi cosa," ripetè lui, sorridendo un'altra volta, e la bloccò al muro. "E adesso dove pensi di andare, Mitchell?" Le sussurrò all'orecchio, una mano contro alla parete, l'altra a spostarle una ciocca di capelli dal viso. "Cosa non dovrei fare?" Le chiese in tono provocante.
"Come hai detto tu, Anderson, stiamo solo fingendo," si sforzò di affermare lei, cercando di ignorare il batticuore per quelle piccole attenzioni.
"Recitando, uhm?" Nick smise di accarezzarle il braccio e le afferrò i polsi, portandoli sopra la sua testa. Non le diede neanche il tempo per pensare ad articolare una possibile risposta che le sue labbra premettero contro quelle di Sarah.
A malincuore, lei tentò di liberarsi. "Basta! Eravamo d'accordo di fingere per Ericson e Scottland..." Gli ripetè di nuovo.
Lui abbassò gli occhi colpevole. "Scusa."
Sollevò la mano, incerta se si meritasse o no uno schiaffo, e la lasciò ricadere lungo il fianco. "No, non te la caverai così questa volta." Si allontanò, senza voltarsi indietro, e si asciugò le lacrime, che non si era accorta di stare versando.
Nel frattempo, Dylan e Laura si trovavano nella hall, più o meno per gli stessi motivi per i quali Nick aveva voluto vedere Sarah.
"Avanti Laura," si avvicinò a lei. "Ammettilo."
"Cosa dovrei ammettere?" Gli domandò, non capendo a che si riferisse lui.
"Che io non ti dispiaccio," alluse Dylan, ammiccando successivamente. "Il bacio, la finzione dell'essere fidanzati... Lo so che per te è una farsa."
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Dreams Can Be Dangerous
Mystery / ThrillerLaura, una rinomata scrittrice di romanzi ma che nel tempo libero si occupava di articoli per giornali tipo Kids o cose per ragazze giovani e alla moda, comprendeva anche la musica... Sarah, laureata in Lingue, appena era stata contattata per assis...
